domenica 4 dicembre 2016

LA VITA È FATTA DI DIALOGO AD OLTRANZA...

Di Carmen Pistoia

Nessun legame, neppure il più saldo, resiste nel tempo se manca il dialogo.
A volte, si è vittime del finto dialogo, quello di facciata, fatto del più e del meno, ma non è velando le parole di frivola circostanza, che si costruiscono le  fondamenta di un rapporto atto a durare nel tempo.
Parlarsi sempre, spaccarsi il cuore ma dirsi le cose. Elaborare assieme un punto d'incontro e crescita, questo è dialogo.
Sbattere il muso contro quei limiti che, di noi, non riusciamo a vedere e, grazie a chi riesce a metterli in luce, raschiare il fondo del nostro egoismo e lustrare a nuovo quell'animo stratificato di polveri di abitudini sbagliate e innaffiarlo di voglia di crescere e guardare oltre il proprio naso.
Nessun legame è eterno, soprattutto, se ci si lascia appisolare sotto la coltre scura dell'abitudine.
Parlarsi dovrebbe essere il primo elemento essenziale per costruire qualcosa assieme, ascoltarsi, comprendersi e trovare spunti sempre nuovi per vivere, non solo è fondamentale affinchè si cresca, ma necessario per non incespicare sempre negli stessi errori, silenzi e tutto quel che ci si tiene dentro, convinti, che si sta agendo nel modo migliore.
Conclusione?
Parliamoci. Parlatevi. Parlatene. Sempre, anche quando quel che ci si dice farà male e sarà scomodo da digerire.

martedì 30 agosto 2016

MALEDETTE AVVERSITÀ..

Di Carmen Pistoia



Nulla è mai semplice e, niente, va mai come vorresti. La vita di ogni individuo non è mai equamente bilanciata.
Ci dovrebbe essere un'equa misura tra sofferenza e gioia, cose belle e brutte, vittorie e sconfitte, sorrisi e pianti.
Invece, non è mai così.
C'è chi ha il suo carico di dispiaceri e sofferenze che supera di gran lunga i momenti di tregua.
C'è chi trabocca di gioia per i tre quarti della vita senza mai passare negli inferi del dolore, la privazione, il sacrificio, le notti insonni a pensare a come sbattersi la testa al muro per andare avanti e dar forza a coloro i quali dipendono dalla nostra ala. 
Che grande ingiustizia è questa?
E più ti lambicchi il cervello alla ricerca di risposte esaustive, più non te ne arrivano.
Cosa fai?
Incassi, incassi e incassi ancora, come il più bravo dei pugili dopo anni di allenamento, al contempo, speri di imparare a tirare quel gancio decisivo alla vita che possa farti ulrlare: "sta volta ho vinto io, vaffanculo".
E col cuore che ti sanguina, ti rialzi, inarchi la schiena e riprendi il passo...

venerdì 19 agosto 2016

ESSENZA SOLITARIA...

Di Carmen Pistoia

ESSENZA SOLITARIA...

Indole solitaria, anima libera. In una società sempre più schiavizzata da prototipi da emulare e social che monopolizzano ogni fare e agire, il solitario, si distingue apparendo quasi come un'entità superiore.
Eppure, è solo questione di modo di essere, un'inquadrare la vita, le emozioni, persone e tant'altro, ponendo il tutto, non come una necessità vitale, bensì, come un valore aggiunto di cui poter colorare la propria esistenza aggiungendo valore e mai facendone uno stato di schiavitù.
La società odierna, "obbliga", ad esser un pò schiavi di tutto. Si dipende dall'opinione altrui, essa, influenza dannatamente il modo di vivere. Inoltre, si dipende dai social, dai vizi, dalle mode e da tutto quello che è fatto di frivolezze, pochi, quelli che sanno stare da soli con se stessi e starci serenamente bene.
Colui che possiede l'essenza solitaria, ama isolarsi sul monte dei pensieri e raccogliere le proprie energie rilassandosi nell'abbraccio lieve del maestrale che accarezza la pelle.
Il solitario, ha un livello di serenità interiore che lo porta a star bene sia in mezzo al frastuono della gente e sia nell'ovattato silenzio della propria dimensione. Spesso, è additato come asociale, diverso, "anormale", fuori da ogni classificazione di canoni prestabiliti.
A onor del vero, e parlo da anima solitaria, colui che sa stare da solo sentendosi in completa armonia con l'universo, non solo è un essere privilegiato, ma è anche in grado di gustarsi appieno il sapore vero racchiuso nell'essenza d'ogni cosa.
La vita è colma di suoni impercettibili è solo chi ha orecchio per udirli riesce ad ascoltarli e trarne lenimento per l'anima.

domenica 7 agosto 2016

DUE PIEDI IN UNA SCARPA, MANCANZA DI CORAGGIO O SITUAZIONE DI COMODO?

di Carmen Pistoia

È oramai, ordinaria amministrazione della società odierna, vivere situazioni sentimentali che portano a vivere relazioni doppie.
Paura di confidare al partners d'aver capitolato per un' altra persona o pura e semplice situazione di comodo?
A mio avviso, entrambe le cose.
Con i tempi che corrono e la precarietà che pende sulla testa di tutti, innamorarsi d'altri, mentre si ha già una situazione sentimentale consolidata, diventa cosa di lusso, pertanto, sempre più coppie scelgono di vivere storie parallele senza però farsi carico di separazioni e annessi.
Mi sorge spontanea una domanda, ma se è così difficile chiudere una relazione poiché comporta dei costi onerosi a cui non tutti possono far fronte, non sarebbe più intelligente non intraprendere affatto l'ulteriore tresca?
Mistero!
Sono convinta che ai tempi d'oggi, si viva ogni cosa di comodo e non di cuore.
Ci si prende il lusso di vivere due storie parallele senza tenere conto di chi si va a ledere. Eppure, di mezzo ci vanno in molti, figli,mariti, mogli ecc.
Tutti sul barcone del malcontento, ma stretti ognuno nel proprio egoismo. Tendere la mano per comprendere l'altro, non è più alla base dell'unione, oggi, va di moda chi se lo trova prima e comincia ad avanzare pretese nei confronti del malcapitato ex.
Risultato?
Non esistono più le coppie che fanno di tutto affinché il collante dell'unione che si è scelto di formare in passato, resti saldo nel tempo, oggi, basta un niente e tutto termina con un: "non ti amo più, mi sono innamorata di un altro, ti va se facciamo i separati in casa"?
E fu così che le unioni indissolubili di un tempo, divennero solo pezzi vintage d'altri tempi da appendere nella soffitta del "non si usa più".



lunedì 18 luglio 2016

L' AMORE È PER I CORAGGIOSI...

