martedì 31 marzo 2015

L'AMORE....





LE COSE PIÙ IMPORTANTI, SONO LE PIÙ DIFFICILI DA DIRE...

di Carmen Pistoia

In qualunque ambito, amore, amicizia, famiglia, le cose importanti, sono le più difficili da dire. Vi basti pensare ai tanti esempi che, quotidianamente, accadono. Un marito che non ama più la moglie e ha già intrapreso una storia parallela con un'altra donna che gli fa vibrare cuore e schizzare a mille l'adrenalina. Ebbene, quell'uomo sa che non prova più nulla per la moglie, eppure, preferisce vivere nella menzogna e godersi una storia di nascosto, piuttosto che dire la verità. Andando avanti con gli esempi, prendiamo in esame l'amicizia, capita che quella che fino a poco tempo prima sembrava essere indissolubile, cominci a fare acqua, accade per tante ragioni, diversità caratteriali, incompatibilità verso un determinato modo di agire e mille altre ragioni, ma dire: senti non ti sopporto più perché la tua scuola di pensiero cozza con la mia, diventa difficile e si tace. Si vivono i rapporti intrappolati nella falsità, poiché affrontare a muso duro le cose, comporta coraggio, e purtroppo, siamo abituati alla viltà, sicuramente via più comoda da intraprendere. Le verità, sono quelle cose di cui ci si vergogna, poiché le parole da dire, si immiseriscono di colpo quando devono esser dette. Le verità, finché sono nella nostra testa e non vengono mutate in parole, ci appaiono sconfinate, ma una volta dette, vediamo tutto a grandezza naturale, codardaggine inclusa. Le cose importanti, quelle per cui accorerebbe prendere coraggio ed esser dette, giacciono nel punto più segreto del nostro cuore e, a volte, restano li per sempre. Eppure, potreste fare quelle rivelazioni importanti, sicuramente sareste giudicati, attaccati, ma almeno non navigherete nel mare della falsità, che in primis, affoga il vostro libero agire e vi fa vivere strisciando nell'ipocrisia.



lunedì 30 marzo 2015

PERCHE' NONOSTANTE TUTTO, IO CI CREDO...

di Carmen Pistoia

Nonostante le nefandezze di cui è pieno il mondo, io, continuo a credere in Dio, poiché il male non arriva mai per mano sua, ma per quella dell'uomo. È vero, quando un bimbo muore, ti viene da pensare: ma Dio dov'è? Eppure, nella morte di quel bimbo, c'è la mano dell'uomo. Non smetterò di credere in Dio solo perché accadono cose terribili che devastano, irrevocabilmente, le vite delle persone, sono convinta che tutto accada per una ragione profonda, solo che siamo così ciechi e sordi che tendiamo a non imparare o cogliere nulla. L'uomo è un animale strano, tendente all'autolesionismo, sa che il fumo fa male, ma fuma, sa che mangiar troppo distrugge fino a uccidere, ma si ingozza a più non posso. Eppure, nonostante tutto, continuo a credere che esiste una fetta di mondo che ancor crede, nella fede, nei valori, nell'amicizia, nell'amore e che non assorbe la negatività che porta a smettere di credere. Il cammino del credere implica avere grande anima, e purtroppo, in questo mondo fatto di apparenza, odio, disfacimento di massa, si preferisce credere nella legge del più forte piuttosto che in quella della fede. Tuttavia, la cosa non mi tange e, nonostante tutto, continuerò a credere.



domenica 29 marzo 2015

SFOGLIANDO I RICORDI...

di Carmen Pistoia

LA DOMENICA DELLE PALME NELLE CONTRADE.

Si stava meglio quando si stava peggio...
Ricordo le urla di mio padre già dalle sei del mattino: "ialzet c'ha scì benedè i palm" (alzati che devi andare a benedire le palme).
Scendevi dal letto, ti vestivi in tutta fretta e appena fuori dalla porta restavi allibita per l'ennesimo carico di rami di ulivo che tuo padre aveva preparato.
Pesava sicuramente più di me!
Ogni anno mi chiedevo: ma che diamine ne deve fare di questa fascina?
E puntualmente, si faceva il giro di tutti i parenti portando in dono il ramo d'ulivo, una sorta di processione ripetuta sempre allo stesso modo.
Borbottando e stizzita prendevo la fascina e mi recavo in chiesa.
La piccola chiesetta di largo stazione, luogo quasi allo stato primordiale.
Si seguiva la messa e poi tutti insieme si andava nel largo poco più avanti la chiesetta e Don Carmelo benediva le Palme.
Era un momento unico, il profumo che si sentiva nell'aria lo ricordo ancora oggi.
Il profumo della semplicità, dei gesti autentici e di una tradizione sentita, in quella piccola comunità che enfatizzava all'infinito il senso di questa domenica e ti faceva sentire in pace con l'universo intero.
Quella era la vera domenica delle Palme, dove il senso di pace ti restava impregnato nei sensi e nel cuore in tutta la sua profonda essenza.



sabato 28 marzo 2015

DOLORE E FORZA...

di Carmen Pistoia

Ogni volta che mi guardo allo specchio, sul mio volto, vedo tatuate a fuoco queste due cose, dolore e forza. 
In ogni ruga un solco profondo. Mi fermo e osservo le cicatrici indelebili legate a tutto quello che ho passato nella vita. Cerco di non dimenticare da dove vengo e, soprattutto, quello che mi ha reso quella che sono.
Tristezza e lacrime amare versate per accettare un destino di merda, la morte di mia sorella a soli sei anni, fu solo l'iniziazione di un percorso difficile e doloroso.
Innumerevoli quelle che chiamo ingiustizie divine, lutti gravi, ostacoli improvvisi che a colpo d'occhio parevano insormontabili, ma nella furia della tempesta, ho camminato a braccetto con tutto senza mai lamentare il peso della croce a me riservata.
Pochi sorrisi e, anche quelli, forzati, non per mancanza di gioia, ma per il terrore che mi venissero strappati via spietatamente. 
Attimi unici racchiusi nello scrigno della vita affinché potessero restare eterni. 
Con i piedi nella torba delle vicissitudini e, segnata da tragedie una peggiore dell'altra, ho puntato il mio divenire sulla voglia di vivere oltre ogni plumbea avversità, infine, ho sempre direzionato lo sguardo verso il sole per non perdere mai la capacità di trarre luce e conforto anche da pochissimo. 
Ho amato immensamente e il cielo mi ha strappato le persone che amavo, crudele atto dal quale ho appreso forza. 
Sono caduta più e più volte, e ogni volta, rialzarsi diveniva sempre più difficile, ma ho lottato per non perire e ho scelto di non morire di dolore, ma di vestirmi di forza e proseguire il cammino. 
In tutto questo, una sola cosa non mi ha mai abbandonato, la tenacia nel credere che domani sarà un giorno migliore. 
E non me ne frega niente di quello che la gente pensa o non pensa di me, io so da dove vengo, così come so quante cicatrici mi porto nel cuore, il giudizio altrui, non è un problema mio, ma loro.




