giovedì 30 luglio 2015

CI VUOLE STOMACO...

di Carmen Pistoia

Ecco, questa la frase più ricorrente che mi viene detta quando dico che per vivere faccio assistenza anziani domiciliare.
Sembra quasi spaventare l'idea di dover curare gli anziani a 360°.
Sembra quasi che vieni guardata come un'aliena.
Tuttavia, vivendo quotidianamente tante realtà, mi rendo conto che quella frase non è un'offesa, bensì, stima per qualcosa che non tutti riuscirebbero a fare. Altra frase ricorrente: "non lo farei neanche se stessi morendo di fame", anche questo mi addolora, poiché, in un certo senso, svilisce chi questo lavoro lo fa col cuore incurante dei contro.
Mi accade spesso di vedere reazioni legate alla prima frase in questione: "ci vuole stomaco", in effetti, quando vedo crollare i parenti e vomitare pure l'anima d'innanzi a un cambio di pannolone " poco profumato", ci sto male perché non so chi assistere per primo.
Si, magari è vero che ci vuole stomaco o altro, ma io non avverto disgusto, trovo più merda in atteggiamenti di persone "profumate", che in chi, infermo non per scelta, è costretto a lasciarsi curare da terze persone.
Conclusione?
Ci vuole più stomaco per altro genere di merda...



mercoledì 29 luglio 2015

FIAMME GEMELLE

di Carmen Pistoia

Cavalcai ogni tempo.
Ti trovai.
Ti amai.
Fosti mio.
Fui tua.

Il tempo esplose,
scagliandoci lontani.
Eppur,
quel filo rosso
che andava dal mio cuor al tuo,
mai si ruppe,
resistette,
oltre il muro d'ogni tempo.

Ti ritrovai,
ti amai più di allora.
Tornasti mio.
Tornai tua.

Il tempo esplose ancora,
ma non ci divise.
Ancorati l'un all'altro,
restammo uniti.
Il tempo s'arrese.


martedì 28 luglio 2015

IL TEMPO SEPARA SOLO CHI NON SI E' MAI APPARTENUTO

di Carmen Pistoia

Il tempo separa solo chi non si è mai appartenuto. - Fabio Privitera-

Ebbene, non potrei essere più d'accordo. Vi sarà capitato tantissime volte di trovarvi a separarvi da un'amico, un'amica o un partner. In realtà, se ci si separa, di fatto, è perché non si è mai stati davvero uniti. I legami veri resistono a tutto, persino alla morte. Ci sono unioni formatesi ancor prima di conoscersi, legami ancestrali che nascono molto prima di noi. Fiamme gemelle scoccate dallo stesso ceppo di fuoco per poi prendere direzioni opposte, eppure, quelle due fiamme gemelle, primo a poi si ritrovano, si riconoscono e sentono il filo rosso del legame primordiale attirarli l'uno verso l'altra. Ecco perché, tutti coloro che si separano, amici e quant'altro, in realtà non si sono mai appartenuti. Il legami veri non li spezza nulla e nessuno. I finti legami si, finti non perché i rapporti siano stati fasulli, bensì, perché sono legami effimeri che durano il tempo che trovano. Sono legami paliativi che riempiono un dato tempo della nostra vita, legami di passaggio, che presto si dissolvono. Attenzione però, questo non significa che non siano stati importanti, ma semplicemente che fanno parte dei legami di passaggio, pertanto, non crucciatevi per il via vai di legami che vedete passarvi nelle vostre vite per poi finire, sappiate solo che saranno serviti a riempire il tempo necessario a farvi incontrare le fiamme gemelle e, quel genere di legame, non lo dissolve nulla e nessuno.



domenica 26 luglio 2015

LA RAGNATELA

  di Carmen Pistoia

  Fili dalla trama antica,
  pendono sospesi,
  su di te.
  Destini.
  Intrecci.
  Nodi.
  Osservi pensosa,
  l'intersecarsi inspiegabile,
  d'anime in cammino.
  Ombre oscure,
  spaventano.
  Brusio di grilli,
  riecheggia nella notte.
  Sola nella ragnatela,
  scalci,
  urli,
  lotti.
  E pian piano si fa giorno,
  l'alba ristora l'animo stanco.
  Rompi gli ultimi fili
  e respiri ancora.