Di Carmen Pistoia

Tutti pensano all'amore come ad una sorta di idillio ovattato situato tre metri sopra le nuvole, ma non è proprio così.
L' amore è un giardino di rose con tanto di spine annesse  e se non hai il coraggio di buttarti alla cieca nei rovi che ti strapperanno la pelle, allora non sei fatto per amare.
L 'amore è si il sentimento più bello e appagante che esista, ma è anche tant'altro.
Ci vuole coraggio, volontà, comprensione, dedizione, profondità, anima e cuore.
Nessun rapporto nasce sull'idillio e resta tale, forse inizialmente è così, ma poi subentra il progetto di vita assieme ed è li che ci vuole coraggio.
Il coraggio di crederci, di costruire qualcosa di solido su quelle delicate fondamenta che sono composte dalla materia del sentimento. Non basta amarsi, occorre capirsi, supportarsi, tenersi per cuore, anche quando le difficoltà mostreranno un eldorato ammiccante che invita alla resa, poichè più semplice da intraprendere.
Solo coloro che avranno il coraggio di osare spiccare  quel salto nel roveto avranno il privilegio di godere del letto di petali che li attende oltre le spine.
L'inizio di un amore non è mai il traguardo, bensì, il primo metro di un gomitolo di vita che col tempo si andrà ad arrotolare sulle pareti del cuore.

mercoledì 13 luglio 2016

L'ATTIMO PERFETTO...

L'attimo perfetto?
Quell'istante fortuito che allinea ogni elemento per una frazione di secondo e scolpisce per sempre emozioni senza tempo e luogo. Li, dove tutto resta incastonato come deve e nulla si scompone.
La mente trattiene tutto, poi,  restituisce sottopelle, esplodendo.
Ti senti come se avessi provato il più intenso degli orgasmi. Nell'anima ti resta il piacere di quell'attimo perfetto vissuto appieno per un nano secondo e tatuato come un tratto eterno sulla pelle.
(Carmen Pistoia)

giovedì 30 giugno 2016

PANICO DI...

Di Carmen Pistoia

Fulmineo e saettante, s'infila sottopelle e paralizza ogni tuo agire.
Panico.
Quella remora che inchioda e toglie ogni possibilità di movimento.
Rimugini per ore sul da farsi, ma non ti muovi.
Panico d'agire e poi sbagliare.
Panico (da prestazione).
Panico di starci troppo bene in una situazione per poi ritrovarsi di botto, soli!
Panico di sentire, provare, lasciarsi andare e restare arenati in un qualcosa di incatenante e distruttivo.
Si ha paura sempre, in ogni situazione, persino i guerrieri più addestrati ne hanno.
Rimestare, nella ciotola dei pensieri, quel tuo agire un pò fuori dalle regole, riflettere, perdersi nella matassa ingarbugliata dei ma e dei se.
Panico.
Eppur senti e sai che se ti muovi rocambolerai sullo sterrato che tanto ti fa paura, ti sbuccerai le ginocchia e, con ogni probabilità, faticherai a riprendere il passo. Così, attanagliato dal timore, fai un passo indietro e ritorni al cardine riavvolgendo lentamente il gomitolo aggrovigliato srotolato d'impeto, quando ancora, il panico, non fenedeva affatto la tua pelle.

giovedì 16 giugno 2016

ABITUARSI AD UN'ASSENZA, NON È DIMENTICARSI...

Di Carmen Pistoia

La vita ci obbliga a far fronte con diverse perdite importanti, ma questo non vuoldire dimenticarsi di chi ci ha lasciati.
Accade per un lutto, com'anche per le persone che, per un certo periodo, hanno fatto parte della nostra vita e poi le strade si son divise.
Abituarsi è d'obbligo, se non lo facessimo, impazziremmo di disperazione.
Abituarsi, all'assenza dopo un lutto, è un'impresa titanica, eppure, se non ci si sforza di accettarlo, la vita si ferma e si resta attanagliati a catene invisibili che però inchiodano l'animo ad un palo e fanno si che resti li fino alla fine dei propri giorni.
Ci si abitua, ma non si dimentica. Ogni cosa viene stratificata sotto il dovere di sopravvivenza, si va avanti, la vita continua con o senza la nostra collaborazione.
Nulla si dimentica e tutto ci resta nell'anima, il bello e il brutto delle cose che ci accadono, strutturano le fibre caratteriali del nostro vissuto.
Si cresce e si apprendono lezioni senza eguali.
Per tutti, nessuno escluso, esiste la propria prova del nove, per altri, più d'una...
Nel calderone della vita, si mescolano un'infinità di sapori, non sempre ci lasciano in bocca il gusto buono, spesso, è più marcato il retrogusto dell'amaro, eppure, lo si accetta e si va avanti con qualcosa in più nel cuore e qualcuno in meno accanto, senza mai dimenticare, ma semplicemente abituandosi a vivere.

lunedì 13 giugno 2016

IL MIGLIOR MENTORE? LO SPIRITO DI OSSERVAZIONE.

di Carmen Pistoia

Posso dire con orgoglio che, per quel che mi riguarda, l'unico mentore da cui ho appreso tantissime cose è il mio spiccato senso di osservazione. 
Ero bambina e amavo osservare tutto e, da ogni cosa, cercavo di carpire tecniche e segreti per poi adoperarmi a far tesoro di quanto appreso.
A sei anni, m'incantavo nell'osservare il maniscalco delle scuderie poco distanti da casa mia. Era bellissimo osservare il suo lavoro certosino nel raspare via il durone delle unghia per poi applicare il ferro sotto lo zoccolo.
Era una costante, amavo osservare chi svolgesse un mestiere per apprenderne la magia racchiusa.
Ai miei tempi, era facile imparare un mestiere, gli artigiani erano numerosi, i contadini, i potatori e tutti quei mestieri antichi che racchiudevano un certo fascino per i miei occhi affamati di sapere.
Innumerevoli, le cose che ho imparato solo osservando chi le faceva. Mi divertiva provare a ricrearle meticolosamente.
Una volta, all'età di dieci anni, vidi all'opera un innestatore di gemme di alberi. Volevo capire cosa facesse con coltelli e rametti ingemmati. Mi nascosi e l'osservai. Era affascinante il modo in cui intagliava i rami di un pesco e poi ci innestava un altro frutto. A distanza di tempo, da quell'innesto, cresceva un ramo e, nella stagione dei frutti, sull'albero del pesco c'era un ramo di albicocche. Incuriosita da quella magia, provai a fare lo stesso con l'albero del pero. Dapprima coltivai al buio così come mi aveva suggerito il mastro innestatore, il ramoscello di pero, poi, una volta uscite le gemme, lo incastonai nel ramo maestro. Ero felicissima a distanza di tempo quando vidi le prime foglioline e, quando poi crebbero i frutti sentii il cuore rigoglioso di soddisfazione per esser riuscita a fare quel che avevo visto fare.
Col tempo, non ho mai smesso di osservare e imparare, e le cose che riesco a fare, ormai non le conto più.
Conclusione?
Osservare è arte d'imparare viaggiano assieme.