venerdì 27 marzo 2015

IL TUO TEMPO E' BREVE ...

di Carmen Pistoia

Nessun tempo è infinito, e nella girandola della vita mossa dai venti, il tuo, è sempre troppo breve per sprecarlo in cose inutili.
Se chiudi una porta, non cercare di riaprirla, è solo tempo sprecato, se sei arrivato a chiuderla, significa che eri arrivato al limite. 
Impara che, per quanto doloroso possa essere, occorre allontanarsi da tutte le porte chiuse.
Davanti a te, troverai altre porte da aprire, nuove soglie da varcare e nel ticchettio del tempo che scorre via di corsa, tu devi centellinare attimi e renderli pieni.
Allontanati da quel che t' ammanta il cuore e ti fa bruciare tempo prezioso, esci di scena avvolta nel tuo silenzio come fosse un foulard di seta pura.
Impara, dal cigolio delle cose che non vanno mai come devono andare, si apprende tutto quello che c'è da apprendere.
Non c'è parola più certa di un'altra, né mentori indiscussi, esiste la volontà di imparare.
E nel bel mezzo delle negatività, spolverata da un minimo di positività, col tempo si impara a tacere anche se diamo l'impressione di parlare.
Ognuno di noi nasce senza parole, crescendo le impara, viene distrutto da esse e se ne va così come è nato, senza parole.
Conclusione?
Il tuo tempo non è infinito, per quanto ti è possibile, perlomeno, cerca di non sperperarlo a vuoto.



giovedì 26 marzo 2015

DONIAMO E RICEVIAMO...

di Carmen Pistoia

Ogni giorno nel susseguirsi delle ore che trascorriamo tra la gente, riceviamo e doniamo qualcosa. Gesti che possono apparire banali, insignificanti, ma che lasciano nel cuore una piccola traccia che va a riempire di contenuti un millesimo di secondo. Un abbraccio, un sorriso, una carezza, il semplice buongiorno detto alla vicina di casa. Gesti piccoli che però, ai cuori sensibili, regalano l'infinito. Ci vuole davvero poco per rendere speciale un giorno normale o per rendere straordinario tutto quello che è ordinario. Basta avere cuore, donare un pezzo di noi senza aspettarsi nulla in cambio. Il sorridere assieme non implica il voler bene, ma sprigiona energia positiva che colora di luce il volto di chi riceve in dono un nostro sorriso. Nel donare da cuore a cuore bisogna spogliarsi di tutto, in primis di maschere inutili atte a darci un'immagine che non ci appartiene. Chinare il capo quando si sbaglia, saper essere umili nel pronunciare la parola "scusami". Troppe volte, per orgoglio, ci chiudiamo in quest'orribile sentimento che uccide i rapporti e l'animo delle persone. Nel principio del dare avere, non deve mai mancare il dialogo continuo, incessante, poiché amare e saper donare non è mai un monologo, ma un coro a più voci in cui ci si confronta, ci si dona e ci vien donato.



mercoledì 25 marzo 2015

CAPISCI CHE SEI NULLA QUANDO...

di Carmen Pistoia

Capisci d'esser piccolissima quando il dolore fisico supera la soglia della sopportabilità e ti inchioda qualunque movimento.
Sei li inerme, non riesci a muovere nulla. Vuoi gridare aiuto, ma persino la voce t'abbandona.
Fissi il soffitto quasi a volerlo implorare. Vorticosi pensieri fanno baccano nella tua testa e stridono come i freni d'un treno in corsa quando arresta la marcia di colpo nel momento in cui, qualcuno, tira il freno d'emergenza.
Rintoccano le ore e il dolore aumenta, fino a stremarti. Capisci solo allora che per quanto ci si possa sentire forti, se il fisico cede, tu non puoi nulla.
Preghi.
Osservi il declino del tuo corpo e non riesci neppure a piangere, poiché ti rendi conto, che non servirebbe a nulla.
Con tutta la volontà che possiedi, provi a superare l'ennesima battuta d'arresto, ma per oggi hai perso la partita, chiudi gli occhi e provi a dormire sperando che al tuo risveglio svanisca il dolore e tu possa nuovamente muoverti.
Non siamo che il nulla, eppure, in tanti si credono invincibili...



martedì 24 marzo 2015

NEL MIO SILENZIO...

di Carmen Pistoia

Nel silenzio assordante del mio fare, ho chiuso porte che difficilmente riaprirò, ma non per orgoglio, semplicemente per rispetto verso me stessa. Se m'allontano in silenzio chiudendomi alle spalle una porta, non è per codardaggine, ma solo perché dopo aver provato a tenerne aperte 99, alla centesima, ho detto basta poiché in tutto il mio voler spiegare o far spiegare, ho ricevuto solo orecchio da mercante.
Prima di chiudere la centesima porta, attraverso le altre 99, provo a chiarire, enumerare quel che non va, ma molto spesso, accade che si è circondati di persone sorde che l'unica cosa che odono è la propria voce e le proprie ragioni in barba a quel che tu cerchi, disperatamente, di far capire.
Conclusione?
Nel mio voltarmene e andarmene in punta di piedi, non c'e mai chiusura, ma esasperazione allo stato puro.
Non puoi illuminare gli occhi di chi non vede altro che se stesso, né puoi far ascoltare la musica del tuo cuore a chi si limita a sentir l'eco della propria voce infischiandosene delle melodie di cui è fatto l'intero spartito della vita con la sua moltitudine di note.



lunedì 23 marzo 2015

MENDICARE...

di Carmen Pistoia

Mendicare amore
e trovare il vuoto.
Mendicare un abbraccio
e non trovar che gelo.

