lunedì 31 agosto 2015

SOSPIRA UN CUORE SOLITARIO

di Carmen Pistoia

Solfeggia nel silenzio,
il canto dell'anima.
Arpeggia il vento,
pettinato dalle onde.

Sospira un cuore solitario.
In bilico,
tra sogno e realtà,
desidera.

Siede in terra,
perso,
tra i flutti del mare,
e il chiaror delle stelle.

Tempesta che non s'acquieta.
Desio ardente,
soffocato nel ventre.

Si desta la luna.
In ciel s'eleva,
il canto dell'anima,
brama il concupir soave,
che non trova.

È notte fonda.
Dolcemente muore,
un cuore solitario,
addormentato,
nell'attesa di un amor sognato.




SAPER OSSERVARE




domenica 30 agosto 2015

MI E' DOLCE PERDERMI...





ANIMO DI NICCHIA IL MIO...

di Carmen Pistoia

In un mondo che gira principalmente sull'apparire, l'opportunismo e le raccomandazioni a tutto spiano, o peggio ancora dove tutti sfruttano tutti per i propri egoistici tornaconti, io, ho scelto di ritirarmi nel mio mondo di nicchia e sentirmi libera di essere "una poveraccia". 
La vita castiga sotto molti aspetti, ti mette d'innanzi diversi scenari, scelte, persone e situazioni. Tu vivi, apprendi e, dopo averne viste e vissute tante, fai una cernita accurata e capisci cosa ti appartiene e cosa no. 
Poco per volta, giorno dopo giorno, cominci a prendere le distanze da tutto quello che non si confà col tuo animo di nicchia, quel tuo essere un po' solipsista che da sempre t'accompagna. 
Non ti senti migliore di nessuno, la vita ti ha insegnato che ogni individuo è un essere unico e racchiude tra le pieghe della pelle, la sua storia, il suo vissuto, i tormenti, la gioia e il dolore. Tuttavia, scegli il tuo mondo, quello che veste il tuo animo e ti fa sentire a casa, mai fuori luogo, mai fuori posto, mai inopportuna o di troppo. Scegli chi tenere e chi lasciare, chi ti arricchisce e chi ti svilisce, scegli di camminare lenta, ma sentendo ogni passo e non di proseguire per inerzia o spinta dalla scia del gregge. 
Osservi, impari e metti da parte, ma nel momento in cui vieni chiamato a decidere come vuoi vivere il resto dei tuoi giorni, capisci che nulla è infinito e scegli di vivere così come tu senti la vita e ti senti LIBERA.