venerdì 10 giugno 2016

NON SI PUÒ MORIRE DENTRO...

di Carmen Pistoia

Magda rimuginava ferma sul ponte del salto. Qualcosa le aveva stravolto la vita sino al punto che si stava lasciano morire lentamente. Ora, però, sentiva le gambe pesanti e voleva farla finita. Il vento le soffiava tra i capelli. Mise un piede avanti all'altro decisa a saltare. Qualcuno la frenò bruscamente e la invitò ad ascoltare quel che aveva da dirle. Cara Magda, capita a tutti di trovarsi sul ponte del salto nell'intento di saltare nel vuoto. Poi, accade qualcosa e ci fermiamo ad un passo dal salto. Si stanano i pensieri cupi e si isolano nell'angolo più remoto della nostra esistenza, costringendoli a piegarsi all'insita voglia di reagire che fa parte di ognuno di noi.
Una dopo l'altra, dissolviamo le paure come fossero fiocchi di neve al sole.
Qualunque cosa ci accada, non si può e non si deve morire dentro.
Troppo spesso, un dolore grave, oppure la perdita di un amore o altro ancora, ci fa vedere tutto nero e con la via d'uscita sbarrata.
Molti muoiono dentro, si lasciano fendere dal vento della sconfitta e non aspettano altro che una fine quanto più prossima che giunga a lavar via ogni pena.
No, non è così che si reagisce, lo spirito di sopravvivenza fa parte di ognuno di noi e quando arriva il momento opportuno, occorre destarlo dal sonno profondo, armarlo di una ragione forte per non morire e mandarlo a combattere come non mai.
Non si può morire dentro, a prescindere, dalla natura della gravità di quanto ci travolge all'improvviso e ci piega come canne al vento.
Non si può morire dentro e, soprattutto, non si deve, la vita va vissuta con i suoi pro e i contro.
Ora scendi da quel muretto, trova la tua ragione, rialzati e lotta, la vita ha ancora molte albe e infiniti tramonti da mostrarti, vivili!



martedì 7 giugno 2016

E QUANDO INCONTRÒ L'AMORE VERO, NE PARLÒ COSÌ...

di Carmen Pistoia

Prima di conoscerti, non avevo idea del VERO senso della parola AMARE.
Poi, pian piano, ne ho appreso la reale grandezza. Ti sei preso tutto di me. Come un uragano, hai travolto ogni piccolo centimetro della mia pelle e ne sei divenuto parte vitale. Con te, ho capito che l'amore vero aveva un solo volto, il tuo. La luce dei tuoi occhi ha illuminato d'immenso ogni attimo della mia giornata e non ho visto più il colore del buio. Il suono della tua voce ha inondato di note la mia vita.
Sorprendente, il come una persona possa entrare dentro l'anima di un'altra e diventare unico custode del cuore che pulsa in quel petto, eppure è questo che è accaduto incontrandoti.
Tutto di me t'appartiene. Anima, cuore, corpo, mente e persino lo spirito. Non pensavo esistesse davvero, mi hai scombinato completamente ogni concezione razionale, oggi, sono come crema che s'amalgama in una danza senza fine, e che danzando diviene unico elemento.
Amare è sentire la tenerezza delle tue mani che mi sfiorano. Il sapore dolce delle tue labbra. Sentirmi volare ogni volta che ti bacio, ti stringo o ti guardo.
Credimi, l'amore sei tu, e ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di amare davvero.
No, non lo dico per dipingere l'attimo, nella vita si dicono troppo spesso parole dette per dire. Tu non sei parole, sei materia, quella composizione chimica di cui io stessa sono fatta e che, per un dono stupendo del destino, ha avuto modo di trovare la foce della sorgente.
No, non cerco di intontirti con le parole, lo senti dalla mia pelle quel che emano quando stiamo insieme.
Si dissolve l'universo, tutto diviene come soffice seta, la leggerezza nel cuore non ha eguali.
Sento l'anima che pulsa di piena salute, si veste di sole e danza nel tuo palmo, certa, che quella è l'unica dimora in cui si sentirà davvero a casa, sempre e per sempre.



mercoledì 1 giugno 2016

FIGLIO MIO...

di Carmen Pistoia

Pezzo di cuore di quest'anima mia, forse tu non sai che il mio cuor mai s'acquieta.
Vivo di te e per te dall'istante in cui il tuo primo gemito ha rotto il muro del silenzio della mia vita e lo ha colmato di melodie.
Ti amo figlio mio!
Tu non sai che vigilo ogni istante su di te e, anche quando non sei qui con me, il mio animo vola e ti segue ovunque tu vada.
Mi struggo al pensiero di non poter lenire le tue pene, d'amore o di dolore, t'osservo e piango, ma rimango in silenzio leggendo il tuo disagio senza poter metter fine a nulla di quel che ti turba.
Quante notti insonni a pensare a come fare per disintegrar ogni nuvola scura dal tuo cuore, battere i pugni per ore e ore in cerca di un fulgore luminoso che possa colorare la tua vita di tutti i colori che non hai.
Il tempo scorre ed io invecchio, ma l'animo si ribella, lotta, non vuol arrendersi fino a che anche l'ultimo dei tuoi pensieri bui non si muti in luce e ti sollevi dalle tenebre.
Nella spirale della vita che gira e mai si ferma, io giro attorno ad ogni tuo stato d'animo e cerco di esser faro nella tormenta che mai t'abbandona.
Figlio mio, tu sei luce che splende a oriente, dal tuo sorriso germoglia il mio, dalla tua gioia nasce la mia.
Amore, camminerò con te, non avere paura, non sarai mai solo, neanche quando Dio mi porterà via da te fisicamente, io sarò sempre con te, portati la mano sul cuore e sentirai il mio battito accompagnare il tuo all'unisono.
Ti amo figlio mio, sempre e per sempre.