Aggirarsi tra la gente
e non veder nessuno.
Mendicare parole
e trovar silenzi.

Nel cielo punteggiato di stelle
vederne una solitaria a nord
e rispecchiarsi.
Mendicare luce
e trovare buio.

E mendicando nelle vie dell'infinito
mi perdo nel labirinto della vita
mendicando aria
per sentirmi viva.




UNA PERSONA LO CAPISCE QUANDO...

di Carmen Pistoia

Nel vivere quotidiano, una persona lo capisce quando l'aria che respira abitualmente sta cambiando, i suoi sensi sono percettibili a tutto, essi, sono indicatori infallibili che trasmettono la verità ancor prima che venga comunicata.
Le persone di buon senso, siedono sulla battigia della vita e parlano a chiare lettere a se stesse e, quando le cose mutano, ammettono serenamente: "ormai sei di troppo".
Una persona autocritica lo capisce quando si arriva a rinnegare quanto si è donato, unicamente per una rivalsa di qualche natura.
Quando arriva a comprendere di essere di troppo, coscientemente, s'allontana in silenzio.
Essa, conserverà per sempre nello scrigno dei ricordi, ogni istante donato per rallegrare, i baci scambiati per amore, i tanti sorrisi per abbagliare più del sole, le mani sempre tese per sostenere la furia del vento, le lacrime trattenute per non arrecare disturbo.
Una persona lo capisce quando passa da essere valore aggiunto, a quando diviene pesante fardello da trascinarsi dietro per forza di cose.
Eppure s'allontana senza fare rumore. Si isola col pensiero e si domanda: "chissà se un domani ricorderà d'avermi incontrata, chissà se dopo avermi messa nell'angolo più buio e nascosto della sua vita, ricorderà il sole che gli ho donato.
Già, chissà se arriverà mai a comprendere che le persone come quelle che ha appena perso, si incontrano rare volte nella vita".
Tuttavia, in cuor suo, la persona che ha animo per capire, è cosciente del fatto che chi si lascia scappar di mano le persone speciali, resterà sempre solo, poiché sarà circondato unicamente da individui scelti come pedine non pensanti per innalzare il proprio alter ego e sentirsi dire, continuamente: si!



domenica 22 marzo 2015

LO SPECCHIO DELL'ANIMA...

di Carmen Pistoia

Il luogo comune che gli occhi sono lo specchio dell'anima, non è poi così distante dalla verità, anzi, direi che è assolutamente veritiero. Dalle tante persone che si sono rivelate false, ho riscontrato tratti somatici inconfondibili che ne tracciano una vera e propria mappa stampata in pieno viso. Tutto parte proprio dagli occhi e si estende per tutto il viso. La persona falsa e invidiosa ha un modo di inarcare le sopracciglia che tendono verso il centro della fronte, a mo di una x. La bocca tende ad andare verso il basso, e non è mai rilassata. Gli occhi hanno uno strato di opacità, mai limpidi, sembrano patinati da un velo grigio. Lo sguardo non è mai disteso, ma tende ad assumere la classica cera brutta. La persona falsa e invidiosa ha un modo di guardare che mette quasi a soggezione, ma di primo acchito ci può sembrare che quella sensazione a pelle, sia imputabile alla scarsa conoscenza che abbiamo di lei. Tuttavia, se ci facciamo caso, quella sensazione persiste nel tempo. Quando siamo accanto a persone invidiose o false, non ci sentiamo mai serene e c'è sempre qualcosa che ci irrigidisce. Molte volte, rifiutiamo di vedere quello che abbiamo d'innanzi agli occhi sin dal primo istante in cui ci rapportiamo con una persona, poi, a distanza di tempo, tutto si rivela e ci rendiamo conto che quell'impatto che avevamo avuto, altro non era che verità. Siamo soliti non ascoltare o non voler vedere quel che da sempre è davanti ai nostri occhi, viviamo col beneficio del dubbio e diamo modo a chi incrociamo sul cammino di smentire le nostre sensazioni o di rivelarle appieno. In ogni caso, è facile comprendere l'animo di chi abbiamo di fronte, sia dai tratti somatici che sono sempre indicatori di verità, sia dalle sensazioni che ci trasmettono dal primo istante.
Stesso discorso vale per le persone sincere.
Le sopracciglia sono sempre distese, gli angoli della bocca vanno verso l'alto, gli occhi racchiudono una limpidezza meravigliosa, sembrano avere incastonato nello sguardo gocce di rugiada pura. Dal primo istante che le incontri, hai subito la sensazione di agio, serenità, pace nel cuore. 

Conclusione? Impariamo ad attivare i cinque sensi quando ci approcciamo ad una nuova conoscenza, quasi sempre, la risposta a come si rivelerà in futuro, l'abbiamo d'innanzi agli occhi.



sabato 21 marzo 2015

SE UN RAPPORTO SI LOGORA, NON SI APPIANERÀ MAI PIÙ...

di Carmen Pistoia


Nell'immaginario di tutti noi, è solito pensare, che quando un rapporto si logora, basta parlarne e si riaggiusta tutto.
Utopia!
Una volta giunti al punto di rottura, difficilmente si potrà riaggiustare il tiro.
Vi basti pensare ai matrimoni che si increspano a causa di un tradimento, il tradito, in virtù di quanto ha da difendere, farà di tutto per riportare a casa il traditore, ma non funzionerà.
Il tempo non guarisce certe ferite, e se un vaso si è rotto, per quanto tu possa averlo riattaccato a dovere, dalle crepe, farà sempre acqua.
Stessa regola vale negli altri rapporti che viviamo, se s'incrina per qualcosa che abbiamo fatto o ci è stato fatto, difficilmente si tornerà come prima.
La delusione è quasi sempre la via del tramonto d'ogni rapporto.
Se un marito o una moglie ci tradisce, ci perde, non servirà ricucire il rapporto, poiché annidato sotto la superficie dell'anima, ci sarà sempre il ricordo del dolore che logorerà il cuore.
Il dialogo non rimette a posto le cose, serve a comprendere, ma non cancella il punto di rottura.
La cosa migliore che si può fare quando una persona ci ferisce fino a creare crepe profonde nel nostro cuore, è allontanarsi, lasciarsi alle spalle quello che si è vissuto e ricominciare.
Chi s'illude che, dopo ferite inferte al cuore, si possa chiarire, perdonare e ricominciare, si prende in giro da solo.
Le ferite si superano lasciandosele alle spalle.
Il perdono esiste, ma cambiando strada, poiché dopo una grande delusione, per quanto tu possa sforzarti, non riuscirai più ad essere quella che eri prima.