NEL MOMENTO DEL BISOGNO...




sabato 25 luglio 2015

LA GENTILEZZA...

di Carmen Pistoia

La gentilezza, quell'abito di morbido chiffon, che pochi sanno indossare come fosse la propria pelle.
La gentilezza è la più bella forma di eleganza che una persona possa mai indossare, molti la scambiano per debolezza, ma sbagliano, poiché nella gentilezza, è racchiusa una forza indescrivibile, sebbene appaia, come cosa fragile.
Tuttavia, non è una cosa che si può acquisire, gentili si nasce, fa parte dell'animo setoso e delicato della persona.
La gentilezza è pura poesia, fiore profumato che giunge tra le mani dei destinatari d'un gesto e rende ulginosa l'aria.
La gentilezza è carezza perpetua per chi la riceve, ma anche per chi la possiede e la dona.
Essere gentili arricchisce chi lo è, e chi riceve il dono di quella gentilezza.
La persona gentile ha il cuore saturo d'amore e dona a larghe mani senza aspettarsi nulla in cambio.
La gentilezza e le persone gentili sono in grado di riempirti la vita di buono anche solo con una carezza, poiché in quel gesto così diffuso e banale, ci mette l'anima.



giovedì 23 luglio 2015

CI SONO COSE CHE NON SCEGLI, MA TI CAMBIANO PER SEMPRE...

di Carmen Pistoia

Non sempre nella vita sei tu a scegliere le cose che devi vivere, a volte, è la vita che sceglie per te percorsi difficili, ed è a partire da quei momenti che cambi. Gli esempi da citare sono tanti: un figlio che resta orfano in tenera età, una madre che perde il figlio nel fiore degli anni, una moglie che resta vedova giovanissima, una sorella che si vede uccidere sotto gli occhi l'unica sorella. Insomma, di eventi dolorosi che non ti scegli ce ne sono tantissimi e, tutti, sortiscano su di te un cambiamento irreversibile. Il dolore segna e insegna e, quando accade in maniera innaturale sfalsando il naturale ciclo della vita, ti porta a crescere di botto. A volte viviamo distratti, non riusciamo ad apprezzare i privilegi che la vita ci concede, sì perché la serenità e il non scontrarsi con eventi dolorosi e innaturali, è un privilegio. Ecco perché sono dell'avviso che dovremmo soppesare tutto quello che di bello la vita ci dona e dargli un valore immenso, poiché, purtroppo, nella stessa misura in cui ti dona il bello, ti da anche il brutto. È vero, a volte non sei tu a scegliere cosa devi vivere, ma finché non sei costretto a subire le scelte del destino, cerca di apprezzare tutto quello che hai, poiché è il più grande privilegio, che tu possa aver in dono.





mercoledì 22 luglio 2015

L'ATTENZIONE...

di Carmen Pistoia

Il regalo più bello che possiamo fare a qualcuno? 
L'attenzione! 
Si, l'attenzione a tutto. Essere attenti significa anche mettersi in discussione in qualunque ruolo ricopriamo. Non dare per scontato che agiamo in modo impeccabile, bensì, provare a chiederci se, in quello che diamo, c'è davvero l'attenzione al gesto o è semplicemente abitudine al gesto stesso. L'inerzia, è la tomba d'ogni cosa e fa perdere valore e profondità anche ai gesti più comuni. Stringere la mano, dare un abbraccio, un bacio, una carezza, una parola, o il semplice buongiorno detto al mattino. 
Quanta attenzione mettiamo nel fare gesti così comuni? 
Credo poca, si fa ogni cosa perché si deve fare e, dopo un po', tutto lo si fa per inerzia. Eppure, tutto cambia, chi ci circonda, noi, la vita, le abitudini, i desideri. Tutto muta, ma spesso non ci facciamo caso, questo perché diamo per scontate troppe cose. Tuttavia, nel susseguirsi dei mutamenti, l'importante è ricordarsi di prestare la giusta attenzione alle persone, ai sentimenti e ai gesti.