martedì 31 maggio 2016

COME UN ELASTICO...

di Carmen Pistoia

Tendo verso te come un elastico che nell'allungarsi e nell'accorciarsi si piega e si modella lungo le pareti delle rispettive anime.
Per quanto voglia metter fine a quel tira e molla che mi avvicina e m'allontana da te, continuo a restare dentro i parametri massimi dell'estensione di quell'elastico.
E più tiri e più ti vengo dietro, e meno tiro e più mi vieni dietro e ridivieni tutt'uno con me.
Ho cercato di aggrapparmi a qualcosa che ostacolasse l'estendersi dell'elastico, ma non ho trovato nulla in grado di trattenermi.
Sento forte il senso di ritorno, se cerco di distanziarti, tu mi raggiungi mi abbracci e lasci riposare l'estensione dell'elastico che ho cercato dannatamente di allungare fino a romperlo.
Conoscerti e viverti è stato come dissetarsi dopo una lunga vita di arsura.
Alle volte, rinnego quel che sento, ma serve a poco, mi basta un nano secondo tra le tue braccia per rendermi conto dell'infinito che ci trovo.
Non è una cosa fisica, l'unione si è formata in tempi non sospetti ed è cresciuta sino a divenire fluido essenziale quotidiano atto a rigenerare di luce il buio che mi circondava.
La musica che suona il tuo animo, la sento sempre, persino quando per forza di cose, non ci possiamo vedere, sfiorare, respirare e vivere.
Tendo la curva del mio animo che arriva sino al tuo annodandosi. Non percepisco prigionia in quel nodo, bensì pace interiore, voglia di lasciarmi andare all'indietro, certa, che a prendermi ci sei e ci sarai. Resto ingarbugliata nella rete del tuo cuore senza possibilità di nessuno sbroglio.
Non ho paura.
Vivo a cuor leggero ogni attimo senza voltarmi indietro e senza cadere in sensi di colpa.
Come un elastico m'allontano e ritorno nello stesso istante, il tempo necessario di un soffio o di un respiro, poi, resto abbarbicata nel mezzo ed è piena luce, piena pace...



giovedì 26 maggio 2016

IL TEMPO CHE NON VIVI, TI MUORE TRA LE DITA...

di Carmen Pistoia

Ogni giorno, lasciamo morire battiti di tempo non vissuti, per dovere, distrazione, vita frenetica, impegni, stress.
Ogni giorno, una parte piccolissima di noi, muore per sempre e siamo noi ad essere quegli esecutori materiali di infiniti omicidi volontari di tempo ammazzato e mai più vissuto.
Tempo che ci scivola via inesorabile nella clessidra della vita.
I capelli imbiancano più in fretta di quel che pensiamo, i tramonti e le albe divengono sempre meno e noi non ne viviamo quasi mai quanti ne vorremmo.
Cadiamo nella convinzione che abbiamo tanto tempo, eppure, in men che non si dica, quel tempo diviene corto.
Il tempo è prezioso e va centellinato con dovizia di particolari.
Occore intrecciare meticolosamente ogni attimo che la vita ci invita a vivere e tessere la tela delle emozioni affinchè nulla resti invissuto.
Bacia, ama, abbraccia, arrabbiati, ma fallo oggi, domani è tardi, non rimandare le cose.
Vivi rotolando tra le lancette di quel che desideri, non rinunciare solo perchè i doveri incombono, regalati tempo e vivilo appieno.



mercoledì 25 maggio 2016

E RIPRESI IN MANO LE REDINI DELLA MIA VITA...

Di Carmen Pistoia


In un giorno qualunque, dopo aver attraversato gli inferi, ripresi fiato e le redini della mia vita.
Infinite le volte in cui ho rischiato di non tornare in superficie, ci sono stati eventi così dolorosi, da tirarmi giù a piombo col buio nell'anima e la speranza quasi azzerata.
Eppure, dentro me, qualcosa continuava a tenere viva la fiammella della speranza. Giorno dopo giorno, ho annaspato come una dispersa nelle polveri del deserto, ma non no ceduto il passo alla resa, MAI!
La fede mi ha dissetata e nutrita, la volontà, mi ha permesso di crescere e imparare dagli errori e dai dolori.
Tantissime, le cose che tolgono la voglia di lottare, alle volte, pensi davvero che non riuscirai mai più a rialzarti e sorridere.
Invece, in un giorno qualunque, scopri quasi sorpresa che non solo ti sei rialzata, ma stai guidando tu la biga della tua vita e, non ti sembra vero, ci stai riuscendo nuovamente!
Accadono cose che ci obbligano ad una resa apparente, si entra in un limbo in cui sono allineati ciottoli sdrucciolevoli sulla riva della vita. Il limite, ossia, quello spazio vizioso e tentatore in cui, o attraversi quei ciottoli e passi oltre il fiume delle difficoltà, o scivoli e anneghi per sempre.
Non so cosa faccia scattare l'istante preciso in cui tutto riparte, ma avviene e da quel momento in poi, ricominci a vivere, sorridere, sperare e sognare proprio come facevi prima che la marcia della vita arrestasse il tuo passo e t'insegnasse che devi vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Conclusione?
Ogni giorno dico a me stessa, sono viva, anche oggi me la caverò.

martedì 17 maggio 2016

LIBERI DI...

di Carmen Pistoia

Liberi di sorridere i propri sorrisi e non quelli altrui.
Liberi di fare la cosa giusta o quella sbagliata a prescindere da antipatici saccenti pronti a darti mille consigli gratuiti su come dovresti agire.
Liberi di mandare affanculo e non tenersi tra i denti la rabbia per qualcosa che, ingiustamente, ci viene fatto, ma per forza di cose, siamo costretti a reprimere ogni reazione avvelenandoci l'anima irreversibilmente.
Liberi di dire la nostra incondizionatamente e, al diavolo se non viene accolta bene, la vita non è di certo un rotolo di corda che deve legare il passo entro un certo metraggio.
Liberi di piangere senza sentire addosso gli occhi commiserevoli di chi, non potendo comprendere la ragione del nostro pianto, ci guarda con aria sommessa e china il capo in segno di compassione.
La libertà di essere se stessi in ogni situazione non ha prezzo e ogni individuo dovrebbe godere del sacrosanto diritto alla propria libertà psicologica, interiore e fisica.
Conclusione?
Sarò sbagliata al cento per cento, ma meglio vivere nella libertà dei miei errori, piuttosto che restare prigioniera dei rimpianti e nell'impossibilità di poter mostrare il colore della propria anima per fare la felicità altrui.




martedì 10 maggio 2016

QUANDO RINASCO...