venerdì 20 marzo 2015

LA VERA IMPRESA, AL GIORNO D'OGGI, È RESTARE NORMALI...

di Carmen Pistoia

In una società dove la corsa al distinguersi gli uni dagli altri, per poi essere tutti dannatamente uguali, la vera impresa è restare normali! Ci affanniamo nella ricerca dell'originalità ad ogni costo e finiamo per essere banali. Ognuno impegnato nella lotta al migliore, dove la legge di fondo recita: "io sono quel che tu mai sarai". Arroganza, presunzione e spietatezza, tutto condito da una fame di protagonismo assoluto. È avvilente osservare una così elevata forma di ricerca di assolutismo, per poi verificare, che di fatto, alla fine si assomigliano tutti. Restare normali sembra essere diventata una cosa di nicchia, tutti vogliono esser "qualcuno", tutti con il proprio pezzo di gloria da sbandierare e ognuno fermo sul podio di potere che ha raggiunto. Ecco perché, tra l'esser "qualcuno" e il restare "normale", ho scelto la seconda opzione, perlomeno, sarò libera di esser tale, e nessuno ci farà caso.


giovedì 19 marzo 2015

TRA LE LACRIME PENSO: E ORA CHI...

di Carmen Pistoia

E' sera, fuori c'è vento e in me si agitano pensieri cupi. Ho freddo, credo d'aver qualche linea di febbre, ma non è questo che mi preoccupa. Seguo con le dita il profilo dei ricordi, accarezzo il domani esitando e, tra le lacrime, penso: chi asciugherà i miei occhi visto che tu dal cielo non potrai. Chi mi aiuterà ad alzarmi dal letto quando le mie gambe saranno malate e non riusciranno più ad aver forza per muovere passi autonomi. Chi mi accompagnerà nella tormenta quando imperseveranno le difficoltà. Chi terrà la mia mano quando sfinita dal dolore cadrò così in basso fino a rasentare quel limite da cui, far ritorno, è quasi un'utopia. Chi mi sussurrerà parole rinfrancanti affinché il mio cuore ritrovi forza nuova. Chi sorriderà dei miei difetti. Chi coccolerà i miei pensieri. C'eri tu e una promessa d'amore che Dio ha diviso. Oggi ci sono io, ancora qui, e mi chiedo chi, se non tu da lassù, sarà ancora faro nella notte pronto ad illuminare ogni mio passo. Manchi maledettamente,il tempo passa ma il vuoto incolmabile resta, mi giro su un fianco e m'addormento piangendo.



ENTRARE NEL CUORE DI UNA PERSONA NON È MAI UNA CONQUISTA, MA UN'OPPORTUNITÀ...

di Carmen Pistoia

Nell'istante in cui una persona ci concede di entrare nel suo cuore, non ci sta dicendo: " mi hai conquistata", ma semplicemente, " ecco, ti concedo l'opportunità di farne parte". Da quel momento in poi comincia un cammino fondato su tante cose: fiducia, sincerità, arricchimento reciproco, crescita e costruzione di un qualcosa. Un solo errore non dobbiamo commettere, pretendere di avere senza aver coscienza di cosa diamo. L'opportunità la concediamo a chi entra nel nostro cuore, ma anche a noi stessi. Nello scambio del dare avere non bisogna mai pesare le misure a proprio favore, anzi, se sei in grado di dare l'anima, fallo smisuratamente e non pentirtene mai, a prescindere dall'epilogo. Mettere il cuore in ascolto e lasciare fluire il battito dell'altro è qualcosa di unico. Ecco perché, nell'istante in cui una persona ci concede di entrare nel suo cuore, non è mai una conquista, ma sempre un'opportunità. Adagiarsi sulla convinzione della conquista porta all'apatia, all'abitudine, al non amore, alla fine. Diversamente, prendere tutto, quotidianamente, come un'opportunità, porta alla continua ricerca dell'altro, allo scoprirsi, conoscersi e stupirsi ogni giorno di dettagli nuovi. Vivi ogni giorno come se l'altro ti stesse concedendo la più grande opportunità della tua vita e riempila di passione, interesse, voglia di esserci, vedrai che tutto avrà un brivido in più e ti sentirai continuamente stimolato nel cogliere quell'opportunità.



mercoledì 18 marzo 2015

MISTERI...

di Carmen Pistoia

Dormi.
Sobbalzi nel sonno.
Voci lugubri
in fondo la stanza.
Tremi.
Non vuoi ascoltare.
Qualcuno
dal buio
ti chiama per nome.
Ti si gela il sangue nelle vene.
Sei sola.
Un'alito di vento
solleva le tende.
Mesta figura
appare.
Paura.
Eppur t'avvii nel buio.
Scalza
muovi passi lenti.
Sfidi quelle voci
e i tuoi occhi
vedono.
Voci
divengono volti.
Non sognavi.
Attimi muti
e tutto scompare.

E' DIFFICILE TROVARE "LE PERSONE GIUSTE"...

di Carmen Pistoia

In amicizia, come in amore, è difficile trovare le persone giuste che andranno a portare valore alla nostra esistenza, ma è un gravissimo errore, accompagnarsi con quelle sbagliate.
Un vecchio proverbio recita: "i parenti me li da Dio, gli amici li scelgo io". Ebbene, la chiave di volta è proprio in questo,scegliersi! 
Spesso, accade che subiamo le persone, vuoi per aver valutato male di primo acchito, vuoi perché nessuno è mai come sembra, o semplicemente perché tutto è in continuo mutamento.
Nella vita è fondamentale scegliersi, laddove abbiamo facoltà di farlo. 
A che serve subire un amore o un rapporto di amicizia se vengono a mancare, per una ragione o per un'altra, i presupposti essenziali per continuare?
Ecco perché, quando ci rendiamo conto che un amore o un'amicizia non è come ci era sembrata all'inizio, occorre fare la scelta di separarsene. 
Non c'è nulla di negativo nel rendersi conto che, a distanza di tempo, quella determinata persona non fa per noi, capita di sbagliarsi e, quando ce ne rendiamo conto, è giusto fare un passo indietro. 
Cambiare opinione su una persona non è sinonimo di volubilità, ma semplicemente di approfondimento della conoscenza. La vita è breve, perlomeno, proviamo a viverla con persone che portano un valore aggiunto e non con chi ci soffoca il sorriso. 
Esiste un uno per ognuno, in amore e in amicizia, scegliere "le persone giuste", aiuta a rafforzare il proprio equilibrio e a vivere sereni. 
Questo non significa che, quelle persone siano sbagliate, ma che lo sono per noi, per il nostro modo di essere.