sabato 18 luglio 2015

TENERAMENTE...

di Carmen Pistoia

Giada non voleva lasciarsi andare, aveva volutamente chiuso le porte all'amore. Poi, qualcuno molto saggio che le voleva un bene dell'anima, le fece notare che il tempo stava portando via da lei la giovinezza, la bellezza, la luce che a poco a poco si faceva scura. Così, in lei scattò qualcosa che la fece reagire. Era da tempo che Mattia la corteggiava, ma si era sempre rifiutata di accettare la sua corte. Quella domenica, scelse di seguire i consigli del suo più caro amico che la spronava a mordere la vita finché ne aveva ancora l'energia. Accettò di trascorrere la giornata al mare con Mattia. Di primo acchito avvertì forte disagio, poi, chiese a Mattia di fare una cosa per lei. Gli disse: " se ti chiedessi di prendermi in braccio cosa faresti"? Mattia non proferì parola, le cinse i fianchi e la sollevò dolcemente. Giada si avvinghiò con le braccia al collo di lui. Stranamente, non avvertì disagio, anzi, era come se quel gesto fosse naturale. Mattia prese a camminare tenendola tra le braccia, furono momenti interminabili dove i sensi fecero reciproca scoperta. Mattia odorava di buono. La sua pelle era morbida, fresca. Il petto di entrambi pulsava. I volti si sfiorarono, ancora e ancora, fino a cercarsi. Le labbra ardevano e chiedevano d'esser saziate. Non esitarono ancora e si baciarono. E fu l'inizio d'una danza vorticosa, sinuosa, avvolgente, travolgente. Si ritrovarono sul bagnasciuga. Le mani scorrevano lente sui corpi. Sapore di sale sulla pelle baciata dal sole. Giada e Mattia, la spiaggia, il sole cocente e due anime che, pur senza insistere nella ricerca, di colpo, si incontrano, si trovano ed esplode la passione. A sera, erano ancora abbracciati. L'imbrunire avvolse i loro corpi e fu tenera magia esplosa inaspettata. Teneramente, fu amore...



lunedì 13 luglio 2015

STELLE GEMELLE...

di Carmen Pistoia

Viaggiano nell'universo per millenni non si cercano, eppur si trovano. Rarissimo possa avvenire l'incontro, è come stravolgere le regole della fisica, eppur accade. Stelle gemelle, o meglio, anime che possiedono affinità elettive senza eguali. Due in uno, un uno imprescindibile. Anima, cuore, corpo, mente e battiti che viaggiano all'unisono pur senza sfiorarsi. Empatia innata che forma un cerchio ricco di onde sonore inudibili a qualunque altro orecchio. Le stelle gemelle hanno lo stesso sentire. Le stelle gemelle si riconoscono a primo acchito. Accade che incrociandosi, ci si trovi completamente a proprio agio e rilassati con una persona che, prima d'ora, non si era mai incontrata. Si percepisce forte una sensazione unica, come se la si conoscessi da molto tempo. Probabilmente, le anime gemelle si sono effettivamente incontrate prima, in una vita passata. Che sia vero e che ci si creda o meno, non ha veramente tanta importanza. Il fatto è che le anime gemelle hanno un legame energetico fondamentale che entrambe sentono fin dall'inizio. È una cosa che non si può spiegare, ma si ha la sensazione di avere una connessione da molto prima di quanto effettivamente non lo sia. Si sentono a proprio agio l'uno con l'altra, come se potessero dire o fare qualsiasi cosa, come farebbero con un vecchio amico. Nessuna logica può spiegare questa sinergia d'anime, eppur avviene.