venerdì 28 agosto 2015

INCONTRI E ADDII... - PARTE SECONDA -

di Carmen Pistoia

Louis e Martina si alzarono e si abbracciarono con trasporto tra la meraviglia dei presenti. Louis sentiva chiaramente le curve di Martina premere sul suo corpo. Ci furono momenti di serio imbarazzo alternati da una passione repressa per tanti mesi di chat. Martina chiese d'esser accompagnata alla toilette, e, una volta in bagno, guardò rapidamente attorno e trovandolo deserto prese per mano un Louis visibilmente confuso. 
Si chiuse la porta dietro di loro e un un lungo bacio suggellò l'incontro tanto desiderato. Come affamati, le loro bocche erano incollate e le mani intrapresero la scoperta dei rispettivi corpi. Presto, la camicetta di Martina fu aperta, restando a seno nudo. Louis tremante di desiderio, iniziò a baciarla, a mordicchiare i capezzoli, non gli sembrava vero che il sapore corrispondesse a quello sognato tante volte. 
L'aria della toilette si fece bollente e anche Martina liberò ogni pudore. 
Le mani di Louis volteggiavano sul sedere di Martina, avidamente, cercavano di esplorarne ogni parte. Il desiderio di entrambi era al limite, Louis infilò sinuosamente le dita nello slip di Martina e con gesto secco le tirò giù. Scivolava lento sulle gambe setose e mentre scendeva, ammirava un corpo dannatamente sensuale. Trattenersi era ormai utopico, la paura che entrasse qualcuno e li trovasse quasi nudi e ansimanti di desiderio, non li sfiorava. Mani e dita esploravano e penetravano, trattenendo odori, sapori. Si assaggiarono, godettero dei loro succhi e fu estasi , il sapore reciproco fece impazzire entrambi di piacere. Martina erano circa otto anni che non si faceva sfiorare da nessuno, troppo turbata e segnata dal matrimonio e da un marito violento. Eppure, tra le braccia di Louis perse ogni paura e divenne temeraria, vogliosa, irrefrenabile. E intanto, Louis era pazzo di desiderio, nulla lo frenava più. Nessuna inibizione trattenne i due, una danza vorticosa travolse ogni parte dei loro corpi. Louis stava impazzendo di piacere, un turbamento talmente prorompente che gli dava l'impressionr che stesse per svenire. Le gambe gli tremavano il ritmo cardiaco raddoppiato e senza proferire parole, finirono seduti sul wc avvinghiati come piovre in amore. Martina sedette su di lui accogliendolo dentro se come con una passione indescrivibile. Calore estremo risaliva dal ventre di Martina, profumo di passione trasudava da ogni poro. Gemiti, lasciati liberi di librarsi, risuonarono nella stanza. Bocche che mai si staccavano, movimenti sinuosi che portava entrambi al massimo del piacere. Louis, artigliando con dolce fermezza ora il sedere, gemette come non mai un un urlo squassante. Ne seguì quasi un pianto per entrambi, un dolce pianto fatto di un desiderio finalmente esaudito, vedersi, toccarsi, fare l'amore e perdersi nell'infinito di quanto detto per mesi, ma mai prima di allora comprovato. Si accarezzarono a lungo fino a far raffreddare i corpi. Si ricomposero ed uscirono dalla loro improvvisata alcova. Martina era ancora rossa in viso e con le pupille dilatate dall'estasi d'amore appena provata. Afferrò le mani di Louis e con la voce tremante e poco consona per un addio disse: 
"Ho voluto un segno indelebile per tutti e due, qui le nostre vite riprendono nuovamente a far a meno l'uno dell'altra. Io non posso e non voglio seguirti, i miei figli non capirebbero e tu sai che sono la ragione della mia vita, non più l'unica ma la principale. In comune con la tua famiglia avrò un dolore per te e di te. Dovrò sopravviverti , cercare nuovamente la quiete della solitudine. Neanche tu sarai mai del tutto felice, i tuoi figli ti odieranno, tua moglie e la giustizia ti cercheranno per chiederti il conto. Ti vedo già steso nel torpore del troppo rum ingoiato, mentre una ragazzina ti tenta in ogni modo, si fa fare di tutto per pochi dollari, preso a distruggere ogni ricordo di quello che, fino a ora, chiamavi vita. Hai preso troppo seriamente e selettivamente il tuo motto, troppo giovane per rinunciare dimenticando il resto, troppo vecchio per fare cazzate". 
Dopo queste parole, Martina diede un rapido bacio sulla guancia e si dileguò nel terminal.



