mercoledì 30 dicembre 2015

E COSÌ, ALLA FINE DELLA FIERA, CI SI STANCA PERSINO DI RESTARCI MALE...

di Carmen Pistoia

Ebbene si, alla fine, ci si stanca persino di restarci male nelle cose.
La vita, per molti versi, è fatta di disincanto, quel disincanto che ti piomba addosso all'improvviso la prima volta e col passare del tempo diviene sistematico, quasi un percorso obbligato. Tutto ciò, ti cambia per sempre.
C'è chi la chiama crescita, ossia, quel processo che si innesca dentro di noi a seguito di un avvenimento forte. Personalmente, amo definire quel passaggio, mutamento obbligato, tutti ci passiamo e diveniamo diversi.
Una delle cose positive del processo di crescita è proprio il fatto che, a furia di restarci male per attese disilluse, fiducia tradita, abbracci e parole mai arrivate, e tanto altro, si finisce per non farsi più fendere dal vento generato dalla delusione.
Tutto ha un limite, e il nostro cervello, così come il nostro cuore, hanno una capienza massima di tolleranza e sopportazione, superata quella soglia, nulla ci tange più di tanto e tutto diviene "normale amministrazione".



lunedì 28 dicembre 2015

LA MIA QUALITÀ PIÙ GRANDE?

di Carmen Pistoia

Non legarmi nulla al dito, neppure il più serio dei torti.
Di primo acchito, come è naturale che sia, ci resto male e ne soffro. Poi, successivamente, dopo aver elaborato, mi dico: " ma si, l'importante è che stiano bene loro".
Applico questo concetto a 360°.
Non importa quale sia il torto o la natura dello stesso, io vivo bene nella mia pelle, nel mio equilibrio, non pretendo nulla da nessuno.
Non importa se mi faccio in quattro per tutti e corro persino di notte da chi mi chiede aiuto. Non importa se dono ore e ore del mio tempo a chi, quando gli chiedo un minuto, ha sempre qualcosa di impellente da fare.
Pazienza, va bene così, ognuno, giustamente, ha il suo.
Quante volte nella vita vissuta fino a qui ho avuto bisogno d'aiuto, eppure son rimasta muta, non ho urlato, tanto se lo avessi fatto, il mio urlo sarebbe rimasto inascoltato.
Quante giornate trascorse in silenzio, lontana da tutti, anche nei giorni di festa quelle in cui si dovrebbe stare assieme, eppure, non ho mai preso il broncio con nessuno.
Vivo e lascio vivere, non pretendo nulla, se qualcosa mi vien donata l'accolgo con gioia, se non arriva nulla, mi sento comunque ricca e mai sola.
Unico rammarico?
Riscontrare che, nonostante io non pretenda nulla da nessuno e viva la mia vita contando solo sulle mie forze, mi rendo conto che da me, pretendono fin troppo e, la maggior parte delle volte, l'unica cosa che queste persone meriterebbero di ricevere è un sonoro vaffanculo urlato di tutto cuore.
Conclusione? 
Prima di pretendere che ti sia dato, prova a chiederti per un solo istante, cosa hai dato tu.




domenica 27 dicembre 2015

ANDIAMO AVANTI...

di Carmen Pistoia

Nel bene o nel male, non mi volto mai indietro, la vita amo viverla in avanti.
Non importa chi o cosa mi sono lasciata alle spalle, conta chi o cosa ho qui con me nel mio presente e continua a camminare con me.
Il vero tempo è fatto di presente, ieri è passato, domani non sai neanche se ci sarai.
Ho imparato a vivere unicamente nel presente, a gioire di poco, quel poco che non mi lascia mai la mano e continua ad esserci.
Conclusione?
Il passato è storia e resta scritto nel libro della tua vita.
Il domani è un tempo incerto che nessuno può garantirti.
L' oggi è tutto quello che hai, vivilo a pieno cuore, a piene braccia.



venerdì 25 dicembre 2015

È NATALE...

