mercoledì 29 aprile 2015

VIVI IL TUO TEMPO CON PARSIMONIA...

di Carmen Pistoia

La cosa più bella che può accadere durante la crescita interiore di una persona, è il raggiungimento di un così alto grado di indifferenza verso tutto quello che non le appartiene, al punto che, anche la peggiore delle cattiverie, gli scivola addosso come olio. L'equilibrio conquistato nel tempo, la porta a guardare a tutto mantenendo intatta la capacità di sorridere e, al contempo, le permette di essere indifferente a ogni forma di mezzi e mezzucci denigratori che vorrebbero vederla amareggiata. La vita è altro e chi possiede un minimo di senno, non la spreca dietro a situazioni e persone per cui non ne vale la pena. Perdersi nelle scemenze frivole di gente che tutto sa fare, fuorché vivere, gente che si limita ad osservare, giudicare, sparlare e strisciare, è solo tempo buttato alle ortiche.




martedì 28 aprile 2015

OTTIMISMO È...

di Carmen Pistoia

Ottimismo è, 
saper guardare oltre la cortina di fumo che ammanta di grigio le nostre giornate.
Ottimismo è,
non perdere mai il sorriso e trarre il lato positivo persino dalla più negativa delle situazioni.
Ottimismo è,
credere nel domani migliore, nella quiete dopo la tempesta, nel sorriso dopo il pianto, nella gioia dopo l'amarezza.
Ottimismo è,
aver sempre quel qualcosa in più nel cuore che ci fa guardare lontano anche quando gli orizzonti appaiono oscurati dalle difficoltà.
Ottimismo è,
avere il coraggio di svegliarsi ogni mattina e trovare sempre una piccola emozione in fondo al cuore che sprigiona il primo sorriso della giornata.

Foto (Mauro Martellotta)



domenica 26 aprile 2015

QUANDO CRESCI IN CATTIVITÀ' , RESTI DIVERSA, MA PER SCELTA..

di Carmen Pistoia

La mia realtà, quella in cui sono cresciuta, era fatta solo dai miei genitori e dai miei sei fratelli.
Crescere in campagna, lontana dalla civiltà, ti porta ad essere diversa dagli altri.
A casa mia, non ho mai respirato i fumi dell'invidia, non avrei potuto, vivevo una realtà asettica, da piccoli si è immuni ai sentimenti negativi, inoltre, per come vivevo io, era difficile credere che esistesse qualcosa di diverso da quello che respiravo giornalmente.
Ho vissuto una realtà pulita fino ai 17 anni.
Era bello essere fuori dal mondo.
Era bello vivere a tenuta Pistoia, dove nel circondario vi era quasi zero civiltà. Poche case e tutte molto distanti. Non c'era modo di socializzare. La piccola chiesa in cui la signora Letizia faceva catechismo era l'unico luogo di aggregazione per noi bambini.
Si respirava qualcosa di surreale, magia che scontrandomi con la realtà di adulta, non ho mai più rivissuto. Tuttavia, crescere come sono cresciuta io, ti porta a sviluppare un modo di essere piuttosto solitario, poiché quando stai in mezzo la gente, ti accorgi della tua diversità.
L'invidia non ti appartiene, ma anche le competizioni, i pettegolezzi, il mettere becco nelle vite altrui.
Allora finisci per ritagliarti una dimensione tutta tua e, anche se sei cosciente che il mondo non è fatto come quello hai visto tu da piccola, resti comunque nel tuo spicchio di cielo. Quando sei in mezzo alla moltitudine di teste, ti senti aliena, non riesci a trovar collocazione alcuna che possa lontanamente assomigliare a quello che hai dentro.
Ovvio che, ognuno vive nella sua pelle, riconosco che la mia è piuttosto strana, a tratti incomprensibile per chi mi osserva e mi giudica, ma non importa, sono fatta così, un'asociale incallita in un mondo civilizzato che però non ha nulla che m'assomigli.
Ecco perché, amo restare con me, l'unica compagnia che mi conosce bene e non mi giudica per il mio essere "anormale".


sabato 25 aprile 2015

GLI ETERNI INSODDISFATTI...

di Carmen Pistoia

Quelli nel cui sangue scorre l'eterna insoddisfazione, non trovano mai riposo né contentezza.
Li vedi sempre in balia del vento dell'insoddisfazione.
Sono qua e vorrebbero essere là e quindi tornano spesso sui loro passi, ma una volta tornati, scappano ancora, poiché sbatacchiati da una voglia assurda di trovar quiete.
Se ne vanno da un luogo all'altro, da persona in persona, come se stessero fuggendo di prigione o stessero correndo in cerca di qualcosa di introvabile.
Persone così, non le vedrai mai soddisfatte, magari, qualche volta staranno bene in compagnia di qualcuno che apparentemente è di loro gusto, ma non durerà che un attimo, il tempo necessario per fuggire ancora e restare soli.
Le persone insoddisfatte, non stanno mai bene in compagnia, poiché c'è sempre qualcosa che gli fa ombra, la loro, è una natura distruttiva, talmente tanto, che persino la loro ombra li rende inquieti.
E così, di volta in volta, quel genere di persona, scapperà ancora da tutto e da tutti, ma soprattutto da se stessa, poiché quel che genera la sua insoddisfazione è innata e mai finirà.



