giovedì 29 gennaio 2015

OGNI GIORNO...

di Carmen Pistoia
Ogni giorno, nascono pensieri, conosciamo gente, impariamo cose nuove. Ogni giorno, da ogni fiore nato, scopriamo che qualcuno di essi è profumato e ci lascia nei sensi qualcosa di unico, un'aroma che ricorderemo a lungo. La metafora dei fiori è da applicare ad ampio raggio. Nel fiorire quotidiano della molteplicità di colori, forme e fogge, ci scontriamo e incontriamo con la diversità a 360°. Tra quei fiori, troveremo erbacce maleodoranti che tenteranno di sopraffare i profumi, e solo allora impareremo a fare distinzione tra le due cose, tenendo l'aromatico piacere dei profumi e prendendo le distanze dai cattivi odori.




mercoledì 28 gennaio 2015

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA

di Carmen Pistoia

Excusatio non petita, accusatio manifesta

Vuol dire che se ti scusi senza che ti sia chiesto, ti accusi.

Ed ecco che la mia mente fa giri immensi e approda in mille situazioni.
Quante volte inciampiamo in questa citazione, troppe direi.
Accade che ci scusiamo in continuazione, ma non quando è necessario.
In verità, dovremmo chiedere scusa laddove urtiamo fisicamente una persona, oppure quando involontariamente occupiamo un posto a sedere senza aver dato priorità a chi lo aveva adocchiato prima di noi.
Tanti gli esempi in cui ci dovremmo scusare, non li enumero poiché ne verrebbe fuori una lista interminabile, ma MAI, sul quello che siamo.
Giustificarci e domandare scusa per il nostro modo di essere è una forma di sottomissione, o peggio ancora di inadeguatezza a quel che abbiamo d'innanzi.
Il primo passo di autoaccettazione dovrebbe essere proprio il non chiedere scusa impropriamente laddove, le scuse, c'entrano ben poco.
Conclusione?
Chiedere scusa è sempre una forma di educazione, ma solo quando abbiamo realmente arrecato un qualcosa di cui scusarci.



martedì 27 gennaio 2015

IL LATO POSITIVO D'OGNI COSA...

di Carmen Pistoia

Chi sottovaluta la nostra intelligenza, paradossalmente, ci regala un altro pizzico di saccenza. Misurarsi con individui machiavellici porta ad osservare le mille fogge interpretative degli interlocutori, questi, s'impegnano non poco per essere creduti, pensando, secondo loro, di farci fessi.
Ecco quindi il lato positivo che ne consegue da una valutazione approssimativa della nostra intelligenza.
È sorprendente osservare chi hai di fronte quando si dimena in mille ragionamenti, tutti degnamente da oscar dell'interpretazione, per convincerci di una determinata cosa.
Dico sempre che sono una persona che agisce in assoluta buona fede, ma quando ho a che fare con le maschere pirandelliane me ne accorgo immediatamente.
Nella gestualità comune, esistono linguaggi non verbali che parlano molto più delle parole.



lunedì 26 gennaio 2015

TUTTI BRAVI A PARLARE...

di Carmen Pistoia

È facile asserire: "nulla mi spaventa", quando hai tante braccia che sorreggono il tuo cammino.
Difficile è, affermarlo, quando devi contare solo sulle tue forze e orizzontarti nella violenza dell'impervesare d'ogni tempesta.
Tutti son maestri nell'ardire, ma solo quando sanno bene d'aver chi li sostiene.
Cammina da solo, e poi riparliamone. Misurati a mani nude con le difficoltà, ma fallo senza appoggiarti a nessuno.
Solo dopo aver toccato con mano ogni cosa e averne portato il peso unicamente, sulla tua schiena, potrai dire: "io ce la faccio".



domenica 25 gennaio 2015

FORTI NON SI NASCE, SI DIVENTA...

di Carmen Pistoia

Nessuno nasce forte, è la vita con le sue innumerevoli difficoltà che forma la struttura portante della nostra forza.
Personalmente, non sono nata forte, ma ci ho messo poco a muovere i miei primi passi in quello che poi è risultato essere un cammino piuttosto tortuoso.
Ho imparato molto presto ad affrontare chiunque mi capitasse davanti, poiché cedere il passo alla resa, era come seppellirsi vivi sotto una coltre stratificata di accadimenti avversi.
Ho imparato, a mie spese, a non esternare le mie emozioni, poiché quando mi guardavo attorno, c'era sempre qualcuno che piangeva più forte di me.
Ho imparato a curarmi le ferite da sola chiudendomi nelle stanze del silenzio e ritemprando l'animo attraverso la spiritualità.
Ho imparato a non crollare malgrado la voglia di urlare che ero distrutta e le gambe non reggevano più il pesante contrappasso delle difficoltà.
Ho continuato ad avanzare nelle sabbie mobili della vita malgrado il dolore nel petto mi togliesse quasi il respiro. Ho imparato a soffocare le grida dentro la mia testa fino a disintegrarle, questo perché, quelle grida, mi urlavano che non ce l'avrei fatta.
Ecco, ho fatto tutto questo e ho continuato ad avanzare, non ero nata forte, ma oggi lo sono.