giovedì 27 agosto 2015

INCONTRI E ADDII... - PARTE PRIMA -

di Carmen Pistoia


Nella chat room erano arrivati, lei per noia, lui per un banner pubblicitario. Due persone estranee e ignare uno dell altro, vite e personalità diverse che, quel giorno internet e il fato, misero in contatto. Louis viveva una composta e uniforme esistenza fra il lavoro come contabile di un autosalone e una chiassosa famiglia allargata. Martina, si spendeva fra tanti piccoli lavori e la solitudine di una casa silenziosa come un nido di rondini a novembre. Il tempo scorreva e a sera, arrivava il guizzo di interesse e vitalità. Svestivano i panni del quotidiano e indossavano i capi migliori, di chi vuole essere davanti a una tastiera. 
Martina si riscopriva donna desiderata, Louis perdeva il grigio plumbeo del malessere e diveniva argento vivo. 
Passavano ore a raccontarsi, affidando alla scrittura quello che non poteva essere detto a voce. Cresceva l'interesse, ma anche un'intesa inaspettata. Louis le chiese delle foto, pose di nudo e lei, con la massima naturalezza gli postava scatti che immortalavano non solo il corpo ma anche l'anima. Louis si perdeva in contemplazione e in lui montava una grande eccitazione. Martina gli concedeva tutto tranne vedersi di persona. Aveva paura di perdersi del tutto e non poter sopravvivere al dopo. L'amore per i figli già adulti, gli anziani genitori e finanche il marito separato, le erano di monito e freno. Dopo l'ennesimo rifiuto, Louis iniziò a disertare la chat, liquidando Martina con un semplice: "scusami ho troppo da fare al lavoro. Passarono diverse settimane, Martina, non accendeva nemmeno più il computer, non voleva la prova provata di essersi aperta troppo con chi non era così meritevole della sua fiducia. A conferma, non trovò nessun messaggio pendente. In lacrime e con fare meccanico, aprì la posta elettronica con l'intento di fare pulizia dei messaggi pubblicitari e spam. Trovò un messaggio vecchio di 10 giorni da un account sconosciuto, ma l'oggetto la incuriosì: "Martina ti amo"! 
Nel secondo necessario per aprire il messaggio, il cuore perse un battito. 
Il testo la lasciò tramortita: 
"Martina , ho fatto un casino , sto male senza di te, ma se resto con te farò male a molta gente. Non posso continuare così. Ho preso parte dei soldi del conto familiare e, per bruciare i ponti, ho sottratto anche soldi dal conto della concessionaria. Cado in un buco senza fondo, lo so, ma il dado é tratto. Mi trasferisco a Santo Domingo dove spero nessuno mi venga a cercare eccetto te. Io parto fra 15 giorni da Milano, vorrei vederti in aeroporto per la prima e unica volta, per non morire di rimpianti". Martina fu scossa come non mai, mente corpo e cuore in subbuglio. I "se" lottavano contro i "ma" la ragione contro il cuore. Era per sé e contro di sé, qualsiasi cosa avesse deciso avrebbe sofferto. Louis sbrigò le procedure d'imbarco, guardandosi continuamente attorno, più per paura di essere stato individuato, che per la remota possibilità che arrivasse Martina. Con la fronte imperlata di sudore, si diresse verso il gate ripetendo come un mantra salvifico che era a poche ore da un nuovo inizio che sperava condannare all'oblio la vecchia vita. Si sedette e iniziò l'attesa per l'imbarco. Assorto in un altalena di pensieri non si accorse che qualcuno gli si era seduto di fianco. Un profumo sottile, floreale , di donna, catturò i suoi sensi. Per mera cortesia, si voltò per dare cenno di educazione e, questa volta, fu il suo cuore a fermarsi per un battito. Martina era li seduta affianco a lui. Louis non riusciva a parlare, era scosso da un tremito profondo. "Cosa ci fai qui" !!??? Martina, con voce ferma, disse che non poteva farlo partire cosi, desiderava anche lei un'unica possibilità di poterlo vedere e abbracciare.


domenica 23 agosto 2015

CRESCENDO HO IMPARATO CHE...

di Carmen Pistoia

Crescendo ho imparato che spesso, nella vita, ho messo il cuore nelle mani di persone senza scrupoli che me lo hanno restituito completamente ammaccato, ma questo non mi ha fermata dall'avere ancora fiducia nei rapporti, non si può fare di tutta un'erba un fascio.
Crescendo ho imparato che, molte volte ho sbagliato, ho fatto anch'io del male, magari non deliberatamente, ma sicuramente, qualcuno ha sofferto a causa mia. Così ho imparato a chiedere scusa e imparare dai miei stessi errori.
Crescendo ho imparato a trarre insegnamento da ogni cosa e a capire che nulla accade mai per caso, c'è sempre un perché in ogni persona, evento e situazione.
Crescendo ho imparato ad incassare le sconfitte, ad ammaestrare il dolore, a sopire le lacrime, a godere degli attimi, a vivermi le persone senza ma e senza se.
Crescendo ho imparato a lasciar correre, poiché la rivalsa, serve solo ad accorciare giorni irripetibili che mai più torneranno.
Crescendo ho imparato a non curarmi di chi mi ferisce, ma a fare di una spada conficcata nel fianco, un cimelio di memoria atto a rammentarmi di non farmi ferire ancora dalla medesima arma.
Crescendo ho imparato a sentirmi libera, a fare a meno del superfluo e tenere solo quello che conta, persone incluse.
Crescendo ho imparato ad amare, ad amarmi, a scegliere e a non subire più.
Crescendo ho imparato che la vita è una sola e, nella sua complessità, va vissuta seguendo il flusso della propria anima e non piegandosi al volere altrui.
Crescendo ho imparato a stare lontana dall'odio, dalle persone invidiose e dai sentimenti negativi, poiché tutto ciò, ha il potere di ingrigirci la vita e farci perdere cose e persone davvero importanti.
Crescendo ho imparato a crescere e ancora ho molto da imparare, poiché vivere e crescere sono due cose che non devono mai aver fine ma essere un qualcosa che ci accompagnano fino all'ultimo giorno della nostra vita.