venerdì 24 aprile 2015

PIÙ PRETENDI CHE TI SIA DATO, MENO AVRAI...

di Carmen Pistoia

C'è chi si veste con l'abito della prepotenza e pretende che gli sia dato, ma per ricevere bisogna prima di tutto dare.
Non puoi pretendere amore se non sei in grado di donarlo per primo.
Non puoi pretendere fedeltà se sei infedele.
Non puoi pretendere coerenza se sei incoerente.
Non puoi pretendere lealtà se sei sleale.
Insomma, se tu per primo non sei in grado di donare e nel tuo cuore c'è solo l'arroganza della pretesa, non riceverai mai nulla.
A nessuno piace essere comandato a bacchetta, ogni cosa che si fa, occorre farla in sintonia e canalizzando il piacere di far quella determinata cosa perchè si desidera farla.
Più pretendi e più resterai a mani vuote.
La vita non è fatta di pretese, ma di piacere di donare e donarsi.
Se cerchi di indottrinare le persone nel tuo egoistico volere e pretender d'avere, queste, ti volteranno le spalle e ti lasceranno solo.
Conclusione?
Quando imparerai a donare senza pretendere, resterai attonito nel vedere che riceverai più di quel che credevi di meritare.



giovedì 23 aprile 2015

NON È FACILE...

di Carmen Pistoia

Non è facile ricominciare da zero dopo che tutto il mondo ti è franato all'improvviso sotto ai piedi, ma fermarsi e arrendersi per lo scacco matto, equivale a morire pur continuando a respirare. Non è facile trovare braccia amiche e sincere, che ti siano di sostegno nel sopportare il peso di sogni e realtà andati in mille pezzi. Non è facile affidarsi all'iride della fiducia riuscendo a filtrare la falsità, occorre avere la sconsideratezza di fare quel fatidico salto all'indietro e sperare d'esser presi al volo senza schiantarsi nell'amarezza della delusione. Non è facile trovare la vera faccia delle persone e delle situazioni, spesso ingannevoli e che, pur apparendo come realtà forti e sicure, si rivelano fragili o semplici abbagli. Non è facile affrontare quello che t'investe e ti travolge, eppure, devi ripulirti gli occhi dalla polvere del crollo e guardare nuovamente in faccia la vita. Nulla è facile nella vita, costruire laddove non ci sono fondamenta, ascoltare il cuore, accettare dolore e sconfitte, cadere e rialzarsi, ma nonostante nulla sia facile, abbiamo il dovere morale di essere agili equilibristi e affrontare a muso duro tutti gli sgambetti della vita. Conclusione? Sebbene nulla sia facile, al contempo, c'è da dire che nulla è impossibile se si possiede la forza interiore che aiuta ad orientarsi tra le molteplici difficoltà disseminate a macchia di leopardo lungo il cammino della nostra vita.



mercoledì 22 aprile 2015

COSA VOGLIO DALLA VITA?

di Carmen Pistoia

Voglio godermi appieno i miei figli e donargli tutto l'amore che meritano, trasmettergli positività e insegnarli che la vita è fatta di essenza e non di apparenza.
Voglio che abbiano il cuore pieno di speranza, nonostante il dolore atroce che hanno dovuto sopportare.
Voglio che credano nel giorno migliore dopo quello peggiore.
Voglio che non smettano di sorridere.
Voglio che abbiano una madre che gli trasmette fino all'ultimo gemito, che la vita val la pena d'esser vissuta anche quando implica grande dolore.
Voglio dedicare il mio tempo a cose e persone essenziali che lo riempiano di contenuto.
Voglio amare gli amici, quei pochi VERI, quelli che mi accettano e mi amano per come sono e non si arrogano il diritto di dirmi come devo vivere o cosa sia meglio per me.
Voglio donare senza pretendere.
Voglio credere che esiste chi, come me, non si lascia fendere dalla delusione, poiché vive non aspettandosi nulla, perché nulla ci è dovuto.
Voglio vivere così, "SENZA PENZIER", assaporare il gusto di gioire di quanto di più semplice e vero c'è attorno e dentro me.
Voglio sorridere oltre le lacrime e ringraziare Dio ogni istante per tutto quello che mi ha concesso fino a qui.
Voglio vivere e indossare solo la mia pelle, tutto il resto è superfluo e non mi appartiene.




martedì 21 aprile 2015

ALLA RICERCA DELLA FELICITA'...