sabato 24 gennaio 2015

L'INVIDIA...

di Carmen Pistoia

L'invidia, da sempre, acido corrosivo che distrugge il fegato di colui che ne è affetto. Il soggetto invidioso prova tutta una serie di sentimenti negativi che lo portano a ledere, diffamare, accusare e ingannare. La cosa che lascia senza parole è rendersi conto di come un soggetto invidioso arrivi ad orchestrare la realtà modellandola sul proprio pensiero malato. Ci si trova di fronte a persone che, per invidia, inventano ad arte macchiavelliche storie pur di affondare la persona invidiata.
Incredibile di come arrivi a studiare nei minimi dettagli, modi e fatti che mirano a screditare.
Ma perché accade tutto questo?
Credo che alla base di tutto ci sia una forma di senso di inferiorità immenso. Il soggetto invidioso è talmente malevolo che non riconoscerebbe un miracolo neppure assistendovi, e allora, pur di paventare e rendere reali le sue tessiture malate, costruisce ad arte una parallelità degna del migliore degli sceneggiatori.
Cosa fare per arginare l'aura dannosa di questi individui?
Assolutamente nulla, ignorarli è la cosa migliore che si possa fare, poiché più dai peso al loro agire e provi a contrastarli, più essi divengono proliferi.



mercoledì 21 gennaio 2015

SIAMO RESPONSABILI DELLE NOSTRE AZIONI E PAROLE, MAI DI QUEL CHE GLI ALTRI DEDUCONO...

di Carmen Pistoia

Capita spesso di essere vittime inconsapevoli di qualcosa di cui non abbiamo alcuna responsabilità. Una conclusione tratta sulla base di personalissime interpretazioni, oppure parole arrivate diversamente da come le abbiamo pronunciate. Accade che veniamo additati per qualcosa, che quando ci viene attribuita, restiamo attoniti. Allora, analizziamo ben bene l'accaduto e capiamo che tutto è nato da una personale interpretazione di chi ci accusa. Ebbene, siamo responsabili delle nostre parole e delle nostre azioni, ma di come vengano interpretare a seconda del pensiero o stato d'animo dell'interlocutore, no. Non possiamo leggere i pensieri altrui e, pur sforzandoci, non riusciremo mai a indovinare il come veniamo visti e interpretati.
Ecco perché accadono tutte quelle dicerie che ledono, ogni persona interpreta a modo proprio una nostra parola o un atteggiamento e la enfatizza divulgandola a suo favore. La responsabilità del peso che essi danno alle loro stesse interpretazione non è nostra ma la loro.
Conclusione?
Possiamo avere tatto, cuore e quant'altro, ma se abbiamo di fronte delle emerite teste di cazzo che vedono realtà distorte, non possiamo di certo cambiare la loro mente.



giovedì 15 gennaio 2015

QUANDO UN FIGLIO CRESCE, FINGI DI LASCIARLO ANDARE, MA NON LO FAI MAI DAVVERO...

di Carmen Pistoia

Lo hai visto emettere i primi vagiti, gli hai sentito pronunciare le sue prime parole, hai accompagnato con mano ferma i suoi primi passi. Pian piano, gli anni si sono susseguiti, lo hai visto piangere al suo primo giorno di scuola materna, e lontano dai suoi occhi hai pianto più di lui. Quante emozioni, quanto cammino fatto assieme. Gioie, dolori, sconfitte e vittorie, ma sempre presente, silenziosamente presente. Poi, cresce, comincia a volare, gli amici, le uscite, i primi rientri tirando tardi, la patente, gli amori. E tu li, in silenzio ad osservare, proteggere, custodire le emozioni che ti regala. Lo vedi prendere il volo poco per volta, e tu li a sorreggere quel volo. Gli senti dire: mamma sono grande ora, ce la faccio da solo, eppure, non lo lasci andare mai. Rimani li fino all'ultimo dei tuoi giorni, perché essere mamma significa esserci sempre.
E con le lacrime agli occhi accogli il distacco naturale della crescita, ma resti ancorata a lui per sempre.