di Carmen Pistoia

Come ogni anno, è arrivato Natale.
Quest'anno, voglio scrivere una lettera a Babbo Natale e chiedergli di portare in dono la ricchezza interiore a chi, chiuso nel perbenismo, sbandiera grandi gesti e poi lascia da solo chi dovrebbe accudire.
Chissà se a qualcuno verrà in mente, che a Natale, più di altri giorni, c'è chi è più povero del resto dell'anno.
Quale povertà?
La povertà dei gesti, dell'affetto, del pensiero.
Caro Babbo Natale, quanti commedianti vedo in giro, ma perché non doni loro un po' di senno e fai in modo che possano rammentare che, un tempo, gli è stato donato tanto?
Quante parole sprecate, seguite da zero fatti, perché non doni concretezza a chi sperpera parole?
Quanta falsità dilagante, tutti a dare tutto per tutti, ma solo in apparenza, poi, se guardi bene, ti accorgi che quasi ogni gesto è fatto per pura formalità.
Caro Babbo Natale, non sprecar soldi ai balocchi per i più piccini, prova a ridar il senno ai più grandicini.
Si è perso il senso d'ogni cosa, prova a riportar ogni uomo ad assaporare il gusto antico racchiuso nei valori.
E per me cosa chiedo?
Nulla, poiché quello che già mi ha concesso Dio fino ad oggi, è più di quello che potessi sperare di ricevere in dono. Nel bene e nel male, ho la fortuna di essere circondata dall'amore di persone speciali, e non è una frase fatta, ma palpabile realtà.
In ogni caso, se devo per forza chiederti un dono, ti prego solo di lasciarmi quello che già ho, non desidero più nulla dalla vita perché la mia vita è dentro quello che ho accanto.



venerdì 18 dicembre 2015

NEL DARE TUTTO PER SCONTATO SI FINISCE PER PERDERE QUEL CHE CREDEVAMO CERTO...

di Carmen Pistoia

Abbiamo la brutta tendenza di adagiarci sugli allori, soprattutto nei rapporti datati.
Grave errore!
L'abitudine assopisce l'agire e le intenzioni ingrassano sul letto della pigrizia.
Parole non dette, poiché nell'immaginario personale, non serve dire quel che già si è detto tante volte. Eppure, in quel tralasciare di dire, si annida malessere per chi vorrebbe e amerebbe sentirsi dire determinate parole.
Diamo per scontate troppe cose, un ti amo non detto, per chi se lo aspetta, ma non arriva. Un ti voglio bene, una carezza, un abbraccio, una sorpresa, un pensiero, un dono o una risata, una pacca sulle spalle, un pizzico sul sedere, un buffetto sul mento o un vaffanculo ridendo.
Insomma, quando viviamo i rapporti cosiddetti stabili, diamo per scontato che chi ci sta accanto sia li per sempre e ci resterà, ma non è così, tutto va coltivato quotidianamente.
Amore, amicizia e quant'altro, sono fiori che appassiscono se non rigeneriamo loro acqua e ossigeno.
Le stanze del cuore vanno continuamente arieggiate, guai se vi si ferma aria stantia, si finisce per non avere più voglia di respirare.
Conclusione?
Vivi con l'intento di chi si prefigge che la sua missione è conquistare ogni giorno chi ama, non addormentarti nell'oblio dell'abitudine.



martedì 15 dicembre 2015

PRESAGIO

di Carmen Pistoia

Batte sulle imposte
una civetta.
Vento funesto,
soffia.

Suoni mestiosi
s'elevano
dalle fronde.
Brividi gelidi,
scivolano sulla schiena,
mozzando il respiro.

Plana una falena
in un acquitrino
e muore.

Avanza palpitante
la paura.
E il buio assorbe
nelle sue spire
ogni battito.