Di Carmen Pistoia




Raccontano, che la vita terrena, sia un continuo tornare, io sono una di quelle che ci crede, dunque, quando rinasco voglio spogliarmi della vita vissuta in quest'involucro attuale e vestirmi solo della mia anima.
La gente ti osserva, giudica, fa del male, svilisce, avvelena e sporca di inutile la tua esistenza.
In tutto questo tu, deturpi la tua anima adattandoti alle "cattività" in cui vivi quotidianamente.
Diventi camaleontico, perdendo ogni giorno un lembo d'anima per sempre.
In questa vita, i miei occhi hanno visto troppi scempi, il mio cuore ha subito tanti "stupri", l'anima mia si è smarrita perdendo il suo orizzonte luminoso.
Ecco perchè, quando rinasco, voglio rinascere libera dalle imbragature visibili e vestirmi unicamente di quel che sono.
L'anima mia, sgorga leggera come acqua di ruscello alle prime luci del sole, respira aria pura e canta, cosa che, in questa vita, non accade, poichè nel visibile, tutto viene travisato, deturpato e interpretato a discrezione di chi l'osserva.

lunedì 9 maggio 2016

DECISIONI...

Di Carmen Pistoia



La vita, con tutte le sue infinite sfumature, è fatta perlopiù di decisioni.

Ci si barcamena come marinai incalliti nell'orizzonte delle molteplici prove cui ci sottopone la vita e, ogni giorno, si decide un qualcosa.

Nessuno è escluso dalle decisioni, arriva per tutti il momento di prenderne una o più d'una.

Decidere di staccare, di star bene, di chiudere un rapporto, o cambiare città, lavoro, compagno, giro di amicizie. Insomma, lo scenario è infinito, così come la determinazione e la forza che occorrono per maturare ogni singola decisione.

Nulla ci vien mai servito sul piatto dorato della semplicità e ogni cosa ha il suo scotto da pagare.

martedì 22 marzo 2016

LA REGOLA DEL VERO AMICO...

di Carmen Pistoia

Una sola regola deve imperare in un rapporto d'amicizia che si distingue per qualità,veridicità e autenticità: crederci!
L'amicizia è un progetto di vita tra due anime affini. Ci si incontra,ci si riconosce e da quel momento in poi si comincia un percorso di condivisione che porterà lontano.
Nel tempo, indubbiamente, non mancheranno le incomprensioni, le delusioni, le discussioni nate dal nulla e sature di tutto, ma se c'è affetto vero e grande stima reciproca tutto si supererà.
E allora mi domando: dove e in cosa un vero amico deve dar prova della propria amicizia?
Ebbene,la risposta che mi sovviene spontanea non è una sola, ma tante.
Un amico che ti ama, sa capire quando è meglio rimanere in silenzio, piuttosto che ferirti. Al contrario, sa fare tanto di quel rumore, da rompere quegli stessi silenzi in cui fino a un minuto prima tu stesso avevi voluto chiuderti.
Riesce a comprenderti con un semplice sguardo. Si fida di te, del tuo giudizio e metro di misura, e anche quando dispensa consigli atti a non farti sbagliare su una qualunque decisione e, nota che tu, fai l'esatto contrario, non se la prende a male, poiché crede in te e nel tuo valore.
Il sentimento che lega due amici è un amore bianco, si bianco, poiché è nel bianco che è racchiusa la purezza. 
Conclusione: capita di rado nella vita di incontrare un amico vero, sincero, che ci ama per quello che siamo e sopra ogni cosa, e quando accade, difficilmente lo lasceremo andare.
Tieni stretto quel che vale e custodisci l'essenza del suo valore sopra ogni cosa.



domenica 6 marzo 2016

SUSSURRALO AL CIELO

di Carmen Pistoia

Bocca socchiusa,
dell'anima mia,
sussurra al cielo,
l'amor che ho perduto.

Digli che piango
e nel silenzio,
mi struggo per lui.
Nelle ore mute,
non odo più,
il palpitar del cuor suo.

Nello splendore del giorno concluso,
solleva e colma l'animo mio ferito,
dissolvi questa pena che soffoca il respiro
e donami un'alba nuova.

Come gli alberi,
crescono e s'adergono
con tronchi robusti,
così,
fa crescere in me,
la forza per continuare a vivere,
senza te.




sabato 27 febbraio 2016

SI E' SOLI DENTRO, ANCHE STANDO IN MEZZO A TANTA GENTE...

di Carmen Pistoia

Soli nel cuore e nell'anima, sempre nell'occhio del ciclone, mai o quasi mai, col vento a favore. 
Si è soli nella vita, pur avendo tanta gente accanto. 
Si vive dell'altrui, egoistica, sordità. Tutti protesi all'esporre le proprie lacrime, pochi, ad asciugar le tue. Volti, cuori, pensieri, nulla che ti appartenga davvero. 
Sorridi i sorrisi altrui, ma i tuoi non te li ricordi più, o forse, non hai mai neppure imparato a sorridere, qualcosa o più di qualcosa, non ti ha permesso di imparare. E così, sei sola nel cuore e nell'anima. 
Per quanto tu possa sforzarti, non riesci a far parte di nulla, quel che ti circonda, ti isola dal mondo intero, benché, di quel mondo tu faccia parte, lo senti estraneo, distante. 
I giorni si susseguono lenti. Le ore rintoccano come campane ferali. 
Osservi il mondo attorno a te e resti stranita da tutto e tutti. 
È triste camminare avendo nel cuore macigni. È dura sopportare le porte in faccia, le tragedie, e tutto quello che, inclemente, ti rema contro indefesso, come se stessi scontando una punizione divina per chissà quale grossa colpa. 
È dura tirare il carretto quando non trovi mai chi t'aiuta ad alleggerire il peso. È dura trascinarsi il cuore rigonfio di lacrime. È dura, alle volte più di altre, eppure il malessere non sei mai tu che vai a cercartelo, esso, ti piove addosso come lava incandescente e trascina con se tutto quello che trova, animo incluso. 
Sarebbe dolce, lieto e comodo arrendersi, ma mi hanno insegnato a lottare e, benché mi senta sola nel cuore e nell'anima, drizzo la schiena e proseguo sta merda di viaggio che chiamano vita. 
Forse, domani, sarà un giorno migliore, o forse no, e con la ridda dei forse che s'accalca nei pensieri, vado avanti e spero...