lunedì 12 gennaio 2015

PERSONALITÀ E ATTEGGIAMENTO...

di Carmen Pistoia

Sono due cose ben distinte che non vanno mai confuse.
La personalità di una persona ha tutta una serie di cose che non mutano a seconda del bello e del cattivo tempo.
L'atteggiamento muta a seconda della persona con cui ci rapportiamo.
Spesso, ci viene imputata una doppia faccia, ma trovo sia sbagliato, poiché essere in due, tre o mille modi differenti, non è mai questione di personalità, ma di atteggiamento.
La nostra personalità rimane sempre la stessa a prescindere da chi abbiamo di fronte, ma l'atteggiamento cambia in continuazione poiché, come un camaleonte, si adatta a fatti, persone e situazioni.
Conclusione?
Non giudichiamo mai una persona solo dai suoi atteggiamenti, quelli che secondo la nostra personalissima interpretazione ci appaiono falsi, impariamo piuttosto a comprendere che personalità e atteggiamenti sono due cose ben distinte.
Infine, ricordiamoci che, anche quando una persona muta atteggiamento nei confronti della stessa persona, è da interpretare non in maniera malevola.
Ogni giorno, ognuno di noi ha il suo quotidiano da affrontare, pertanto, se un giorno ci appare molto vicino e affine e l'altro no, non significa che sia falso, ma semplicemente, che c'è qualcosa che lo turba a livello personale e non gli permette di essere sereno.



domenica 11 gennaio 2015

IMPARI...

di Carmen Pistoia

Quando la vita ti castiga più e più volte con prove atroci, IMPARI...
Impari che l'invidia lascia il tempo che trova. Impari che gelosie e bassezze servono solo a impedirti di apprezzare quel che ancora di bello la vita ti riserva. Impari che vivere alla giornata è la cosa migliore che tu possa fare. Impari a non dare ascolto alle fesserie dell gente. Impari a dosare le parole. Impari a viverti ogni cosa distillandola come se fosse il più pregiato dei profumi. Impari che nulla ha senso se dentro te albergano invidie, cattiverie e gelosie. Impari che, nonostante tutto, la vita va vissuta sempre e comunque come un dono. Impari, inarchi la schiena e prosegui il tuo cammino svestendoti completamente di tutto quello che non ti appartiene e il vociare maligno di chi ancora non ha compreso il senso profondo della vita stessa, ti giunge come un ronzio lontano che non ti tange minimamente.



sabato 10 gennaio 2015

LA SOPPORTAZIONE È SINONIMO DI FINE...

di Carmen Pistoia

Quando un rapporto arriva al sopportarsi, è finita.
Amarsi tutto è, fuorché sopportarsi.
Eppure, molte coppie, sebbene abbiano scelto di stare assieme spontaneamente, dopo un po' arrivano alla sopportazione reciproca. 
Cosa porta alla sopportazione e alla perdita del desiderio reciproco di condividere tutto?
Tante cose, in primis l'abitudine.
Accade che stando assieme assiduamente si finisca per far divenire tutto una mera abitudine.
Fare l'amore diventa fare sesso.
Desiderarsi diventa dovere coniugale. Sognare diventa banale. Progettare diventa noioso.
Semplicemente, l'abitudine uccide tutto e lo muta in sopportazione.
Allora che fare per evitarlo?
Semplice, sforzarsi, in virtù del sentimento che un tempo ha unito, di tenere sempre vivo l'interesse per chi ci sta accanto.
Amarsi non è cosa da poco, ma sopportarsi è un suicidio lento.



venerdì 9 gennaio 2015

FERITE...

di Carmen Pistoia

Lame sottili,
tornano
ad affettarti l'anima.

Respiri veleno,
ingoi fiele
e nulla si placa.

Scende la sera,
rielabori in silenzio
e muori ancora.

Sanguina il cuore
nel suo finto torpore
dilaniato dal dolore.

Passi silenziosi
ritornano nel tuo oggi
ti riportano a ieri
inchiodandoti l'anima.