di Carmen Pistoia

Tutti inseguono la felicità, ricercatori instancabili di quest'aspetto della vita ambito da chiunque, solo che, molto spesso, si tende a vestire di chissà cosa questa voglia di essere felici. Per quel che mi riguarda, la vera felicità, quella che ti fa nascere la gioia nel cuore, la trai da tante piccole cose messe assieme. L'abbraccio di un'amico, un caffè con un'amica, tua figlia che sorride, la risatina allegra di un bimbo al parco che gioca con una farfalla. Immagini piene di luce, ma fatte di cose semplici e cariche di calore. Non serve aver un conto in banca a tante cifre per sorridere di cuore e godersi il sole che sorge, basta avere animo per cogliere la profondità delle cose e delle persone, ovvio che, per vivere occorre anche il denaro, ma basta avere l'indinspensabile, il resto è un di più. Crescendo ho imparato tante cose, una su tutte è che la gioia non la puoi comprare, poiché deve germogliarti nel cuore e, soprattutto, devi avere animo spoglio da invidie, gelosie, lotte di potere, antagonismi e quant'altro, se hai la capacità di cogliere l'essenza d'ogni cosa, sei davvero libera da tutto. Ami e sorridi. Vivi e lasci vivere. Cresci e impari e, nell'apprendere, capisci quanto sia importante avere il cuore libero dai sentimenti negativi che creano attrito e non ti fanno vivere. Conclusione? La ricerca della felicità è racchiusa nelle piccole cose che muti in grandi cose, tutto il resto è un modo banale per giustificare le fallanze interiori.



domenica 19 aprile 2015

E POI, AD UN CERTO PUNTO DELLA VITA, RALLENTI IL PASSO E VIVI TUTTO, L E N T A M E N T E...

di Carmen Pistoia

Dopo aver vissuto sul filo del rasoio, andando sempre a cento all'ora, avviene un pit-stop inaspettato e rivaluti tutto. Cominci ad andare adagio, ad assaporare lentamente ogni cosa.
Tutto dolce, dolce, piano piano e fino in fondo.
Ti alzi al mattino e ti godi appieno il sorgere del sole.
Ti lasci accarezzare e ancora fendere e sconvolgere come da una musica soave che ti spettina i pensieri, rigenerandoli di passione nuova.
Ti senti viva.
Il cuore pulsa di un battito diverso, più lento, ma più intenso.
Ascolti il cinguettio degli uccellini che, festosi, si poggiano sul tuo davanzale e intonano una melodia allegra.
Respiri lentamente, senza alcuna avidità.
Lasci che l'aria del mattino ti entri nei polmoni dolcemente.
Plana serenità.
Osservi lo spostarsi del sole, il cammino delle nuvole, il fruscio del vento tra i rami degli alberi.
Lasci che l'animo s'elevi assieme agli odori del giorno.
Siedi silente e respiri.
Fili di vento, ti coccolano la pelle, scivolano addosso, come fossero morbida seta.
Sorridi.
Festina lente.
Alzi lo sguardo al cielo e ringrazi Dio quasi commossa per il privilegio che ti ha concesso nel poter ammirare un altro giorno che si desta dal torpore notturno e si libra splendente, in tutti i suoi fulgidi colori pastello d'inizio primavera.
Troppo bello andar piano, piano e godersi ogni dettaglio con la dovizia del ricercatore.
Oggi è così, ho imparato ad andare molto L E N T A M E N T E.



sabato 18 aprile 2015

LA VITA È BREVE, VIVILA ORA...

di Carmen Pistoia

Non pensare sempre a domani, poiché l'unico tempo certo che puoi dire di vivere è l'oggi.
La vita è breve non sprecarla in inutili rivalse, bassezze e quant'altro.
Svegliati al mattino e vivi di petto, ridi più che puoi e circondati di cose e persone che ti fanno stare bene. 
I musi lunghi, l'odio, la sopportazione, sono tutti elementi che rallentano la gioia e la inquinano d'amaro, pertanto, scegli di vivere e di stare bene, poiché non solo la vita è breve, ma è anche unica.
Nulla ritorna e tutto il tempo che sprecherai in cose sterili o guerre di potere, invidie o altro, ti servirà solo ad accumulare malessere che esploderà non appena ti fermerai un attimo e ti renderai conto che hai fatto terra bruciata dietro te.
Nel mero tentativo di difenderti da tutto o di assicurarti un futuro di tutto rispetto, durante il cammino, ti perderai per strada la profondità e la gioia delle cose più vere.
Conclusione?
Vivi oggi nel pieno della certezza di quel che puoi vivere, ama, ridi, balla e gioisci, poiché ad arrivare la fine di quell'atto unico che chiamano vita, ci vuole un attimo.



venerdì 17 aprile 2015

BUONGIORNO DI SOLE A CHI...