domenica 12 luglio 2015

L'AMORE CHE HAI INTORNO È LINFA VITALE...

di Carmen Pistoia

No, non è una frase fatta, bensì, un dato di fatto.
Avete fatto mai caso a quanto rinfranchi l'animo sapere che esistiamo nel cuore di qualcuno?
Esiste un abbraccio invisibile, ma percettibile, che si chiama amore. Molto spesso, presi da problemi e freneticità, non ci rendiamo neppure conto che la nostra forza nasce non solo da noi stessi per indole tendente a forza reattiva, ma anche e soprattutto, da coloro che ci circondano.
È bello sapere che siamo nei pensieri di qualcuno.
È bello sapere che qualcuno darebbe la vita per noi.
È bello cullarsi nell'amore che ci circonda e trarne forza.
La vita con tutte le sue difficoltà ha il suo peso, ma se lo dividiamo con chi ci ama, tutto diviene più leggero.
Basta poco non servono grandi cose.
Il buongiorno di tuo figlio/a, che col musetto imbronciato e non ancora sazio di sonno, ti guarda e ti dice: buongiorno mamma.
La telefonata di un amico/a, che ti fa partecipe di una bella notizia.
Il bacio del compagno/a, appena svegli.
L'abbraccio del nonno/a, carico zeppo d'amore.
E infine, tutti quelli che, sebbene silenziosamente, in qualche modo ci donano un sorriso, un motivo per credere, un dono inaspettato, o semplicemente un "ciao come stai, eri nei miei pensieri e ti ho chiamato/a".
Un'infinità di gesti che messi assieme creano una rete che ti tiene a galla e non ti fa affondare neppure nei momenti peggiori.




sabato 11 luglio 2015

NON MI MANCHERAI...

di Carmen Pistoia


Se dovessi mancarmi, significherebbe averti perso per sempre.

Non mi mancherai,
poiché sei e ci sei.

Sei la parte più soffice del cuscino,
quella su cui poso la guancia per cercarti
per poi addormentarmi serena.

Sei la brezza fresca del mattino che penetra nella stanza e rigenera il respiro.

Sei la nuvola che compare in cielo quando i miei occhi son stanchi
e hanno voglia di riposare.

Sei il profumo del pane che dona sensazione di buono.

Sei l'acqua che lava e scioglie i nodi dell'amarezza.

Sei vento delicato che m'accarezza l'anima.

Sei la goccia che, argentina,
risuona melodiosa cadendo.

Sei e ci sei,
non mi mancherai,
poiché tutto evoca te.






venerdì 10 luglio 2015

I GUERRIERI DEL RISVEGLIO...

di Carmen Pistoia

Chi sono?
Persone comuni che giungono sul nostro cammino nel momento peggiore della nostra vita e ci aiutano a risvegliare l'animo arreso.
La loro presenza è leggera come una piuma, ma intensa come il profumo delle orchidee.
Entrano nelle nostre vite di soppiatto, neppure ci facciamo caso.
Ci sono accanto col tocco setoso dell'affetto che dona e non chiede.
Ci abbracciano, curano le nostre ginocchia sbucciate.
Ci tengono per mano.
Ci guidano nell'imperversare del nostro abissarci nel malessere.
Presenze che cominci a sentire poco per volta entrarti nell'anima.
Sono persone positive, cariche di energia, ti infondono coraggio, ti sfiorano il cuore con fare vellutato e t'acquietano il tumulto dell'anima.
I guerrieri del risveglio sono persone meravigliose che, non si sa bene perché, all'improvviso vengono a cercarti per ricordarti chi eri, quanto tu fossi forte, quanto valevi.
Ti abbracciano e ti restituiscono quel che hai smarrito.
E così, passo dopo passo, ricominci il cammino e dentro te senti il bisogno estremo di non separartene più.
Non è un privilegio riservato a chiunque, solo chi ha occhi per guardare oltre, animo in grado di sentire oltre ogni suono, mani in grado di afferrare l'impercettibile, si, solo chi ha tutto ciò può vedere un guerriero del risveglio, stringerlo forte al petto e dirgli: ora che ci sei, restami accanto, se te ne andassi, mi mancheresti da morire.