E sola in quei pensieri
ti isoli più che mai
chiudendo il mondo fuori.



giovedì 8 gennaio 2015

TENERCI A QUALCUNO VUOL DIRE...

di Carmen Pistoia

Tenerci a qualcuno vuol dire essere attenti ai particolari. Ricordarsi cosa ama e cosa detesta. Tenerci a qualcuno vuol dire andargli in contro nei dettagli. Ricordarsi sempre quello che ha espresso di sé nei tanti dialoghi. Tenerci a qualcuno significa non trascurarlo, non fare in modo che le piccole cose diventino grandi cose e logorino il rapporto.
Tenerci a qualcuno significa esserci, ma l'esserci non va inteso nel senso fisico del termine, bensì, esserci con l'anima.
Tenerci a qualcuno significa capire, capirlo e dare il massimo per non deluderlo.
Tenerci a qualcuno significa metterlo nell'angolo più caldo del nostro cuore e fare sempre in modo che nessuno spostamento d'aria gelida lo travolga e lo faccia ammalare.
Tenerci a qualcuno significa interrogarsi mille volte al giorno se quello che stiamo facendo per lui, di fatto, sia quel che desidera.
Tenerci a qualcuno significa cominciare un percorso guardando nella stessa direzione e durante il tragitto assieme non perdere mai di vista il punto preciso che ha unito i due cammini.
Tenerci a qualcuno significa semplicemente mettersi in ascolto e provare a sentire ogni minimo sussulto che esce dal suo cuore.



mercoledì 7 gennaio 2015

L'ESASPERAZIONE PORTA ALLA ROTTURA...

di Carmen Pistoia

In ogni rapporto, amicizia, amore o qualunque altro genere di rapporto umano, l'esasperazione porta sempre alla rottura.
In ognuno di noi ci sono quei fili invisibili, ma percettibili, che si chiamano equilibri e accade che, quando si viene esasperati, quegli equilibri si rompono e portano alla rottura del rapporto in essere.
Cosa fare per evitarlo?
Semplicemente rendersi conto che tirare troppo la corda non è mai una cosa positiva. Capire che le persone con cui ci rapportiamo, sebbene ci amano, non hanno scorte di pazienza senza limiti e che tutto può rompersi se non ci si rende conto che, in qualche modo, esageriamo ed esasperiamo con i nostri atteggiamenti.
A volte, ci facciamo scudo del sentimento che siamo certi che quelle persone provano per noi e calchiamo troppo la mano e, così facendo, finiamo per stancarli e perderli.
Conclusione?
In ogni cosa e in ogni rapporto che viviamo, ci vuole sempre la giusta misura di autocritica, e magari capire che nulla ci è dovuto.



martedì 6 gennaio 2015

IL CORAGGIO PRESCINDE DALLA FORZA...

di Carmen Pistoia

Avere coraggio non significa essere forte e andare avanti puntando i piedi contro le avversità, ma riuscire a rimanere in piedi anche quando di forza non ne abbiamo neppure un briciolo.
Il coraggio prescinde dalla forza, a volte, anche la più fragile delle persone, riesce a compiere gesti titanici pur di salvare le persone che ama dal fiume che trascina alla deriva nella violenza delle sue acque infuriate. Chi piange non è un debole, poiché solo dalle lacrime nasce la consapevolezza della crescita e si prende coscienza del fatto che solo dopo aver versato lacrime copiose si può godere appieno del piacere di ritornare a sorridere.
Forza e coraggio viaggiano a braccetto, ma l'una non è mai sinonimo dell'altro.
E nel tortuoso cammino della vita che ci sottopone mille volte a prove dure e inaspettate, ti armi di coraggio e trovi la forza per non restare arenato nelle sabbie mobili delle difficoltà.



sabato 3 gennaio 2015

PASSEGGIANDO TRA I PENSIERI...

di Carmen Pistoia

Hai la sensazione di sfiorare il cielo con la punta delle dita e riuscire a percepire l'oltre.
Vivi, osservi e pensi.
Osservi i tuoi pensieri mentre sfarfallano tra le pieghe del vento.
Ti liberi di essi e vai oltre, cerchi uno stato che assomiglia molto al sogno, ma non lo è.
Dal vapore dei tuoi passi s'eleva un'ombra a te famigliare e pensi: sei tu vero?
Passeggi ancora nei pensieri e provi a ricordare se in quel preciso angolo ci sia stato lui prima di te.
Ti fermi a contemplare un ricordo, un tratto di strada fatto con lui e cerchi in ogni modo di richiamare a terra la sua anima.
Due lacrime ti solcano il viso e, d'improvviso, plana sulle tue mani una piuma.
Un brivido ti attraversa la schiena e ti convinci del fatto che non è mai un caso se quando passeggi nei ricordi, puntualmente, t'appare un segno.