di Carmen Pistoia

Oggi, voglio incentrare la riflessione su me stessa augurandomi il buongiorno, ma ognuno di voi può farlo suo, poiché credo che il mondo sia pieno di guerrieri, ognuno impegnato nella sua personale crociata. Buongiorno a me, e quelli come me, che ogni mattina si rimboccano le maniche e, tra mille difficoltà, continuano a sbarcare il lunario senza mai perdere la propria dignità. Buongiorno a me, e quelli come me, che sanno cosa significa la parola sacrificio, quelli che di rado possono permettersi persino l'indispensabile, eppure, vanno avanti lo stesso con volontà incoercibile. Buongiorno a me, e quelli come me, che sanno accontentarsi di poco e renderlo immenso, poiché per essere felici, basta davvero poco se si è umili e si sa rendere tutto straordinario. Buongiorno a me, e quelli come me, che quando gli scendono le lacrime, le asciugano in fretta e vanno avanti facendo finta che non sia successo nulla, mentre nel cuore, hanno l'animo in tumulto. Buongiorno a me, e quelli come me, che nonostante tutto, non mollano mai! Conclusione? Buongiorno a me e a tutti voi popolo di guerrieri, che sia per me e per voi, ogni giorno un buongiorno.



giovedì 16 aprile 2015

I PILASTRI DELLA VITA SONO: LA FAMIGLIA, GLI AMICI E LA FEDE...

di Carmen Pistoia

Nella vita, se non hai una famiglia sei meno di nulla, da soli si è anime smarrite nella tormenta senza appigli o porti sicuri in cui approdare. Ti accorgi dell'importanza della famiglia, quando vieni messo a dura prova e ti rendi conto che per continuare a camminare hai bisogno di un passo che ti sostenga e dimezzi le fatiche. Genitori, figli, fratelli, mogli e mariti, altro non sono, che il motore che muove ogni cosa. Se tu moglie ti ammali, al tuo capezzale, hai un marito che t'accudisce con amore. Se un figlio è in difficoltà, un genitore fa l'impossibile per donargli serenità. E via discorrendo col resto delle parentele, in sintesi, tutti abbiamo bisogno di tutti e nessuno è esente. Vi basti pensare a quando una famiglia si sgretola per una ragione qualunque, un divorzio, un lutto grave, discussioni economiche che mettono in contrasto cuore e ragione. Quando accade ciò, ci si sente persi poiché vengono a mancare le fondamenta dell'equilibrio della vita. Ecco perché, la famiglia dovrebbe essere sempre curata col massimo dell'amore, della comprensione e della condivisione. Altro punto cardine della vita, sono gli amici, quelli veri, che sono da considerarsi parenti non di sangue, ma che a volte, sanno essere molto più vicino e sodali dei parenti di sangue. In ultimo, la fede, nella vita occorre averne molta per riuscire a costruire nuove generazioni ed educarle ai sani principi morali. Ci si fa forza con un credo qualunque, quella luce impercettibile all'occhio umano che guida ognuno di noi nei percorsi più impensati aiutandoci ad orientarci e strutturando la nostra forza. Conclusione? Cura ama e rispetta la tua famiglia. Coltiva, e proteggi la forza racchiusa nell'amicizia. Infine, abbi sempre fede, anche quando ti sembrerà d'esser colpito dalla peggiore delle ingiustizie che ti massacrerà il cuore col dolore. La vita è un cerchio, tutto ruota inesorabile e, per chiudere quel cerchio, tutti abbiam bisogno di tutti.



mercoledì 15 aprile 2015

DOMANI SARÀ UN GIORNO SPECIALE...

di Carmen Pistoia

Mentre ti arrampichi con le unghia sulle rapidi scoscese della vita e tutto ti frana tra le dita, prova a pensare che domani sarà un giorno speciale, tutti ne abbiamo uno, basta credere che arriverà. A volte, si vede talmente nero, che nulla ci fa pensare che il sole sorgerà ancora sul mostro animo, eppure lo farà, tutto ha un tempo e nulla dura per sempre. C'è il tempo per le lacrime, ma ogni lacrima s'asciuga e, sebbene resti il solco laddove è passata, finisce per asciugarsi lasciando il posto a un nuovo attimo per sorridere. Il segreto per trarre luce e forza da ogni cosa sta nella capacità di mutare quel che appare ordinario in straordinario. Se impariamo a non banalizzare e a rendere speciale ogni cosa che la vita ci concede, riusciremo sicuramente a vedere vicino quel che appare lontano, raggiungibile quel che pare essere una meta impossibile da raggiungere. Insomma, alla base di tutto, deve esserci sempre la speranza di credere nel nostro giorno speciale che, giungendo sulla soglia della nostra vita, riuscirà a donarci quel qualcosa di unico che riporterà il sereno nel cuore.