giovedì 9 luglio 2015

L'AMBIZIONE PIÙ ARDITA È VIVERE...

di Carmen Pistoia

Può sembrare azzardata come frase, ma a mio avviso, è calzante per quello che realmente ognuno di noi fa.
Al giorno d'oggi, in un proscenio generale fatto maggiormente di valori perduti, lavoro che scarseggia sempre più, matrimoni che franano alle prime problematiche, e tanto altro, davvero l'ambizione più ardita è vivere. A sopravvivere siamo più o meno capaci tutti, ma vivere è altra cosa. 
Vivere sentendo la vita anche se, alle volte, fa veramente schifo. Vivere continuando a credere, anche se siamo stati disillusi, messi spalle al muro con amare verità, accettarle e, nonostante tutto, credere ancora nel senso della vita. 
Riprendere a vivere dopo un lutto grave, cosa quasi utopica, poiché ti viene a crollare tutto. Vivere dopo la fine di un amore, che teneva insieme perlopiù per inerzia e non per desiderio. Accorgersi di colpo che si è vissuti come se fosse sempre l'ultimo giorno d'estate, dove tutti si rigeneravano per la brezza d'inizio settembre, e tu restavi chiuso fuori dalla bella stagione senza una porta per poter rientrare nella tua stessa anima. Capire che nel corso della vita vissuta, forse distrattamente, si è lasciati brandelli di cuore qua e la e che ce ne resta ben poco di quel muscolo che pulsa nel petto. 
Gridare di colpo: Dio come è cambiata la mia vita, ma mentre accadeva, io dov'ero? E così, dopo aver realizzato tutto questo, sforzarsi di sorridere e ambire a vivere ancora è la più grande ambizione a cui si possa aspirare. 
Conclusione? Vivi, non sopravvivere, la vita è solo una.



mercoledì 8 luglio 2015

ED E' SUBITO SERA

di Carmen Pistoia

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
(S. Quasimodo)


Poesia che fa pensare. Versi carichi di significato...
Ognuno di noi trascorre la propria vita a cercare di non esser solo, poi, però, vien la sera metaforica e t'accorgi che, solo, lo sei sempre stato.
Si è soli in compagnia.
Si è soli in mezzo la gente. Si è soli stando soli.
Aneliamo la compagnia, quel calore magico che dovrebbe arrivare dall'altro stando assieme, eppure, dentro noi, siamo soli, poiché quasi mai, si riesce a farsi comprendere.
Ci barcameniamo nelle difficoltà, nei sentimenti, nelle passioni, nei sogni, ma quando cala il silenzio e vien sera, quella sera metaforica fatta dell'incontro con noi stessi, ci si rende conto che, di fatto, si è sempre stati soli.
Soli nell'amare, poiché nessuno può conoscere il reale bisogno d'amore di cui ha bisogno il tuo cuore.
Certo, ci s'innamora, si pensa d'aver trovato compagnia, ma passa del tempo e ci si ritrova a sentirsi soli.
Un urlo dentro l'anima mormora sovente: eppur son solo.
In ogni cosa è così, si pensa d'aver trovato compagnia, ma quando cala la sera, nella stanza dei pensieri, vedi solo te, un'ombra diafana rannicchiata in un angolo buio che dondola silenziosa su d'una sedia che scricchiola: la vecchiaia.
Ecco, la vita è questo, mentre cerchi di non esser solo, giunge la sera, ossia la fine, e forse, in compagnia non ti ci sei mai davvero sentito.
Conclusione?
Rifacendomi ai versi di Quasimodo: Ognuno sta solo sul cuor della terra 
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.