martedì 17 marzo 2015

PREGHIERA...

di Carmen Pistoia

Signore,
addomestica la mia volontà,
affinché non reagisca,
agli schiaffi violenti della vita.
Donami saccenza, coscienza e pazienza 

nel saper porgere l'altra guancia.
Insegnami a comprendere l'incomprensibile,
ad accogliere
l'inaccoglibile.
Innesta in questo cuore saturo di cicatrici,
il germoglio della speranza.
Struttura le pareti della mia anima,
affinché siano robuste per sopportare le ingiustizie.
Donami equilibrio, senso del perdono e cuore aperto 
che sappia puntare solo verso il bene.
Signore,
tendo la mia mano verso il cielo 
per non perdermi nella tormenta,
lascia che afferri la tua,
camminiamo assieme
nel cammino dei giusti.
Signore,
la tua umile serva
t'implora,
accendi dentro me
la fiammella della forza,
orientami nel buio.
Signore,
il mio cuore è tuo,
insegnami ad accettare l'inaccettabile
e sarò libera.




GENERAZIONI DI SOLI...

di Carmen Pistoia

Nell'infinita moltitudine di persone che popolano il pianeta, ognuno di noi, a modo suo, è solo nella propria dimensione. Ognuno di noi diviene bravo ad essere solo tra la gente, poiché trovare simili, è come aggirarsi a piedi nella galassia. Vivere tra la gente, spesso e volentieri significa tacere, fingere di stare bene, trattenere le lacrime fino a farti scoppiare gli occhi. Vivere tra la gente con quell'insostenibile voglia di arrendersi e mandare tutto a puttane dopo l'ennesimo cazzotto nel fegato incassato all'infame da chi non te lo aspettavi. Ti senti solo, dannatamente ferito, incompreso, deriso,abbandonato in balie delle correnti emozionali che sollevano onde altissime e affogano la tua forza. Cadi inesorabilmente, ma devi rialzarti, devi farlo sempre, poiché il mondo che reggi sulle tue spalle crollerebbe se tu decidessi di non rialzarti più. Poi, accade che due solitudini, in sintonia sulle frequenze del cuore, odano la medesima nota e s'incontrano. Tra echi e rumori, dalla folla, s'eleva il suono dell'anima dell'altro, questo non dissolverà la propria solitudine, ma farà dimezzare il peso dell'esser soli e ci si sentirà meno alieni. Nella voce di quel cuore in ascolto udiremo un minimo di familiarità, un pizzico di noi e una spolverata di compagnia. Piangerai dall'emozione, darai fondo al maggior numero di lacrime trattenute, cercherai di esaurirle, affinché nel nuovo giorno che andrai a cominciare, tu abbia solo sorrisi. E da quel momento in poi, non sarai più completamente solo, ma solo a metà.



lunedì 16 marzo 2015

CI STRATIFICHIAMO DI SUPERFLUO...

di Carmen Pistoia

La riflessione di oggi nasce da una banale circostanza. Mi sveglio, preparo il mio solito caffè e mi accorgo d'aver finito lo zucchero per l'ennesima volta. Mi dico: " accidenti, come faccio a prendere il caffè senza i miei abituali due cucchiaini e mezzo di zucchero, il caffè amaro mi fa troppo schifo". Tuttavia, l'aroma che si diffonde in cucina è troppo tentatore, così, riempio la tazza e provo a sorseggiarlo. Mi stupisco di quanto sia buono e di come le papille gustative riescano a percepire il retrogusto dolce. Stregata da cotanta bontà, ne gusto ancora una tazza e tra me e me faccio una considerazione. Siamo così abituati a coprire il gusto delle cose che ci dimentichiamo il vero sapore. Lo facciamo col cibo, col nostro modo di fare, insomma, siamo tendenzialmente inclini a coprire e stratificare di superfluo la naturalezza di ogni cosa, e così, finiamo per dimenticarne l'autenticità di base. Conclusione? Forse, dovremmo imparare a fare a meno del superfluo e gustarci appieno il gusto vero delle cose, persone e sentimenti. Tutto quello che modifichiamo, ci fa perdere il piacere di assaporare con gusto autentico ogni cosa.



domenica 15 marzo 2015

I BAMBINI E LA LORO VISIONE DELLA VITA...

di Carmen Pistoia

In coda alla posta i miei occhi s'incantano d'innanzi ad una scena. 
Un nonno col nipotino che a colpo d'occhio avrà 4 anni. 
Il nipotino gioca con le mani del nonno e fa un'osservazione: "Nonno, le tue mani hanno tante grinze, tu sei vecchio vero"? 
Il nonno: "Si Davide, il nonno è molto vecchio e le grinze che vedi sono gli scalini del tempo che mi hanno lasciato le orme sulla pelle". 
Nipotino: "Allora se sei vecchio tu morirai, ma io non voglio che tu muoia nonno, pensi che se strillo, piango e faccio i capricci, Gesù ti lascia vivere per farmi smettere"? 
Nonno perplesso e in serie difficoltà: "No Davide, Gesù non può accontentarti, poiché lassù in paradiso, ha bisogno di tanti nonni per i piccoli angeli del cielo". 
Nipotino: "Gesù è cattivo perché vuole che io pianga". 
Nonno tace. La visione delle cose che possiedono i bambini, a volte, toglie le parole.



sabato 14 marzo 2015

CRIMINE NON PUNIBILE LEGALMENTE, MA CHE MERITEREBBE L'ERGASTOLO...