lunedì 22 febbraio 2016

GLI INVISIBILI...

di Carmen Pistoia

Un esercito silente, con urla strazianti trattenuti nel cuore. 
Uomini, donne e bambini, che scappano dalle guerre per un posto migliore. Spogliati di tutto, tranne che della loro dignità, caricano su barconi di fortuna l'unica cosa che gli resta, la speranza di approdare in un luogo migliore, una terra che li accolga e li protegga dal male.
Quando va bene, sbarcano infreddoliti, stanchi e affamati, quando va male, finiscono in mare annegati tra le onde impugnando ancora la speranza di farcela.
Sfuggono ai tiranni, alle guerre, alla fame e tant'altro. Eppure, hanno negli occhi una ricchezza indescrivibile. Sorridono per poco, pregano e ringraziano Dio per avergli fatto salva la vita.
Alcuni scappano e si rifugiano nelle nostre campagne. Vivono in casolari abbandonati, senz'acqua e senza luce. Si scaldano con indumenti di fortuna e, per pochi euro, qualcuno senza cuore, li sfrutta nei campi.
Gli invisibili, popoli derubati della loro patria, che arrivano da noi e ci chiedono aiuto.
A mani giunte, chiedono un pezzo di pane, un riparo, e cibo per i loro bimbi. 
Anime innocenti trascinate alla deriva dalla nefandezza di altri uomini.
Giovani donne sfruttate sui marciapiedi e deturpate nell'anima da carcerieri senza scrupoli che fanno di loro schiave del sesso. Anime macchiate di ogni delitto per mano di altri uomini.
Gli invisibili, son tali agli occhi di chi non li vuole vedere, eppure, siamo tutti figli dello stesso Dio, ma forse, qualcuno lo dimentica.
Impotente e indignata, osservo la mano dell'uomo che stermina suo fratello..



sabato 20 febbraio 2016

LA VITA CAMBIA E CI CAMBIA...

di Carmen Pistoia


La vita cambia e ci cambia. Gli eventi mutano e ci donano rughe profonde, segni tangibili, del tuo vissuto. Ogni dolore, lascia una cicatrice, e ogni volta che la guaderai, ti ricorderai che prima di quel dolore c'è stato un grande amore. 
Siamo come foglie adagiate sulle acque d'un fiume.

Inaspettatamente, si alza il vento, ci inabissiamo, riemergiamo, ma in tutto ciò ci rafforziamo. E quando torna la quiete,ci accorgiamo che c'è qualcuno in meno accanto a noi, ma l'universo intero racchiuso nell'animo.
E pagina dopo pagina, scriviamo, quel grande libro chiamato vita.


lunedì 15 febbraio 2016

CAPITA CHE...

di Carmen Pistoia

Capita che, in momenti assolutamente anonimi, si avverta un bisogno assurdo di sentire accanto una persona che, per volere divino, non è più di questo mondo.
Capita di perdersi all'improvviso in un frangente qualunque, senza volerlo.
Capita di sentirsi come vapore che resta sospeso tra due mondi, sbatacchiato a destra e a sinistra, dal vento del malessere.
Capita di sentire la disperazione attanagliare la gola fermando il cuore per un battito.
Capita di sentire come un laccio di cuoio che tira sul collo, stringe forte e fa male, per ricordarti che,qualcuno, ti manca maledettamente. 
Capita di non aver voce per urlare il dolore e imprecare contro il cielo: bastardo non dovevi farlo!
Capita che, nell'abissale profondità dello smarrimento più assoluto, si senta la necessità di sentir vicino quella persona.
Capita di sentire un vuoto incolmabile, quel vuoto che nessun altro al mondo, potrebbe mai colmare.
Capita di sentire nel cuore ghiacciai immensi che gelano l'anima, capita e desideri ardentemente di poterli sciogliere come neve al sole, ma sei inerme e privo di forza, così, chini il capo e l'animo va in ipotermia.
Capita di scartare un ricordo come fosse un regalo e, mentre lo si osserva, ci si trovi per caso a rimirarsi il volto nello specchio rigato dalle lacrime.
Capita che, si vivano giorni pieni di pioggia, ci si fermi alla finestra e si aspetti che spiova.
Capita e, quando capita, devi solo attendere che passi, o perlomeno, che s'acquieti nuovamente, fino al prossimo giorno di pioggia...






domenica 14 febbraio 2016

TI AMO

di Carmen Pistoia

Germoglia da te
l'amore per il tutto,
sei la gemma
che genera ogni cosa.

Ti amo
spicchio di cuore,
petalo d'anima
e unica ragion di vita
che colora di sole i giorni miei.

Sei quel riflesso d'animo
che mi mancava.
Sei vento che spazza via ogni nuvola
e dona il sereno.

Ti amo
forse è poco a parole,
ma nel cuore e nei gesti
sei l'universo
che mai ho avuto.




giovedì 11 febbraio 2016

BASTA POCO

di Carmen Pistoia

Basta poco per rendere straordinarie persino le cose che, a colpo d'occhio, possono apparire ordinarie. 
Basta poco per gioire dei dettagli e far tesoro dei dolori, affinché scolpiscano in noi, quell'attimo di eternità che rende il nostro cuore più conscio e maturo per tutti i privilegi che riceve vivendo. 
Basta poco per ridere o commuoversi, per ringraziare Dio e sentirsi fortunati di esistere. Non si ha bisogno di grandi cose, poiché le cose più grandi, sono racchiuse nei gesti autentici dettati dal cuore. 
Basta poco, che poi, quel poco, è l'immenso per chi ha animo per coglierne l'essenza. 
Basta una carezza, una parola, un abbraccio, un sorriso e tutto assume colore, calore, vita. 
Basta poco per stare bene, per chi vive con la pace nel cuore e la voglia di assaporare la vita nella sua interezza senza ledere il prossimo e apprezzando dalla giusta prospettiva tutto quello che il cielo offre. 
Basta poco per tirare fuori il coraggio di scartare il peggio, e tenere dentro il meglio di noi, è solo questione di scelte. 
A me basta davvero poco, per dire a pieno sorriso: grazie buon Dio per tutto quello che mi doni.