sabato 22 agosto 2015

AMELIA...

di Carmen Pistoia

... Amelia si sentiva diversa in tutto e da tutti. Lei viveva nella suo castello immateriale dove nessuno passava se non era lei a volerlo, nemmeno il tempo. Amelia era semplicemente complicata. Algida, a tratti irragiungibile per i molti, adirata con la vita per come aveva dovuto indossarla. Abito stretto e castigato, come un corsetto di antica fattura da non far passare il respiro, questo diceva della sua vita. Eppure, quando restava sola nei confini di se stessa , tagliava i lacci di quell'abito che era costretta ad indossare, Amelia era dolcissima, il suo volto mutava e lasciava uscire tutto lo splendore che aveva. Un giorno era ferma sul fiume in solitudine a bagnare le sue tenere carni, notò un'ombra alle sue spalle che l'osservava. Si voltò e disse: avvicinatevi straniero, è tanto tempo che mi osservate di nascosto, fatevi avanti, vi ho permesso io stessa di restare tra i cespugli. L'uomo tossì, si scusò e si avvicinò senza più paure. Sedette accanto a lei e la osservo da vicino. Amelia era davvero bellissima, il suo corpo coperto appena da un telo bianco, lasciava intravedere i suoi seni tondi e alti, i fianchi torniti e la pelle che profumava di pesco e mandorlo. Il giovane, senza parlare e con gesti che parevano arrivare da un tempo remoto ma familiare, cominciò ad accarezzarla, baciarla e il prato fu letto immediato per i loro corpi. E fu così che quel viandante scoprì tutta la dolcezza di Amelia, che non aspettava altro d'esser trovata. Scoprì la passionalità che meritava d'esser scoperta. E si rese conto che Amelia aveva sorrisi che attendevano di divenire veri, sogni che, coperti da cumuli di sogni, attendevano solo che qualcuno li destasse dal letargo in cui lei li aveva relegati in attesa di lasciar entrare chi aspettava da una vita...



mercoledì 19 agosto 2015

MALINCONICI PENSIERI...

di Carmen Pistoia

Fissi un punto dell'orizzonte e ti si ammanta il cuore di malinconia. Li, in quel punto indefinito, cerchi attimi già vissuti, ma persi per sempre. 
Ogni pensiero malinconico, si riflette nella vita di oggi, non puoi scindere passato e presente, l'uno è parte dell'altro. 
Sai bene che non puoi tornare indietro, poiché sei andato avanti, e molte cose sono cambiate irrevocabilmente e tu non puoi che accettarle, seppur con l'amaro nel cuore. 
Tuttavia, nei tuoi malinconici pensieri, puoi guardare da lontano quel che hai vissuto, contemplare con amore quello che non è più visibile ai tuoi occhi e provare a colorare il domani fondandolo su quello che ti porti nel cuore. 
Avrai sempre attimi in cui il tuo sguardo tornerà a perdersi nei colori di un tramonto dorato, e mai smetterai di cercare in quel confine tra cielo e terra, quel che più non puoi sfiorare, ma vivrai comunque, perché è la vita che te lo chiede.


martedì 18 agosto 2015

EMOZIONI...

di Carmen Pistoia

Se un'emozione ti riempie il cuore, tienila stretta e non lasciarla mai andare.
A volte, si rinuncia alla gioia e ci si ingabbia nel grigiore di giorni sterili saturi di aria stantia, per dovere o chissà cosa, eppure, quell'emozione è d'innanzi a noi, ma fingiamo che non esista.
Se la senti, vivila e basta.
Le emozioni vanno vissute, non osservate a distanza di sicurezza.


venerdì 14 agosto 2015

NON SEI SOLA MAI

di Carmen Pistoia

Ti sono vicino,
sempre.
In fondo ai tuoi occhi,
sotto la tua pelle,
sguardo solenne,
che mai ti lascia
e t'ama.

Quello che credi vento
è il mio respiro,
alito d'amore
che mai muore,
sinuoso,
scivolo in te.