di Carmen Pistoia

Esiste un crimine devastante che però non è perseguibile penalmente ed è l'omicidio preterintenzionale volontario dell'anima. In cosa consiste? Semplice, è un delitto invisibile, impunibile, ma che lascia nella vittima uno strascico di dolore terribile. Quando ti uccidono l'anima, lo fanno con una crudeltà immane, prendono la parte migliore di te e la disintegrano. Chi commette questo crimine è sempre una persona di cui ci si fida ciecamente. Agisce con una meschinità aberrante, mai potresti pensare che, a tua insaputa, sta tessendo la peggior sorte che ti potrebbe toccare. Tu hai una fiducia estrema in questa persona e nella tua ingenuità, mai immagineresti che potrebbe farti del male, invece, essa, sta già architettando silenziosamente tutti i dettagli dell'omicidio. Sei la sua preda perfetta, proprio perché ha la tua totale fiducia. Quell'omicida senza scrupoli, comincerà dalla periferia della tua anima per poi arrivare a svuotarti completamente. Con una maestria incredibile, ti ruberà l'anima, te la violenterà in ogni sua parte fino ad ucciderla, uccidere quella che eri prima di finire nella sua abominevole rete. La cosa orribile è che tanta inaudita violenza, non è punibile, poiché il delitto dell'anima, non lascia tracce tangibili se non il sangue nel cuore che solo tu puoi vedere e sentire per il resto dei tuoi giorni. Tuttavia, sebbene tu sia stata uccisa e chi ha commesso il crimine non sarà mai punito, puoi comunque fare di tutto per risorgere dalle ceneri e riscattare la tua anima. Tu ti rialzerai se lo vorrai, ma chi ha commesso il crimine, prima o poi perirà nel suo stesso male, poiché se è vero che per questo genere di reato non esiste pena legale, resta il fatto che c'è un giudice supremo che alla fine della fiera fa scontare ogni pena.



venerdì 13 marzo 2015

NON IMPORTA IN QUANTI PEZZI IL TUO CUORE SI È SPEZZATO, TU DEVI RIPARTIRE...

di Carmen Pistoia

Quante persone e situazioni ci spezzano il cuore, ma il mondo non si ferma per darci modo di riprenderci e ripartire. Tutto scorre inesorabile e tu rimani indietro annaspando. Delusioni, amarezza, solitudine e tutto quello che ti spezza il cuore, ti inchioda il passo e ti costringe ad arrestarlo. Sei lì, arenato come non mai e vedi il mondo andare veloce anche senza di te. La vita sorride sorniona, quasi sprezzante di quanto ti affossa. È come se ti sfidasse, ti solletica col suo baraccone di burattini festosi e ti dice: " muoviti, rialzati, ti stai perdendo tutto quello che di bello la vita ha ancora in serbo per te". E tu ti indisponi, ti senti quasi preso in giro dalla sfrontatezza della vita che ti enumera le infinite gioie che vivono gli altri. Ti senti sbeffeggiata, e non tolleri l'irriverenza della vita che ti scorre sotto gli occhi in tutta la sua bellezza. Poi, qualcosa in te muta. Le lacrime di colpo si fermano. Il dolore s'intontisce e diviene ammaestrabile. Con volontà incoercibile, addomestichi il tuo sentire e lo obblighi a ripartire. Ti alzi e cammini ancora, sebbene con una parte di te morta per sempre, riparti da quella piccola fiammella ancora accesa e fondi i tuo divenire sulla speranza che domani sarà un giorno migliore.



giovedì 12 marzo 2015

ABBIAMO PERSO LA SPONTANEITÀ...

di Carmen Pistoia

Sempre più spesso, in un mondo troppo costruito da stereotipi d'ogni tipo, finiamo per perdere di spontaneità. Eppure, era così bello esserlo, lasciarsi andare ad un sorriso, farsi coccolare dal suono di una risata, fare come i bambini che quando hanno voglia di una carezza ti prendono la mano e te la mettono sul viso. Non esiste cosa più bella che essere spontanei e non violentarsi psicologicamente attuando atteggiamenti che stiano al passo con l'evolversi dei tempi. La spontaneità è una cosa che libera la nostra natura e la guida attraverso i vari sentimenti. Detesto le anime geneticamente modificate per forza di cose, odio veder mutare la spontaneità in una sorta di automi tutti maledettamente uguali. Si perde di identità pur di adeguarsi alla corrente comune. Tuttavia, voglio sforzarmi di restare spontanea, proprio come da bambina, mi sfilavo le scarpe e correvo a piedi nudi nelle pozzanghere formate dalla pioggia estiva. Chissenefrega del giudizio altrui, di essere impopolare o fuori tempo, meglio ballar da sola e sentirmi comoda nel mio abito demodè, piuttosto che farmi intontire dal frastuono altrui in cui tutto c'è, fuorché qualcosa di me.



mercoledì 11 marzo 2015

L'INESORABILE RISULTATO DELL' ASSENZA...

di Carmen Pistoia

All'assenza ci si abitua, mera rassegnazione della natura umana, ovviamente, ci sono assenze a cui non ci si rassegna mai, ma quella è un'altra storia e parlo dell'assenza legata alla perdita di persone care.
Per tutto il resto, ci si abitua.
Ci si abitua al non amore, alla solitudine, a perdere per strada amici, lotte, ideali e sogni. 
Ci si abitua alle case vuote, alle tasche bucate, alle angherie dei prepotenti.
Ci si abitua a far a meno di tutto e tutti, questo, quando ci si rende conto che la nostra serenità non la generano gli altri ma noi stessi.
E così, abitudine dopo abitudine, rinuncia dopo rinuncia, impariamo a riconoscerci, ad accettarci per quello che siamo e a non colpevolizzar nessuno per la piega che prende la nostra vita, chiamiamo persone, cose e situazioni con il giusto nome e andiamo avanti per la nostra strada a passo più spedito.



martedì 10 marzo 2015

I LECCHINI...