(Foto: Fasano Fotografica)

lunedì 1 febbraio 2016

RISPETTO...

di Carmen Pistoia

A volte, accade che quando apriamo le porte della nostra vita a qualcuno, questi, pensa che può prendersi la libertà di dirci tutto quello che vuole in virtù del legame che si é instaurato.
SBAGLIATO, si è ospiti del cuore di coloro che si accoglie, non padroni.
Invitare a far parte della nostra vita, non vuol dire arrogarsi il diritto di dettar legge, ma camminarsi accanto avendo cura di non pestarsi i piedi e, quella cura, si chiama RISPETTO sopra ogni cosa.


venerdì 22 gennaio 2016

TUTTO SCORRE

di Carmen Pistoia

Rami
s'intrecciano
e vanno verso il sole.
Ruscelli scrosciano
e fluiscono
verso riva.
Onde
si rinfrangono
e mai si fermano.
Venti
s'incontrano.
La notte
bacia il giorno.
Il sole
cede il passo
alla luna.
Tutto scorre
anche tu.
E nell'abbraccio
della vita
vivi.



martedì 19 gennaio 2016

IL TEMPO SI E' FERMATO




VOLEVO DIRTI CHE...

di Carmen Pistoia

Ciao, volevo dirti che, per te, ci sarò sempre, ma non con un sempre fatto di parole addobbate a festa, bensì, con la presenza desiderata e trasmessa attraverso ogni piccolo gesto.
Volevo dedicarti un sempre, di quelli che abbracciano l'anima e annullano ogni paura lasciando nel cuore uno spicchio di eternità. 
Volevo dirti che mi troverai ogni volta che mi cercherai, ma anche quando non lo farai, poiché se non ti vedo arrivare, sarò io a venirti a cercare.
Volevo dirti che non devi indugiare nel cercarmi, non importa con chi o dove sarò, tu cercami e basta e correrò da te.
Volevo dirti che, per te, io ci sarò e custodirò il tuo essere speciale come fosse un vaso di viole.
Volevo dirti che, non importa se mi cercherai una o cento volte, ti basti sapere che potrai farlo in ogni momento della tua vita, perché io ci sarò e non saranno solo parole, vedrai, mi troverai, sempre, sempre, sempre...
Dedicato alle persone che amo.



lunedì 18 gennaio 2016

L'AURORA

di Carmen Pistoia

Adagiata
sul un letto di pianto
giace silente
la speranza.
L'aurora
è distante
pare lontanissima
sembra quasi utopico
pensare
di vederla ancora.
Tre candele
nel vento
attendono
che smetta di soffiare
il tormento.
Pugni chiusi
faticano
ad aprirsi.
Filtra dal cielo
un raggio di sole
e nella scia
della sua luce
invochi piangendo
l'aurora nel cuore.



PER QUALUNQUE COSA, CONTA SU DI ME...

di Carmen Pistoia

Quante volte ripetiamo questa frase, ma il più delle volte, resta solo una frase.
Personalmente, non lo dico per dare aria alle trombe, non dispenso "conta su di me", per poi non esserci.
Sono restia a dirlo, ma propensa a dimostrarlo. Quel "conta su di me", se detto col cuore diventa un cammino, un esserci reciproco che dona qualcosa di straordinario e unisce profondamente.
In amicizia, in amore o in famiglia, non abbondare di "conta su di me", ma rendi unici quei pochi che dici.



domenica 17 gennaio 2016

ALCUNI LI DEFINISCONO ERRORI, IO AMO CHIAMARLE OPPORTUNITÀ...

di Carmen Pistoia

Nulla è mai da considerarsi un errore. Tutto quello che ci accade nella vita, (errori inclusi), altro non sono, che veri e propri banchi di prova atti a costruire la struttura molecolare del nostro animo. 
Veniamo messi continuamente alla prova, da che nasciamo, sino alla morte.
Innumerevoli, le volte in cui inciamperemo in quelli comunemente chiamati errori, eppure, col senno di poi, li osserveremo con occhi diversi e ci renderemo conto che, tutto sono stati, fuorché errori.
Una scelta sbagliata non è da considerarsi tale, bensì, va presa come opportunità per scrutare diversi orizzonti e capire qual è quello che ci appartiene di più.
Siamo stati educati alla cultura dell'errore, ma a mio avviso, gli unici errori che contemplo in codesta categoria sono quelli grammaticali, per il resto, considero ogni esperienza (errori e non), come opportunità di crescita.
Una storia d'amore finita non si può considerare un errore, c'era amore quando è nata, e pazienza se poi è finita, nulla è per sempre.
Un'amicizia che finisce, un rapporto di lavoro e qualunque altro genere di cosa fatta nel pieno della propria volontà, non si può considerare errore solo perché finisce, ma va presa come opportunità di crescita.



venerdì 15 gennaio 2016

EROS & TANATOS

di Carmen Pistoia

Nei primissimi istanti,
quando il tuo piacere s'amalgama col mio,
mi sento fluttuare,
separare dal corpo.


Amore,
fatti acqua per me,
scivolami addosso.
Divieni mani.
Fermati sulla bocca.
Accarezzami.
Portami brividi e piaceri.

Tu,
liquida e calda,
essenza profumata,
m'inebri i sensi.
Muschio orientale,
scivola sul mio corpo,
speziandolo d'oblio.

Indugiano lenti,
gli ultimi istanti,
e come un lampo buio,
bruciano sulla pelle.
Tu,
rantoli come se fosse il tuo ultimo respiro.
Esplodi in me,
e rilasci pace celestiale nell'anima mia.