La goccia che rivola sulla tua schiena,
nelle notti d'estate,
è la mia bocca che ti bacia,
lentamente.

Quando ti guardi allo specchio
e il tuo volto appare sfumato dal vapore,
sono io che ti soffio sul cuore.

Non sei mai sola,
ti faccio mia con l anima,
e laddovve non arriva il corpo,
l'amore muta in materia
e ti possiede.




giovedì 13 agosto 2015

A VOLTE MI MANCA...

di Carmen Pistoia

A volte mi manca tornare a casa da lavoro e non trovare nessuno che mi accoglie e dica: bentornata amore, siedi, il pranzo è quasi pronto, ora ci penso io a te.
A volte mi manca non avere chi, nei momenti di stanchezza psicologica e fisica, mi prenda le mani e dica: vieni qui amore, lasciati coccolare, vedrai che dopo un bacio e un abbraccio ti sentirai rinata.
A volte mi manca non avere qualcuno con cui dividere le responsabilità, sentirmi dire: coraggio amore, ce la faremo, camminare in due aiuta a dimezzare la fatica e affrontare ogni cosa.
A volte mi manca anche il semplice sentir una voce che mi accoglie e rinsavisca i miei passi stanchi.
A volte mi manca tutto quello che ho perso a causa di una decisione divina bastarda.
A volte mi manca anche solo il suono di una risata che echeggia in casa e mette allegria.
Quante cose mi mancano, ma non posso nulla, e nel tormento dell'anima sul perché sia capitato proprio a me, mi consola l'idea che c'è chi mai nella vita ha avuto il privilegio di vivere tutto quel che ho vissuto io prima che tutto crollasse.
E così, mi guardo attorno, osservo queste gelide mura, e su di esse, cerco quel calore perduto che, sebbene non sia fisico, perlomeno, mi scalda l'animo e mi fa andare avanti con forza e coraggio.
A volte mi manca, anzi, che dico, mi manca in ogni istante...



martedì 11 agosto 2015

CERTE NOTTI...

di Carmen Pistoia

Certe notti ti aggiri per casa come un fantasma con l'anima in pena che cerca la dimora perduta.
L'insonnia ti assale e non ti da pace.
Ti giri nel letto ti alzi e torni a dormire, ma nulla, l'inquietudine non ti fa dormire.
Apri mille volte il frigo, ma non prendi nulla. Esausta, ti vesti, infili le scarpe ed esci di casa.
Non sai dove andare, ti guida l'istinto e ti ritrovi al mare, sulla tua scogliera. Solfeggia un coro di grilli, arpeggia il vento, rinsaccano le onde.
Siedi in terra e ascolti.
Il cuore s'acquieta.
L'inquietudine s'addormenta.
E nel cielo drappeggiato di stelle, volgi lo sguardo verso la tua, la riconosci ed è sereno nel cuore che spazza via ogni timore.



sabato 8 agosto 2015

I GIARDINI DELL'ANIMA...

di Carmen Pistoia

Esistono posti in cui la nostra anima trova casa, ed è nel cuore di chi ci ama. Nulla è più rassicurante e confortevole di un cuore che ci ama, l'anima s'adagia spontaneamente tra le pieghe della sua pelle ed è in pace.
Si avverte una presenza quasi misteriosa che ci dona uno stato di grazia assoluto, tutto questo, colma il nostro cuore di qualunque fallanza e ci rende gioiosi.
L'amore di chi ci ama, ha un potere unico, ossia, donarci forza nei momenti di buio, gioia oltre le lacrime, sorrisi oltre ogni tristezza, ci fa sentire a casa infondendoci quell'incantevole e prorompente sensazione di benessere profondo che ci dona la voglia di non arrenderci mai.
Di certo, non sarà mai tutto rose e fiori, ma guardando indietro e a distanza di tempo, diremo a noi stessi con una certa fermezza: "rifarei tutto quello che ho fatto fino a qui e lo rifarei allo stesso modo, ma non perché sono convinto che sia stato tutto giusto, ma perché sono certo di averlo fatto con tutto il cuore. L'amore che ci ha uniti, ha dettato la mappa d'ogni passo, cementando così, un cammino fatto di voglia infinita di adagiarsi con naturalezza, l'uno tra le pieghe del cuore dell'altro".



venerdì 7 agosto 2015

SENTIRE, SENTIRSI

di Carmen Pistoia

Udire l'inudubile.
Parole sussurrate
da un soffio di vento.