di Carmen Pistoia

Ibridi senza personalità che vivono nella scia altrui a seconda del proprio egoistico bisogno. La categoria dei lecchini credo sia la "razza" più detestabile, perlomeno, per quel che mi riguarda. Gente che cambia bandiera politica, ideali e quant'altro, a seconda del vento che tira. Questa categoria di individui, passerebbe sul cadavere della propria madre pur di compiacere il lecchinato di turno. Li vedi difendere l'indifendibile, appoggiare l'inappoggiabile. Trascorrono la propria esistenza a lecchinare il politico di turno, o comunque ogni figura che esercita una qualche carica sociale di prestigio. La cosa abominevole è che quelle stesse persone, alle spalle del lecchinato, sparlano nella maniera più terribile dello stesso. Sanno di essere delle nullità, ma vivono vendendosi al miglior offerente assicurando il massimo dei servigi, peccato che dura il tempo di un'offerta migliore. Francamente, non saprei chi tra lecchino e lecchinato mi faccia più pena, poiché il primo sa di essere un ibrido, il secondo si illude che quell'ibrido sia realmente preso dalla causa o la persona che sta lecchinando.



lunedì 9 marzo 2015

SE SAI VIVERE COSÌ, SAI APPREZZARE IL DONO DELLA VITA...

di Carmen Pistoia

Se nonostante tu viva in un mondo complicato, riesci a mantenere la tua semplicità, sai vivere. Se nonostante tu viva in un mondo ingiusto, riesci a rimanere giusto, sai vivere. Se nonostante tu viva in un mondo disonesto, riesci a restare onesto, sai vivere. Se nonostante tu viva in un mondo fatto di falsità, riesci a restare autentico, sai vivere. Se nonostante tu viva in un mondo fatto di invidia e bassezze, riesci ad esserne immune, sai vivere. Chiunque ti circondi e qualunque cosa si accosti a te, tu non smettere di CREDERE, in Dio, nell'amore, nell'amicizia e in tutto quello di buono di cui è fatto il mondo in cui vivi. È facile odiare, sparlare, far del male, essere ingiusti, falsi e disonesti, difficile è, l'esatto opposto, ma se riesci nell'intento, sai vivere!


domenica 8 marzo 2015

DONNA, SFOGLIANE L'ANIMO E COMPRENDILA...

di Carmen Pistoia

Se vuoi davvero conoscere l'essenza di una donna dovrai sfogliare le pagine del suo animo lentamente. Girare le pagine del suo sentire ad una ad una e soffermarti sui dettagli e, laddove è necessario porre più attenzione, tornare a rileggere le stesse pagine ripetute volte fino a comprenderne la complessità. Sarà una lettura lunga, a volte fastidiosa, altre volte pesante, altre ancora meravigliosa. Se saprai leggere tra le righe troverai una favola avventurosa, un solo consiglio, se tanto ti sarà piaciuto leggere quelle pagine, potrai tornare a leggerle altre mille volte e ogni volta ci troverai dettagli nuovi. In tutto il tuo sfogliare le pagine, ricorda di maneggiare con cura quel meraviglioso libro per non sciuparne i fogli, amane ogni riga e proteggi la sua essenza sopra ogni cosa.



sabato 7 marzo 2015

NON VOGLIO ARRENDERMI...

di Carmen Pistoia

Nell'ineluttabile trascorrere dei miei giorni, dieci, cento, mille volte inciampo nelle brutture della vita, ma non voglio arrendermi all'idea di rialzarmi ogni giorno e tornare a godere della luce del sole che mi accarezza i sensi e mi dona benessere. Nella mia lotta quotidiana per contrastare cattiverie, falsità e tutto quello di negativo di cui è infestato il mondo, me ne resto nascosta all'ombra di tutto e osservo tutti i colori che mi circondano. Non voglio arrendermi al nero, né cedere il passo alla fragilità e, sebbene faccia parte di me, cerco comunque di non perire. Non voglio arrendermi al disamore generale, né alla disillusione che seppellisce i sogni, no, io voglio credere che esiste un destino ancora a me sconosciuto saturo d'amore e sogni. Non voglio arrendermi e finché il mio cuore batterà, mi aggrapperò con le unghia sulle pareti scoscese di quel che muore e proverò a mantenerlo vivo. Rianimerò costantemente il mio credo, annaffierò quel vaso di viole chiamato amore e non smetterò mai di credere in un mondo migliore. Non voglio arrendermi e sono certa che trovare la propria poesia e vivere col sole in viso, non sia utopia, ma una piccola magia che prende vita nel cuore di colui che crede.



venerdì 6 marzo 2015

TROPPE VOLTE...

di Carmen Pistoia

Troppe volte, per indole fondamentalmente buona, ho permesso a persone spregevoli di ferirmi, ma ora basta, tutto ha un limite e i martiri e il martirio lo concede solo la chiesa.
Troppe volte ho perdonato persone che non meritavano, l'ho fatto perché sono una persona che crede nel perdono e nelle seconde possibilità, ma questo porta gente senza scrupoli a reiterare nel reato, certe, che tanto tu sia pronta a perdonare ad oltranza. Troppe volte ho donato fiducia a chi me l'ha bruciata creandomi sofferenza e disamore verso me stessa, questo perché prima di tutto provo a comprendere dove ho sbagliato e mi metto in forte discussione, purtroppo, a volte, esistono verità che per quanto tu voglia giustificarle, sono fondamentalmente malate. Troppe volte ho donato a piene braccia amore incondizionato, e non mi pento d'averlo fatto, eppure, esiste gente che non merita amore poiché un cuore non ce l'ha e usa quello che tu gli doni come punto di forza per sentirsi onnipotente. Troppe volte ho domandato scusa, anche quando non avevo torto, ma che per quieto vivere, piuttosto ho chiesto scusa e non che ho contrastato la prepotenza di chi voleva avere ragione ad ogni costo. Troppe volte si fanno cose che vanno contronatura, questo perché si ha troppo rispetto del prossimo e di coloro che ci circondano, ebbene, commisuratamente, troppe volte si viene calpestati proprio per il fatto di essere troppo buoni! Il troppo storpia ed io ho deciso di non farmi storpiare più da nessuno, troppe volte l'ho permesso, fino ad annullarmi, ma tutto ha un tempo, ed ora e tempo di reagire e dire: BASTA NON CI STO PIÙ!



giovedì 5 marzo 2015

LA VERITÀ DEL TEMPO...