martedì 14 aprile 2015

IN UN MONDO CHE...

di Carmen Pistoia

In un mondo sempre più scevro di autenticità, viene difficile credere che c'è sempre l'eccezione che conferma la regola.
Siamo così abituati ad essere astuti manipolatori o miseri manipolati, che anche quando ci accade l'unicità di un qualcosa, riusciamo a dubitarne e a non vivercelo in serenità.
È vero che, nessuno fa niente per niente, ma al contempo, non bisogna mai generalizzare. 
Anche in un campo di gramigna, nel punto più impensato, nascerà un fiore che spiccherà tra le erbacce.
In un mondo che vegeta sulla finzione, troverai sempre chi non recita ma sente.
In un mondo dove tutto è diverso da come appare, poiché falsato da veli e orpelli per distogliere l'attenzione dal cuore, troverai sempre, chi il cuore, lo indossa a nudo.
In un mondo dove prevale la frivolezza, troverai sempre chi vive le cose in maniera profonda dando un valore immenso anche al più piccolo dei gesti.
In un mondo che, tutti vogliono essere dimostrato tutto, come fossimo in un'aula di un tribunale, troverai sempre chi non ha bisogno di far nulla, eppure lo sentirai forte dentro l'anima come fosse parte di te.
In un mondo che perde sempre più il senso della vita e dell'amore, troverai sempre chi dell'amore fa una vera e propria dottrina di vita.
Conclusione?
Non lasciarti ingannare da chi mortifica l'essenza delle cose pur di dimostrarne la non autenticità, vivi di cuore indossando solo la tua pelle e, di sicuro, ti accorgerai che di gente che vive di sentimenti puri e autentici, ne troverai più di quelli che pensavi di trovarne.



domenica 12 aprile 2015

PAROLA D'ORDINE, REAGIRE...

di Carmen Pistoia

Ebbene si, oggi vorrei improntare la mia riflessione sulla forza di reazione. Reagire SEMPRE, dovrebbe essere la prerogativa di ognuno di noi, sì, reagire di petto e con determinazione a tutte le prove cui la vita ci sottopone. Certo, ci sono situazioni ai confini del precipizio, ma anche li, se non reagiamo, non ci resta che fare il salto e farla finita. Occorre avere la forza di reagire a tutto e non lasciarsi schiacciare dal peso delle difficoltà. Innumerevoli le prove cui siamo chiamati a rispondere nell'arco della nostra vita, ma di base, dobbiamo avere il coraggio di affrontarle e superarle, laddove è possibile. Inutile enumerarle, poiché occorrerebbero giorni e giorni senza trovare il bandolo della matassa. Le problematiche che ci si prospettano davanti sono molteplici, lutti, ingiustizie, tradimenti, soprusi fisici e psicologici, coniugi violenti a livello fisico o tiranni nel modo di essere, malattie e molto altro, ma rimane il fatto, che ad ogni male va accostata la giusta reazione per non soccombere. Conclusione? Nulla è mai semplice per nessuno, tutto va conquistato col sudore della fronte e la determinazione e, anche quando la vita ci intralcia con i suoi meschini sgambetti, la parola d'ordine necessaria per non restare arenati nel malessere, deve sempre essere, REAGIRE.



venerdì 10 aprile 2015

CIO' CHE SEGNA, INSEGNA...

di Carmen Pistoia

Non è luogo comune, ma grande verità, ovviamente, non si applica in massa, non tutti hanno predisposizione ad imparare, soprattutto, se gli insegnamenti sono a livello di profondità. Solitamente, quello che ci segna, ci insegna. Dal dolore, la delusione, le ferite gratuite e molto altro, si imparano lezioni di vita che ci accompagnano per il resto dei nostri giorni. Si impara a perdonare, dopo che siamo stati a nostra volta perdonati da qualcuno che, col gesto del perdono, ci ha spiazzati talmente tanto, fino a segnarci positivamente. Si impara a gioire di cuore, dopo aver assaporato il pianto in tutta la sua plumbea amarezza. Si impara ad apprezzare la luce, solo dopo che si è passati nel peggiore dei tunnel bui e, apparentemente, senza via d'uscita. Si impara a lasciar andare persone e situazioni, dopo esser stati noi stessi prigionieri di qualcosa di talmente soffocante, che ci ha insegnato a non arrogarci il diritto di esercitare alcun possesso sulle persone. Si impara ad amare, dopo che siamo stati amati come mai nella vita e il destino ci ha strappato quell'amore. Si impara a credere, dopo che la fede ci entra nell'anima a seguito di qualcosa di determinante. Conclusione? Ciò che segna, insegna, ma per imparare, occorre cuore aperto per accogliere gli insegnamenti profondi che la vita ci offre.



giovedì 9 aprile 2015

LA SENSIBILITÀ DELLE PERSONE VA RISPETTATA, MAI CALPESTATA...