Percepire l'impercettibile.
Una mano che afferra la tua.
Rinsavire dalla quiete perduta.

Attraversati da un brivido.
Abbracciati da un respiro.
Acquietati da una carezza invisibile, ma percettibile.

Sentire, sentirsi.
Sospesi nell'incredulità,
arrendersi
e lasciarsi fendere dal sentire,
dal sentirsi.

Volare tra anima e cuore,
tra reale e irreale,
leggeri e scevri da ogni logica.




giovedì 6 agosto 2015

VIVO LA VITA UN PO' ALLA GIORNATA...

di Carmen Pistoia

Per forza di cose, ho imparato a vivere la vita così alla giornata e con quello che da.
Un giorno sorrido, un altro piango, un altro mi attraversa l'anima un'emozione intensa che mi lascia un segno.
Far progetti, è utopico, nulla va mai come si spera, ed io, l'ho sperimentato sulla mia pelle.
Vai a letto una sera e hai tutto: casa, lavoro, amore e serenità.
Ti svegli al mattino e ti ritrovi ad aver perso tutto a causa di una disgrazia. Una morte improvvisa ti porta via il compagno. Devi attivarti prima che puoi, poiché ora, tutto grava su di te.
Il lavoro non si trova, vai nel panico, perdi appetito e sonno. Le responsabilità ti piovono addosso come lame affilate e ti tolgono il respiro conficcandosi in pieno petto.
Di primo acchito, ti vedi persa, ma poi, vuoi o non vuoi, devi far forza sulle tue gambe, rialzarti e riprendere il passo.
Nulla sarà più come prima. Cambierai tu, le prospettive, le aspettative, i sogni, i progetti...
Eppure, ti rialzerai, imparerai che nulla è per sempre e ti dannerai l'anima per non affondare.
La precarietà sarà l'ombra più minacciosa che oscurerà le tue giornate, ma troverai la forza per spazzare via le nuvole e non perirai.
Vivrai alla giornata, nella precarietà quotidiana di lavoro, sentimenti, serenità, e quant'altro, e lo farai col sorriso perché avrai imparato a sopravvivere puntando lo sguardo verso il sole e vestendoti, quotidianamente, così come viene.



mercoledì 5 agosto 2015

L'UMANITÀ VALE ORO...

di Carmen Pistoia

Qualunque cosa tu faccia nella vita, mettici cuore, poiché l'umanità vale oro. 
Purtroppo, troppo spesso, ci vestiamo di boria, di autorità, tracotanza, superbia, manie di grandezza, alter ego ecc. 
In un mondo sempre più scevro di valori, essenza e profondità, si vive senza un briciolo di umanità e si tende a prevaricare sugli altri o semplicemente a imporre il proprio grado sociale per il semplice gusto di sentirsi superiori. 
Eppure, basterebbe fare un sano bagno di umiltà e sfoggiare quel prezioso abito che si chiama umanità, per rendere più agevole il vivere quotidiano di tanta gente. 
Il buongiorno al mattino detto al vicino col sorriso. Sorreggere un anziano mentre attraversa la strada e non ce la fa. Essere gentili agli sportelli. Un medico che spiega a parole semplici una patologia ad un paziente che fatica a comprendere la complessità dei termini scientifici. Un legale che semplifica la comprensione di un articolo di legge per coloro che non lo comprendono. Insomma, di esempi ce ne sono un'infinità, potrei enumerarli per ore, ma non serve, poiché il concetto base della mia riflessione è mettere un pizzico di umanità in tutto quello che si fa. 
Conclusione? Nessuno ti darà una medaglia per il tuo fare da canaglia, pertanto, scendi dal piedistallo e metti un Po di cuore al tuo stesso servizio, poiché se ti vesti di umanità, a trarne beneficio interiore, sarai prima di tutto tu.




martedì 4 agosto 2015

A PIEDI NUDI...

di Carmen Pistoia






Passi leggeri
nei giorni tuoi.
A piedi nudi
m'incamminai.

T'incontrai al limite,
li, dove i sogni finiscono
e comincia la vita.
Muto nell'angolo.