di Carmen Pistoia

Esiste una verità che si rivela solo nel tempo ed è sempre illuminante. Quante volte ci è capitato di scoprire a distanza di tempo sfumature opposte a quelle viste di primo acchito? Accade spesso direi. Nella vita incespichiamo in situazioni e persone celate dietro falsa apparenza, ma il tempo, ne rivela il reale volto. Il tempo svela fatti e persone per quello che sono, a volte, non è necessario neppure ricercare verità poiché si svelano da sole. Nel nostro marciare quotidiano sui sentieri della vita, incrociamo una molteplicità di volti, personalità, attori e figuranti, pochi quelli che restano immutati nella loro essenza, molti, quelli che si rivelano l'opposto di quello che ci sono sembrati inizialmente. Ma perché accade? Semplice, recitare è una dote innata, la differenza sta solo nel copione che si decide di interpretare. C'è chi decide di interpretarne ogni giorno uno diverso e chi ama interpretarne uno per tutta la vita. La differenza tra le due tipologie di interpretazione è fondamentalmente una, colui che interpreta se stesso rimane se stesso anche nel tempo, colui che recita, muta a seconda di chi ha di fronte, ossia, interpreta mille ruoli diversi e lo fa perché non possiede nulla di immutabile.



mercoledì 4 marzo 2015

IL SAPORE DELLE COSE SEMPLICI...

di Carmen Pistoia

Amo le cose semplici, le persone genuine, quelle che sanno osare dicendoti in faccia quello che pensano, nel bene o nel male e a prescindere da come io possa prenderla.
Amo la gente umile, priva di manie di grandezza.
Amo girare in jeans, scarpa da ginnastica e con la faccia pulita.
Amo che mi si accetti per come sono, difetti inclusi, idem faccio con gli altri, è bello accettarsi e rispettarsi per come si è.
Amo le persone così come sono, non cerco mai di cambiarle solo per farle somigliare a me.
Amo la spontaneità in ogni circostanza e pazienza se appaio banale o stupida, sono così, semplice, umile, ma fiera di esserlo.
Amo il sapore dei gesti semplici, un sorriso sgorgato da una scemenza, una battuta idiota fatta senza fine secondario.
Amo camminare a cuor leggero, non mi importa di come camminano gli altri, né tanto meno giudico la loro andatura.
Amo circondarmi di persone come me, quelle con cui non devo dimostrare, né tanto meno giustificare il mio modo di essere.
Amo alzare lo sguardo al cielo, vestirmi del miracolo del sole che mi scalda ed essere, quotidianamente, grata a Dio per tutto quel che mi concede di vivere.
Sono una donna che vive di poco, ma quel poco, amo che sia vero.



martedì 3 marzo 2015

L'AMICIZIA È UN'ALTRA COSA...

di Carmen Pistoia

Tra dire di essere amici ed esserlo davvero, in mezzo, ci passa un abisso.
È vero quello che si dice, ossia, che l'amicizia è un vaso di fiori che va innaffiato costantemente, ma è anche vero che l'amicizia deve essere un dono privo di aspettative,pretese e giudizi gratuiti.
L'amico/a, non sta a misurare quello che ti dona per poi chiederti l'esatto corrispettivo.
L'amico/a, dona a prescindere.
L'amico/a, non è colei/ui, che alla prima occasione ti rinfaccia di esserti stato vicino nel tuo momento peggiore facendoti sentire la persona meno grata del mondo, l'amicizia vera, non rinfaccia, ha piacere di esserci e mai presenta il conto di quanto ti ha dato.
L'amico/a, vera non ti giudica, non sta attenta ai tuoi errori e non ti dice come devi essere.
Amicizia è accettarsi nella diversità e rispettarsi al di là dei difetti.
Tutto quello che viene rinfacciato, in realtà non è mai stato donato per amicizia, ma solo per un proprio tornaconto.
Se doni una carezza non la rinfacci, ma te la leghi al cuore fiero d'averla donata.
Conclusione?
Chi, a posteri rinfaccia, non è mai stato amico e non sa neppure cosa significa essere amici.
Chi non perde occasione per farti notare quanto tu sia sbagliato/a, non è mai stato/a, amico/a, l'amicizia non giudica, ma ama e basta.
Chi ti chiede di dimostrare, è solo colui che del dono del dare, non ne ha mai compreso il senso.
L'amicizia è donare,donarsi, non giudicare e accettare l'altro in tutta la sua essenza e averne un profondo rispetto, tutto il resto è finzione a scopi celati da altro.



lunedì 2 marzo 2015

SI VOLTANO LE PAGINE...

di Carmen Pistoia

E così, mentre il nostro cammino si delinea, si voltano pagine di vita vissuta traendone le somme. Per alcune di esse, si ripone il libro nel baule dei ricordi e si lascia giacere li, per altre, si decide di voltarle e scriverne di nuove. Spesso, il nostro inconscio si protegge da se stesso evitando di tornare sul "luogo del delitto" e rileggere quanto si è già scritto. Tuttavia, sebbene ci si rifiuta di rileggerle, quelle pagine, non si possono cancellare poiché fanno parte del libro della nostra vita. Tutto resta, seppur apparentemente messo da parte, vivo dentro noi ed è giusto che sia così poiché lo abbiamo vissuto nel bene o nel male. La vita, nella sua complessità, ci insegna che bisogna procedere in avanti e non fossilizzarsi sull'indietro. A fronte di questo, ognuno di noi decide come, quando e perché, voltare determinate pagine, riporre il libro e provare a scriverne uno nuovo. Conclusione? A volte, voltare alcune pagine, è essenziale per andare avanti, fermo restando, che nulla e nessuno cancella quelle già scritte, neppure il tempo.



domenica 1 marzo 2015

PROVARE A GUARIRE...

di Carmen Pistoia

Quando la vita ci procura ferite profonde, noi dobbiamo cercare di guarire, altrimenti saremo morti pur essendo vivi. Ci sono ferite che non smettono mai di sanguinare, soprattutto quelle legate a un lutto grave, tuttavia, tra coloro che restano ci sono persone che di noi vivono. Per quanto terribile possa essere, e io ne so qualcosa, bisogna avere la forza di provare a curare il nostro cuore dilaniato dal dolore. Sicuramente, è utopico pensare che certe ferite possano guarire, ma perlomeno, provare a farle sanguinare meno direzionando il nostro cuore verso il sole e pensando che domani sarà un giorno migliore, è un gesto che dobbiamo a noi stessi e a coloro che di noi vivono.