LE PERSONE CATTIVE...

di Carmen Pistoia

Certe persone, le individui con estrema facilità, 
hanno nello sguardo una patina opaca che offusca tutto 
e li porta ad agire per far del male.
Le persone cattive non sorridono, sogghignano.
Le persone cattive non gioiscono, tramano.
Le persone cattive le vedi camminare sole con un alone scuro dietro di loro 
che ammanta di negativo tutto quel che incrociano.
Le persone cattive non vivono, 
sono annegate nel loro stesso male il giorno in cui sono nate.
Le persone cattive le vedrai sempre sole, sebbene siano ottimi attori o attrici, 
smascherarle è piuttosto semplice, hanno un fare inconfondibile.



domenica 6 dicembre 2015

IMMAGINI D'AUTUNNO

di Carmen Pistoia

Mormora il vento
tra le fronde
d’alberi assopiti.
Cadon le foglie
di liberi pensieri
in questo giorno d’Ottobre.

Filtra tra i rami
il raggio infilato
nel tramonto
scaldando appena
il viso pallido e assorto.
Si schiudono le castagne
ammucchiate in terra.

S'affretta lo scoiattolo
a ripararsi fra i rami.
Aria bionda d'inizio autunno
mescolata al respiro
d’una semplice poesia.
E intanto il verso della sera
stende il suo odore acre
sul muro dell'orto.



"LA VITA, COMUNQUE LA VIVI, FINIRA' PER SPEZZARTI IL CUORE" -Vasco Rossi-

di Carmen Pistoia

Ognuno di noi si augura il meglio per se stesso, ma, come dice questa citazione di Vasco, comunque vivi la vita, finirà per spezzarti il cuore.
Puoi cercare in tutti i modi di arginare dolore e quant'altro, oppure tenere lontano da te le persone negative e proteggere quelle che ami, ma arriva sempre un momento in cui la vita ti spezza il cuore all'infame.
Lo fa senza farsi scrupoli, ti colpisce nel profondo, ti sgretola in mille pezzi tutto quello che hai costruito con amore e volontà.
Ti svegli un giorno e ti trovi in una nube di polvere dalla quale non vedi nessuna via d'uscita.
Gli occhi bruciano, manca il fiato, in gola polvere e fiele combinate in un pastoso connubio che non riesci a mandare giù.
Arranchi come un'anima dannata, cerchi disperatamente l'uscita di sicurezza da cotanta tristezza. Strisci col corpo sui sassi lacerandoti fino al midollo.
Poi, le forze cedono, cala la stanchezza, ti senti quasi sollevata a sentir la puzza della fine. Eppure, così come la vita ti spezza il cuore, nel momento in cui credi di non poterti più rialzare, ti dona una fune alla quale aggrapparti per tornare a lottare.
Conclusione?
La vita, comunque la vivi, finirà per spezzarti il cuore, pertanto, vivila appieno quando abbonda il riso e fa grandi scorte di gioia, sarà un modo per stipare grandi provviste di giornate di sole che andranno a sopperire quelle di inverno nel cuore.



sabato 5 dicembre 2015

LA MELA DEL PECCATO...

di Carmen Pistoia

Chi di voi non ha mai addentato il frutto del peccato, "scagli la prima mela".
Tutti, indistintamente, ci lasciamo tentare dal gusto forte e proibito di una qualche tentazione.
Li chiamano peccati capitali: accidia, avarizia, ira, gola, invidia, superbia e lussuria.
Tutti conosciamo i sette vizi, pochi, coloro che ammettono d'esser stati peccatori macchiandosi con qualcuno di essi.
I perbenisti, additano gli altri d'esser peccatori e si professano "beati", scevri d'ogni peccato, francamente, mi viene letteralmente da ridere!
Sono la prima a dire che, sicuramente, ho peccato passando in tutti e sette i vizi capitali, magari più volte in qualcuno piuttosto che in un altro, ma lungi da me l'idea di professarmi "santa" in terra.
Andando avanti sulla scia della "mela del peccato", intesa come tentazione, arriviamo a toccare ogni ambito; l'erba del vicino, la donna del tuo amico, e via discorrendo, chi più ne sa, più ne elenchi.
Per quanto uno voglia condurre una vita ineccepibile, almeno una volta, nell'arco dell'intero vissuto, addenta la mela del peccato. Poco importa quale che sia il vizio addentato, il dato significativo è che l'essere umano pecca e basta.
Non venitemi a dire che mai nella vita avete peccato perché vi rido in faccia!
Conclusione?
Dovremmo sempre avere l'onestà intellettuale di ammettere che siamo uomini e non macchine e che, in qualche modo, tutti incespichiamo nel fatidico "morso del peccato".