Senza parole
ti sollevai.
Col cuore in panne
t'affidasti a me.

S'asciugarono le lacrime.
Nacque l'arcobaleno.
Fu di nuovo giorno.
Fu di nuovo sereno.



A piedi nudi,
c'incamminammo assieme.
E fu passo unico
a disegnar un nuovo giorno.

lunedì 3 agosto 2015

BATTE FORTE...

di Carmen Pistoia



Tocco e rintocco d'un cuore.
Palpita nella notte,
perdendosi,
tra sogni e bramosie.


Palpitante,
s'agita nel petto.
Rincorre un'anima gitana,
che s'allontana
e la stringe a sè.

Rivola una lacrima,
bagna un'emozione,
le ridona vita
e pulsa ancora.
Batte forte il cuore.

Tocco e rintocco d'un cuore.
Richiamo extracorporeo,
dondola,
al di là d'un sogno
a indicar la via a chi t'ama.

Anima e cuore, si sfiorano
ed è un perdersi in fantasticherie,
vite già vissute,
attimi d'eternità.


Tocco e rintocco di due cuori,
riecheggia,
tra lenzuola vergini,
e amor sbocciato.



NESSUNO CI APPARTIENE...

di Carmen Pistoia

Quando si passa per diversi inferni, si impara ad apprezzare tante cose, in primis, che nulla e nessuno ci appartiene come, erroneamente, si tende a pensare per egoismo. Si impara a far sentire chi ci circonda, libero di essere se stesso. Si impara, a proprie spese, che nulla è mai davvero nostro e tutto ci vien concesso in uso per un dato tempo.



domenica 2 agosto 2015

GUARDIANA SILENTE...

di Carmen Pistoia

Luna maestosa,
con parvenza indifferente,
osservi e taci.

Dall'alto,
scruti le nostre brevi vite,
muta testimone di amori e drammi.

T'affacci dal mare,
specchio del cielo,
che riflette e ingentilisce,
gelida luce
a indicare la via,
a chi cerca,
senza mai trovare.

Luna sterile e gravida,
che tutto partorisci,
fuorchè parole.

Eppur di te,
decantiam lodi,
e tu,
algida,
taci.




MENTRE VIVI SERENAMENTE, ARRIVA UNA MORTE INFAME E TI PORTA VIA CHI AMI...

di Carmen Pistoia

Quando accadono cose così brusche, la violenza dell'evento, ti scaraventa in un vortice di correnti emozionali senza eguali. Tutto frana. Tutto diventa misero. Tutto perde colore. Ti guardi attorno e vedi che è toccato a te. Ti chiedi perché, ma nessuna risposta è esaustiva. Allora, raccogli i cocci di quel che resta di te, e cominci a guardare la vita con occhi diversi, più critici, oggettivi, analitici, profondi e tratti pieni di rabbia. Somatizzi tutto e crolli rovinosamente. Poi, lo spirito di sopravvivenza, ti obbliga a reagire, e benché tu abbia solo voglia di spegnere fino all'ultimo fil di luce e non voler vedere più nulla, ti rialzi perché devi, per gli altri, per chi resta e in te spera. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, la tua mente diviene sempre più selettiva. Non tolleri le stronzate della gente che si lamenta per lo smalto delle unghia del colore fuori moda, non accetti frivolezze, non sopporti tante cose perché tu, a differenza loro, devi alzare il culo e dannarti l'anima per lavorare e sbarcare il lunario da sola. Prima non dovevi, avevi spalle coperte, chi pensava alla tua serenità emotiva ed economica, poi tutto cambia e tu, vuoi o non vuoi, ti devi adeguare e sopravvivere. La fai di cuore, ma quando ti guardi attorno, prendi le distanze da tante cose e persone. Osservi la vita da un'angolazione meno garantista e sai bene, a tue spese, che nulla è per sempre. Così, restringi il cerchio, selezioni cose e persone, ti circondi solo di chi può arrivare ai tuoi pensieri, poiché solo chi ti arriva nella mente può capire. Conclusione? Diventi forte, poiché dopo aver perso chi ami tragicamente e prematuramente non puoi più permetterti il lusso di crogiolarti sugli allori, e tu stessa non sarai più quella di prima,mai più, però, non si muore di questo,si sopravvive con volontà e forza si riprende il cammino sfoltendo la vita del superfluo e della superficialità.