di Carmen Pistoia

Mentre viviamo e sgomitiamo nel rincorrersi dei giorni che scorrono via come capelli pettinati dal vento, non dobbiamo mai dimenticare di aver rispetto per la sensibilità delle persone. Mi è capitato tante volte di veder prendere in giro qualcuno per la troppa sensibilità, fino a vederla addirittura derisa con fare bieco e vile. Le persone sensibili sono piuttosto dolci e disponibili, ma al contempo, non sono né ingenue, né stupide, né tanto meno indifese. Le persone sensibili hanno grande anima e piuttosto che ferire, subiscono, ma non lo fanno per viltà o inadeguatezza nel saper controbattere, loro, preferiscono tacere e imparare l'arte del saper vivere. Le persone sensibili, diversamente da quanto si creda, sono piuttosto forti e, a differenza degli insensibili, possono concedersi il lusso di non indossare nessuna maschera. Le persone sensibili si sentono libere d'esser vulnerabili, di provare e donare grandi emozioni, ma soprattutto, corrono il rischio di essere felici in tutta la loro dolce spontaneità. Le persone sensibili, sono patrimonio da rispettare e mai da calpestare, in un mondo fatto sempre più di frivolezze e falsità, perlomeno, non arroghiamoci il lusso di additarli come folli, piuttosto, fermiamoci ad osservarli per trarne l'essenza e imparare qualcosa che solo da loro possiamo imparare. Che cosa? Semplice, amare col cuore spoglio da ogni orpello falsato e sentire le emozioni nella loro profonda interezza.



mercoledì 8 aprile 2015

E QUANDO RAGGIUNGI IL TUO EQUILIBRIO TI ACCORGI CHE...

di Carmen Pistoia

Dopo aver trascorso la vita all'inseguimento di chissà quali fonti di verità assolute, illudendosi di trovarle, ci si accorge che si è bramato qualcosa che di fatto non esiste.
Nel perenne conflitto tra desideri nascosti e pubbliche virtù, il tutto amalgamato dall'intreccio sottile di sospetti, affetti e tanto altro, ci si rende conto d'aver inseguito solo l'ennesima chimera pertanto, si appoggia tutto sul nastro trasportatore del destino e si vive.
Accade che ci si apparti col proprio equilibrio, raggiunto viaggiando da sponda a sponda del vivere quotidiano, e si cominci a fare una cernita accurata.
Si comprende che, non si vuole vivere più di apparenza, ma di essenza.
Ci si accorge che le competizioni, le guerre, e tutto quello che distrae da noi stessi, altro non è, che un'atteggiamento pretestuoso per allontanarci dal punto cardinale che ha come asse di equilibrio il cuore.
E così, si giunge alla conclusione che non si vuol vivere di abbagli, sbagli e cozzaglia, ma di cuore, amore e sapore.
C'è chi un proprio equilibrio non lo trova mai, ma se si riesce a trovarlo, si raggiunge un così altro grado di consapevolezza, che nulla di tutto quello che ci sta intorno e mina il cammino, riuscirà più a tangerci o scalfirci negativamente.
Così, andremo avanti per la nostra strada, vestendoci di poco, ma quel poco, perlomeno, sarà vero e perfettamente permeabile col nostro modo di vivere e sentire.



martedì 7 aprile 2015

LE PAROLE DI TROPPO FANNO MALE...

di Carmen Pistoia

Quanto male fanno le parole, soprattutto quelle sperperate gratuitamente e che feriscono più di un pugnale? A volte si abusa nell'ardire e non ci si rende conto, o forse non ci si vuole rendere conto, che possiamo essere davvero stronzi e fare male. Farò qualche esempio di bassezza gratuita. Ad esempio, non puoi dire ad una ragazza in carne che è grassa, lei lo sa già, a che serve infierire? Non puoi dire ad una ragazza magrissima, anoressica di merda, ha occhi per rimirarsi nello specchio, sa che aspetto ha. Non puoi dire ad un ragazzo brutto, sei un cesso, lo sa già, e il tuo farglielo pesare servirà solo a farlo stare peggio di come già stia. E di esempi ne potrei fare all'infinito, ma il punto è, chi cacchio siamo noi per andare a far male deliberatamente uscendocene con un semplice: ma dai scherzavo! Oppure, lo dico per il tuo bene, o peggio ancora, tu non ti rendi conto di come sei. Ora, partiamo dal principio che fatta eccezione per casi di devianza psichica conclamata, tutti possediamo una sana oggettività che ci permette di vederci per come siamo, pertanto, nessuno può arrogarsi il diritto di ferire con frasi cattive che sottolineano il nostro aspetto, carattere e quant'altro. La cosa su cui dovremmo riflettere è: così come non amiamo essere feriti con giudizi gratuiti, allo stesso modo, non lo amano gli altri. Conclusione? Impariamo a pesare le parole, soprattutto dove non è richiesto esprimere giudizi. Ogni persona ha la sua dignità e andrebbe sempre rispettata, quindi, prima di sparare cazzate, impariamo a collegare il cervello e usarlo come si deve.