E muoio dentro te.


domenica 10 gennaio 2016

NOSTALGIA DI IERI...

di Carmen Pistoia

Era bello alzarsi al mattino, aprire la finestra e respirare l'aria pungente di dicembre impregnata di muschio selvatico e rugiada ghiacciata. Era bello ammucchiare ceppi e tralci di vite nel camino e accenderlo. Il profumo sprigionato dalla legna stagionata ti dava l'idea di casa, rifugio sicuro, nel quale nessuno poteva farti del male. Il mattino era magico, così come il resto del giorno. Vedevo schiudersi i primi raggi del sole da dietro i rami degli ulivi secolari. Ogni risveglio era autentica magia, la vita prendeva forma su ogni cosa, i fiori, l'aria, la terra che pian piano s'asciugava dalla brina e lasciava evaporare profumo di vita. Nella melodia del mattino c'era pura poesia, i canti dei passerotti, il vento che fischiava delicato tra le fronde degli alberi, tutto accarezzava il nascere del nuovo giorno e lasciava nel cuore profumo di rinascita. Oggi, apro le finestre e vedo muri di cemento, freddi palazzi che adornano ogni dove. Auto che sfrecciano frenetiche e suonano clacson all'impazzata. Ho nostalgia della mia casa di campagna, quella in cui nulla generava frastuono, ma autentico suono. E ritorno lì col pensiero,magico sentiero di quella che ero, fiorellino di campagna spoglio d'ogni artefizio e carico di essenza semplice. Nostalgia di ieri, e per scacciar via la malinconia d'un tempo perduto che non ritornerà, mi rifugio ancora nei ricordi che furono, ritempro l'animo e proseguo il viaggio respirando zinco e cemento in un mondo fatto di rumori.



giovedì 7 gennaio 2016

ALLA FINE, TUTTO VA COME DEVE ANDARE...

di Carmen Pistoia

E' abitudine dell'essere umano, complicarsi l'esistenza con mille perché, progetti e decisioni.
Eppure, il tempo non si ferma se tu resti fermo, va avanti comunque e non ti aspetta. Gli eventi mutano continuamente, cosi come la vita stessa e noi con essa. 
Tutto va come deve andare, a prescindere dal nostro volere. Si, è vero, il nostro destino siamo noi a farlo in un certo senso,ma ad intrecciarlo sulla tela dell vita con quello di chi ci attraversa l'esistenza no. Anche se non muovessimo un dito, accadrebbero comunque tante cose. Nel susseguirsi della nostra vita, tante le cose che facciamo e disfiamo. Infinite decisioni e cambi di rotta. Persone che vengono e persone che vanno, chi si ferma per un'ora, un giorno, un mese e chi per tutta la vita, ma sempre e comunque in continuo mutamento. Mi piace pensare alla vita come ad una persona ferma in una stazione da dove partono tanti treni, tutti in corsa per non perdersi il proprio, tutti attenti sulla griglia di partenza per saltare a bordo e partire per la propria destinazione. Eppure, in quella stazione ci sono anche i barboni, persone che restano li a guardare i treni che partono, vivono mille vite, incrociano migliaia di viandanti e, anche solo per un nano secondo, scrivono una pagina della loro vita.
Conclusione? 
A volte occorre lasciar andare le cose, farle accadere senza ostacolarne il loro naturale defluire.
Bisogna seguire l'onda del proprio destino vivendo appieno ogni cosa e senza lambiccarsi il cervello alla ricerca di verità indiscusse e futuri certi.
Tutto va come deve andare, che tu lo voglia o meno, il tempo e la vita non li determini tu, ma son già scolpiti sulla lavagna del destino. Comprendi che tutto va come deve andare, solo quando tutto è andato come non volevi tu.



martedì 5 gennaio 2016

ANIME NELLA TEMPESTA...

di Carmen Pistoia

Soffiava un vento di tramontana fortissimo. L'aria gelida entrava nelle ossa fino quasi a segarle. Nell'imbrunire, tra i flutti di un mare mai stato così in tempesta, due anime si arenarono sulla stessa caletta. Si scrutarono per pochi istanti, si riconobbero, si presero per mano e si strinsero fino a perdere il fiato. Si trovarono o ritrovarono. Increduli, si presero e si tennero per anima. Il cuore batteva all'impazzata. Le emozioni li travolsero come onde potenti. Il frastuono nell'anima era squassante. Sulle labbra pulsava desiderio sinuoso. Ci furono vorticosi abbracci e voglia estrema di possedersi. Il freddo fendeva la pelle come lama affilata, poi, d'improvviso, calò un calore indescrivibile che avvolse e scaldò. Le parole tacettero. Parlò il cuore. Il viso sul petto. Le mani sui fianchi. Bruciavano vampate di desio e lapilli bollenti scivolavano lungo la schiena, inarrestabili. Tremarono. Impreparati, cedettero al sentimento e si lasciarono andare al turbinio incalzante che non accennava ad attenuarsi. Danzarono nella tormenta, sospesi, come mai nella vita in un limbo di passione vergine. E fu un penetrarsi senza penetrarsi. E fu un possedersi senza possedersi. Fu oblio, quasi a rasentar il cielo con un dito e sentirne l'immensità entrar nell'anima. Tutt'intorno non vi era più nulla. Si persero in una dimensione a misura d'anima. S'amarono fino a restar storditi. Il ticchettio del tempo scorreva lento, fu come se il mare avesse creato un varco temporale, incastonando per sempre sulle pareti del cuore un amore non sperato, che però, inondava di gioia, di sogni, di speranze insperate. Caddero in terra le paure, morì il giusto e sbagliato. Si vissero come chi nasce per la prima volta in ogni gesto. In un tempo piccolissimo, scolpirono l'infinito. I loro occhi traboccanti d'amore, gioirono come mai nella vita.
E nel crepuscolo ormai assorbito dal buio, si fecero luce nell'anima per pochi istanti e tutto il mondo fu solo il loro.
E rinacquero senza mai esser morti.



lunedì 4 gennaio 2016

IL VERO DONO

di Carmen Pistoia

Un regalo è qualcosa che ti giunge inaspettato e ti dona un sorriso.
Non parlo di cose materiali, ma emozioni allo stato puro.
Un regalo è un messaggio colmo di stima che ti arriva alla vigilia di Natale di buon mattino.
Un regalo è un abbraccio che non hai chiesto, ma che ti viene donato a piene braccia.
Un regalo è tutto quello che arriva fino a te da cuore a cuore.
Un regalo è anche solo una parola, che giunta alla soglia del tuo cuore, suscita un varco tra i tuoi pensieri colorandoli di luce nuova.
Un regalo è tutto quello che l'inaspettato racchiude nel cassetto delle sorprese e decide di farlo arrivare a te quando tu non ti aspetti assolutamente nulla.
Il mio regalo più grande mi giunge ogni giorno da ognuno di voi e mi fa capire quanto io sia fortunata.
Non cercare di ricevere doni strabilianti, costosi e dal valore solo materiale, impara ad accogliere l'unico dono che ti rende ricca, l'amore gratuito di chi te lo dona senza che tu lo chieda.