lunedì 6 luglio 2015

LIBERTA'...

di Carmen Pistoia

La libertà è qualcosa che dovremmo difendere da chiunque voglia renderci prigionieri.
Libertà di sorridere.
Libertà di essere se stessi sempre senza assecondare la prepotenza altrui.
Libertà di indossare la propria anima senza porsi il problema di piacere agli altri.
Liberi di volare, oltre ogni muro, prigione e prigionia.
Libertà è vivere secondo la propria natura.



domenica 5 luglio 2015

SENSUALITÀ È...

di Carmen Pistoia

Sensualità è sfiorare con le dita un viso e trasmettere passione con tocco setoso. 
Sensualità è sfiorare le labbra e trasmettere fuoco. 
Sensualità sono le mani sulla schiena alternate da carezze e graffi dolci che si rincorrono e accendono di desiderio. 
Sensualità è anche uno sguardo. 
Sensualità è coinvolgere non solo col corpo, ma trascinare l'altro in un turbinio di emozioni vulcaniche ed irrefrenabili da fargli perdere il respiro. 
Sensualità è anche la dolcezza d'un bacio inaspettato. 
Sensualità è la pelle bagnata che scivola lenta sul corpo dell'altro. 
Sensualità sono le dita incrociate, il respiro nel petto, il tocco delle mani. 
Sensualità non è quello che fai ma quello che sei, che trasmetti. 
Sensuali si è pure stando fermi, poiché la sensualità è qualcosa che hai dentro e la trasmetti in ogni gesto, persino dormendo.



sabato 4 luglio 2015

MENS SANA IN CORPORE SANO, DICEVANO I LATINI...

di Carmen Pistoia 

Verità che non fa una piega. Il benessere generale deve partire dal fisico ed estendersi alla mente fino a viaggiare all'unisono. Ci avete fatto mai caso che nei momenti di sbattimento ci si trascura a livello fisico e anche la mente cede? Si entra in quei meccanismi lesivi che, altro non sono, se non l'anticamera della resa. Nel momento in cui smettiamo di curarci, dentro di noi qualcosa si è rotto. È un processo di autolesionismo in cui prima o poi ci passiamo tutti. Come far fronte a questo problema? Si parte proprio dal corpo. Si parte con il non smettere mai di volersi bene, anche nei momenti più cupi. Curarsi, non dico facendo grandi cose, ma semplicemente prendendosi cura di se stessi attraverso gesti semplici. Mangiare con cura evitando di buttare nello stomaco ogni genere di schifezza pur di zittire l'animo in tumulto. Curare il viso, i capelli, le mani, insomma, cose comunissime che, nell'istante preciso in cui smettiamo di farle, anche la mente si ammala e anela la fine. Nulla è mai semplice da affrontare, questo è fuor di dubbio, ma con un minimo sindacabile di volontà, si riesce a mantenere "il proprio equilibrio sopra la follia", cosa indispensabile per non perire nel malessere e restare arenati nelle difficoltà. 
Conclusione? Non smettete mai di volervi bene, a livello fisico e mentale, prendetevi cura di voi stessi, poiché siete gli unici a sapere di cosa ha bisogno il vostro cuore per non soccombere ai dispiaceri.



venerdì 3 luglio 2015

CI SONO MANCANZE INSOSTITUIBILI...