giovedì 3 dicembre 2015

LA VITA E' UN CONTINUO VIAGGIARE...

di Carmen Pistoia

In tutta la nostra vita, non facciamo altro che partire in continuazione, senza giungere a fissa dimora.
Non è solo una metafora, ma anche un dato di fatto.
Nel nostro viaggio non posiamo mai né la valigia, né tantomeno tiriamo i remi in barca e, instancabili, continuiamo a remare circumnavigando da sponda a sponda la mappa della nostra vita.
C'è chi crede d'aver raggiunto la massima meta col sogno di metter su famiglia, poi, qualcosa si rompe e si ritrova a ripartire da zero.
C'è chi si sente arrivato dopo essersi realizzato a livello lavorativo, ma poi la fortuna cambia, le cose vanno male e deve ripartire da zero.
Innumerevoli gli esempi che potrei citare, ma credo possano bastare questi.
Conclusione?
Valigia sulle spalle e remi tra le mani, sputiamo gocce di volontà sui calli e riprendiamo a remare.
Scoraggiarsi è naturale quando tutto ci crolla addosso in un attimo, eppure, viaggiando nelle varie difficoltà, troveremo non solo coraggio, ma anche forza.
Dietro ogni sbaglio, troveremo un insegnamento.
Dietro ogni strada sbarrata, un vicolo che porta all'uscita.
Non sentiamoci mai arrivati, teniamo sempre pronta la valigia e non posiamo mai i remi, tutta la nostra vita sarà scandita da continue partenze.
A volte ci sembrerà d'esser giunti a destinazione, ma non ci fermeremo mai fino all'ultimo dei nostri respiri, siamo nati per navigare.



mercoledì 2 dicembre 2015

NON PARLATEMI MALE DEGLI ALTRI...

di Carmen Pistoia

Non parlatemi male degli altri, finirò per cambiare idea su di voi, non su di loro.
Non è affar mio di come viva la signora del piano di sopra, o delle corna che ha tizio, o delle amanti di Caio.
Non me ne frega un cazzo dell'invidia e delle maldicenze. Guardo alla mia di vita, di quella degli altri e di come scelgono di viverla, non me ne importa nulla, sono fatti loro, ognuno è padrone di vivere come crede!
Ho tanti di quei pensieri seri per la testa, che il tempo per le minchiate di quelle donnette che spettegolano per riempire le loro insulse e piatte vite, non ce l'ho, ma soprattutto, NON LO VOGLIO AVERE!
Non ho né tempo, né pazienza, per chi sa sempre tutto di tutti e si fa maestro indiscusso di una condotta perfetta, ma fatemi il piacere!
Personalmente, impiego il mio tempo prendendomi cura degli affetti veri, non lo spreco dietro le stronzate di certa gente frustrata, che vive col solo scopo di mettere zizzania nelle vite altrui.
Conclusione?
NON PARLATEMI MALE DEGLI ALTRI.
PUNTO!




martedì 1 dicembre 2015

IL VOLTO DEL DOLORE

di Carmen Pistoia

Sfumature di grigio
dipingono
il colore dell'anima.

Inverno cupo
nello sguardo.
Il candore
degli angeli
sul volto.

Gelo
tra le braccia.
Voragini
nel cuore.

Riecheggiano
nel silenzio
campane ferali.
Plana leggera
profonda mestizia.




DETESTO RIMANDARE LE COSE...

di Carmen Pistoia


Detesto rimandare le cose importanti.

I baci, gli abbracci, i ti voglio bene, il ti amo.
Detesto rimandare le scuse.
Detesto i rimpianti.
Il mio tempo non é garante di nulla, pertanto, 
preferisco dire oggi quello che, forse, 
potrei non dire più domani. 
Oggi è l'unico tempo certo, 
ed io lo vivo nella sua immediatezza.