lunedì 6 aprile 2015

VEDERE LE COSE IN PROSPETTIVA...

di Carmen Pistoia

È uno modo di vedere le cose, la finalità di questo culto del vedere, é di far cogliere all'osservatore il lato positivo delle cose e delle molteplici situazioni.
Funziona più o meno così: se vi capita un guaio, ovviamente escludo a priori le tragedie e le perdite di persone care, insomma, se vi accade ciò' ,confrontatelo con altri guai che vi sono capitati o con quelli capitati a persone che conoscete. 
Cosa trarrete dal confronto?
Semplice, la prospettiva, ossia, quell'angolazione che fa la differenza col guaio precedente o, peggio ancora, con quello che potrebbe capitarci in futuro a noi o a coloro che ci circondano.
Osservare i diversi colori dello stesso arcobaleno, in due momenti distinti, stranamente, ce li farà vedere in maniera nettamente diversa.
Questo perché tutto muta a seconda di come lo osserviamo.
Se siamo pessimisti cosmici vedremo solo nero.
Se invece siamo fondamentalmente positivi, riusciremo ad osservare oltre il viluppo intricato dell'oggettività di quanto stiamo osservando.
Avrete capito che il senso della visione in prospettiva sta nel non fossilizzarsi su quello che ci accade imputandogli solo interpretazione negativa.
Per rendercene conto in modo palpabile, ci basterà alzare lo sguardo e direzionarlo più distante dal nostro naso e notare quanto di peggiore di quel che accade a noi, si può vedere in giro. Se si ha animo per non chiudersi nel proprio egoismo si riesce a guardar lontano.
Tutti abbiamo occhi per usarli, sia per guardare, sia per osservare e cogliere.
Ovvio che, non tutti sono in grado di soffermarsi sul dettaglio della prospettiva.
Conclusione?
Guarda oltre il tuo naso, l'universo non gira intorno a te e, per quanto cupa possa essere la tua prospettiva, abbi animo per osservare quella altrui e ammettere che c'è chi sta peggio di te.



domenica 5 aprile 2015

BUONA PASQUA....




QUANTE VOLTE ACCADE CHE...

di Carmen Pistoia

Per qualche ragione, ci allontaniamo da persone che davvero ci vogliono bene per seguire amicizie nuove che poi si rivelano false. Non si sa perché capita, a me personalmente è accaduto per un brutto pit-stop del destino. Era piuttosto drammatico e non volevo far pesare loro, quello che era piombato a ciel sereno nella mia vita. Ricordo con dispiacere la tragedia legata a quei giorni, le porte in faccia ai miei amici di sempre che venivano a darmi conforto. Il telefono chiuso bruscamente seguito dalla frase: lasciami in pace, non voglio vedere e sentire nessuno. E loro li, gelati nei movimenti, inermi e strangolati dal disagio di non saper cosa dire, cosa fare. Vuoi sparire nel nulla, deflagrare dolore e mondo intero, non sai neppure tu da che parte cominciare per provare a ridare un senso alla tua vita. Nel percorso che intraprendi, il destino ti mette davanti persone nuove, e tu, chissà perché preferisci star con loro piuttosto che con i tuoi amici di sempre. Tagli fuori tutti quelli con cui prima condividevi tutto, come se agendo così, potessi tagliar fuori il dolore. Poi col tempo, pian piano riprendi possesso di quello che resta di te, di quello che eri e cominci a tornare indietro, cercare gli amici di sempre e prendere le distanze dai nuovi. La cosa belle è che noti che in realtà non ti hanno mai lasciata andare, hanno atteso pazienti il tuo ritorno e quando hanno potuto nuovamente abbracciarti, nulla è mutato e il cammino assieme riprende come se la pausa fosse stata di un solo giorno, giusto il tempo di dirsi: ci vediamo domani. 
Conclusione? Mai allontanarsi da chi ci vuole davvero bene poiché è solo un errore che ci toglie amore.



sabato 4 aprile 2015

QUANDO SI SPENGONO I RUMORI DEL GIORNO, COMINCIA IL VERO FRASTUONO...