di Carmen Pistoia

Per quanto uno voglia dire, fare o incoraggiare, ci sono mancanze e parlo di perdite dovute a morte improvvisa, che sono insostituibili.
L'aggettivo stesso, sostituire, è improprio in merito.
Il concetto è che, nessuno si può sostituire, ci si può "abituare" alla perdita, continuare a vivere, ma per certe perdite, in un certo senso, si muore con chi si è perso.
Una madre che perde un figlio, non si abituerà mai, gli mancherà per sempre.
Un figlio che perde il padre in un età innaturale, non si abituerà mai alla sua assenza, certo, continuerà a vivere, ma gli mancherà una parte integrante per sempre.
Si zittisce il dolore, lo si cela sotto lo strato inspessito delle pareti del cuore, ma dentro si muore ogni volta che il ricordo bussa e dilania l'anima.
Si sopravvive, perché si deve, ma eventi così innaturali condannano coloro che restano ad una sorta di limbo infernale sul quale restano sospesi fino alla fine.
Si sorride, si vive, ma quella mancanza accompagna ogni giorno della vita in maniera sorda e insistente, e chi hai perso, ti manca e ti mancherà maledettamente PER SEMPRE!



giovedì 2 luglio 2015

PERDONARE O NON PERDONARE?

di Carmen Pistoia

Dilemma che ci poniamo nel momento in cui veniamo sottoposti alla fatidica prova del perdono. Credo che il perdono sia un discorso ampio e non è applicabile in tutti i contesti e situazioni.
Personalmente, mi è capitato spesso nella vita di perdonare le persone solo perché non volevo che uscissero dalla mia vita. Sopportavo qualunque cosa nella mera speranza che un giorno tutto sarebbe finito e la persona sarebbe cambiata, cresciuta, migliorata, invece ho fatto presto a comprendere che le persone, di rado cambiano. Chi lede lo fa nella piena consapevolezza di farlo e se frega di chi magari ci rimette l'anima. In ogni caso, una cosa l'ho imparata a mie spese, ossia, se qualcuno ti fa male una volta è colpa sua, ma se te ne fa due, è colpa tua. Ecco perché credo che il perdono sia un'arma a doppio taglio, magari il perdonato, rare volte cresce si pente e migliora, ma la maggior parte delle volte, continua a far del male facendosi forte proprio del fatto che viene perdonato. È come quando, giusto per fare un esempio semplice, la mamma perdona la marachella del giorno del bambino, il piccolo giura di non farlo più, però la mamma sa che dopo poco lo rifarà ancora. Stesso concetto applichiamo con le persone che amiamo e che magari commettono errori nei nostri riguardi, ma dentro noi, sebbene li perdoniamo per amore, sappiamo bene che nulla cambierà e la persona perdonata continuerà a sbagliare. Ovviamente, non bisogna mai generalizzare, poiché in ogni cosa e situazione esiste sempre l'eccezione che conferma la regola. 
Conclusione? Perdonare o non perdonare? A mio avviso dipende da chi abbiamo di fronte, dalla natura della cosa da perdonare e dalla situazione.



mercoledì 1 luglio 2015

MILLE VOLTE HO TACIUTO, MA AVREI DOVUTO URLARE...

di Carmen Pistoia

Si comincia a tacere sin da bambini, non perché non si abbia qualcosa da dire, semplicemente, perché la nostra voce viene sovrastata dalle urla altrui e nessuno la ode. Mille volte sono stata zitta ingoiando veleno e spappolandomi il fegato dal malessere e, tacendo, morivo dentro. Ferma sul ciglio di quel crepaccio immaginario a metà tra orrore ovattato e follia pura, voglia di saltare giù e animo inchiodato, ho taciuto, ma avrei voluto urlare. Credevo che la vera violenza fosse nelle urla, nelle percosse, nel sangue che cola dal naso dopo l'ennesimo ceffone a tradimento. Invece, mi rendo conto che la vera violenza risiede nel silenzio. Quella violenza inaudita invisibile all'occhio umano, ma che devasta più del peggiore degli uragani. Quante volte avrei voluto urlare ma ho taciuto, e in quel tacere, ho creato sequenze irricucibili di innumerevoli ferite alla mia anima. E in quell'impotenza della vita che mi è sfuggita di mano senza mai trovare la forza di urlare, il tempo non è più tornato indietro ed io non ho vissuto. 
Conclusione? Urla sempre il tuo dissenso, tacere uccide, non fa vivere e lascia tanta desolazione nel cuore.