di Carmen Pistoia

Dopo che ogni rumore si sopisce, quando quasi tutti gli occhi dormono, nell'animo di qualcuno s'eleva un frastuono assordante.
Ci sono occhi che restano aperti e vedono e sentono cose acutizzarsi all'infinito.
Nascosta nel buio della notte, in fondo alla stanza dei pensieri mai detti, un'anima solitaria piange il suo dolore, certa che nessuno udirà il suo singhiozzar.
Sono le persone forti, quelle che mai mostrano fragilità poiché hanno il compito d'esser condottieri valorosi per coloro che le circondano.
Eppure, le persone forti sentono il peso del loro lottare da sole contro la tormenta, avvertono stanchezza, ma mai lo danno a vedere.
Procedono silenziosamente senza mai tradire le aspettative di chi le reputa guerriere, eppure, sono le persone più fragili della terra e, come chiunque, piangono e hanno paura.
Non esiste peso maggiore di quello di esser colonna portante dell'asse di equilibrio di chi ci circonda, ma le persone forti arrancano senza mai lamentare il peso che trascinano.
Poi, a sera, quando ogni cosa tace e anche al guerriero più forte vien concesso riposo, quell'essere così fragile si ritira nella stanza dei pensieri e lascia uscire tutto il frastuono che ha dentro.
Piange.
Poi tace.
Infine, s'asciuga le lacrime e si rialza.



venerdì 3 aprile 2015

UMILTÀ, VIRTÙ IN VIA DI ESTINZIONE...

di Carmen Pistoia

E fu così che nei tempi moderni, l'umiltà non ebbe più terreno fertile e finì per essere una di quelle bellissime virtù in via di estinzione. Oggi basta un nonnulla per vestirsi di autorità, denigrare il prossimo e innalzarsi all'inverosimile. È svilente osservare quanta gente, inizi un discorso con la frase: io sono, ma non dice il suo nome, bensì, cosa rappresenta, poi dopo aver enumerato il suo curriculum, aggiunge il nome. Non vedi più la classica stretta di mano vigorosa in cui ci si presenta per nome e ci si dice: piacere di conoscerti! No, oggi si va avanti con io sono questa o quell'altra istituzione, io sono il massimo esponente di questa o quell'altra cosa. Nulla da eccepire sulle varie cariche per carità, ma possibile che nei rapporti in genere, la fama o la carica debba precedere necessariamente il nome? Cosa c'è di tanto scandaloso nell'ipotetico incontro casuale tra un presidente di una tal carica e un umile comune mortale e presentarsi semplicemente col nome? Siamo tutti uomini generati dallo stesso Dio e, sebbene, in tanti ricoprano ruoli, cariche di potere e quant'altro, perché si deve perdere di umiltà e sottolineare la diversità del ruolo sociale ostentandolo? Lo ignoro, ma resta il fatto che l'umiltà più si va avanti e più si estingue.



giovedì 2 aprile 2015

LA CODA DI PAGLIA...

di Carmen Pistoia

Da tempi immemori, la coda di paglia, è un atteggiamento che denota quanto una persona sia cosciente del suo agire discutibile, ma villanta il contrario. Capita spesso che colui che ha la coda di paglia, si senta sempre tirato in causa oppure oggetto di chiacchiericcio lesivi. Questi soggetti, sanno bene di essere insulsi, poiché diffondono del male a destra e a manca, ragion per cui, quando si trovano anche solo ad osservare due persone di loro conoscenza che sorridono mentre chiacchierano, e subito pensano di essere oggetto di quelle risa. Chi ha la coda di paglia non si fida di nessuno, questo perché lui stesso è un soggetto che lede deliberatamente chiunque per il solo gusto di ciarlare, pertanto, vive con l'ossessione che gli altri sparlino su di lui. Tutto parte dalla sua indole ibrida, agendo meschinamente, si convince del fatto che chiunque sia alla sua stregua. Vede possibili nemici in chiunque, diventa talmente insicuro che a furia di agire con biechi sotterfugi e verità distorte a scopo lesivo, finisce per esser vittima di se stesso. Colui che ha la coda di paglia, non vive, ma striscia nel suo stesso veleno fino a restarne ucciso.



mercoledì 1 aprile 2015

QUANTO MALE FANNO LE CADUTE...

di Carmen Pistoia

Quante cadute ci riserva la vita? 

I N N U M E R E V O L I. 
E fanno male da morire, ma le cadute, sono la palestra della vita in cui impari a rialzarti e ricucire le ferite. La vita è quel filo aggrovigliato di viluppi inspiegabili che s'intrecciano e si sciolgono a seconda del grado di forza che ha nel sapersi rialzare. Cadere e rialzarsi è un'arte paziente in cui occorre avere una grande capacità funambola per mantenersi in equilibrio nell'isidiosa evoluzione che, talvolta, va verso il basso precipitosamente. Mentre cadi, poco distante, intravedi un appiglio a cui aggrapparti per rimetterti in piedi. È un'avanzare lento, ma passo dopo passo, asciughi il sangue dalle ginocchia e dal cuore, rattoppi come puoi gli strappi e ti rialzi. E così, da un capo all'altro della vita, proporzionalmente commisurato tra cadute e volte in cui ti rialzi, apprendi che nessuna strada e mai pianeggiante, e che le zone tortuose, sono quella palestra che t'addestra al saper vivere.