domenica 30 novembre 2014

SE CI CREDI DAVVERO, NON MOLLI MAI LA PRESA...

di Carmen Pistoia
Qualunque progetto, amore, amicizia o sogno, se ci credi davvero, non molli mai la presa fino a che non realizzi o conquisti quella determinata meta.
Mi capita spesso di sentire la frase: "mi arrendo è impossibile riuscire", cavolate!
Due le cose impossibili, vincere la morte, la prima, e una malattia terminale che non lascia scampo la seconda, per tutto il resto, basta cacciare fuori gli attributi e lottare per quel che si vuole conquistare.
Nulla è facile nella vita questo è certo, ma arrendersi solo perché le difficoltà ci appaiono insormontabili è solo una via di fuga comoda per dare la colpa ad altro del nostro fallimento.
Ami qualcuno? Conquistalo!
Vuoi realizzare un progetto in cui credi? Datti da fare e fai l'impossibile per renderlo possibile!
È chiaro che incontrare ostacoli sul cammino è una cosa naturale, ma combatterli e superarli è altrettanto naturale.
Conclusione?
Non arrenderti solo perché è più comodo, lotta con determinazione per le cose in cui credi e per le persone che vorresti conquistare.
Di sicuro incasserai sconfitte, ma la vita è fatta di sconfitte e vittorie, basta saper ammortizzare le prime e gioire delle seconde.



sabato 29 novembre 2014

NON PERDERTI NELLE DOMANDE, VIVI DI PETTO...

di Carmen Pistoia

C'è chi si perde nei vicoli ciechi di domande alle quali non riceve mai risposte. Poi c'è chi cerca di guardare al domani pianificando minuziosamente ogni singolo istante della sua giornata. Ci sono quelli che vivono sognando, altri fregando il prossimo, altri ancora cercando di schivare fino all'inverosimile il dolore, la sofferenza. Ognuno segue i suoi perché.
A mio avviso, il punto non è vivere le tante domande, ma vivere ogni cosa oggi, adesso, ora che puoi farlo. Ogni volta che rimandi a domani, hai appena detto addio a quella determinata cosa, poiché non sai se ci sarai domani.
Le domande che ci facciamo sono simili a libri scritti in una lingua straniera di cui non esiste il traduttore e quindi, anche se ci giungessero risposte, non riusciremmo comunque a comprenderle.
Ecco perché è inutile cercare risposte a cose che anche se ti fossero concesse, faticheresti a conviverci. 
Conclusione?
A volte le risposte ti giungono senza neppure che tu ponga domande, ecco perché è meglio vivere ogni cosa di petto e non restare arenati nei mille perché in attesa di chissà cosa.



venerdì 28 novembre 2014

T'INCANTERO' D'AMORE

di Carmen Pistoia

Accosterò
in punta di piedi
nei tuoi sogni
ne carpirò
ogni desiderio
e lo realizzerò.
Quando ti sveglierai


vedrai me
al tuo fianco
viziare
instancabile
ogni tuo sussulto.
Ti raggiungerò
nel profondo
catturerò
la tua anima
e ne farò
una cosa sola
con la mia.
T'innamorerai
e sarò
quello che non hai mai cercato,
ma da sempre desiderato.

QUALCOSA IN CUI CREDERE...

di Carmen Pistoia

Nei momenti peggiori della vita ho sempre cercato qualcosa di forte in cui credere per non soccombere alla resa. Ho cercato quel barlume di speranza ad ogni costo, anche quando non c'era da sperare, sono riuscita a trovare un appiglio a cui aggrapparmi per non smettere di credere in qualcosa, anche se spesso, crederci è stata un'amara sconfitta. E non importa se nulla è andato come desideravo, ho sempre pensato che se combatti per qualcosa di forte in cui credi, la speranza nel domani non è insipida ma colma di sapore. 
Il coraggio che muoverà ogni tuo passo sarà sempre in grado di tappare le falde improvvise che ti si aprono sul cammino.
Abbi sempre una freccia da scoccare dal tuo arco. Nulla è vano fino a quando credi in qualcosa per cui valga la pena di lottare. Lotta per te, lotta per qualcuno, non addormentarti mai nell'apatia.



giovedì 27 novembre 2014

CAPITA A TUTTI DI PERDERSI...

di Carmen Pistoia

Ci si perde in molte vie: in un amore sbagliato, un sogno, un progetto, un cammino, insomma, tante le cose in cui ci si perde, ma non vi è smarrimento senza ritorno.
Da ogni abisso si può risalire, non dico indenni, ma di certo non si può annegare negli smarrimenti in cui la vita ci conduce per errore.
Tutti gli anfratti hanno un appiglio, afferrarlo e tirarsi fuori dagli abissi è doveroso.
È doveroso per noi stessi, non tanto per gli altri, anche se pure gli altri hanno il loro peso.
Ad esempio, se sei madre hai il dovere di risalire per essere faro nella notte per i tuoi figli. Qualunque sia il tuo ruolo fondante, hai il diritto di smarrirti, ma anche il dovere morale di ritrovare il tuo est e fare ritorno verso la luce.
I momenti di smarrimento costellano la vita di ognuno di noi, è umano perdersi, piangere, smettere di lottare, ma tutto ha un limite e un decorso, e da tutto, si ha il dovere di risalire, seppur con le ossa rotte, ma mai perdersi completamente nelle tormente della vita.


mercoledì 26 novembre 2014

INCANTATORI DI SERPENTI


di Carmen Pistoia

Affiorano
da ogni dove.
Suonano
i loro flauti
e incantano
l'animo dei fragili.
Mistificatori
della realtà.
Abili
prestigiatori.
E se non hai volontà
per combatterli
rimani intrappolata
nelle note malefiche
di suoni incantatori.

AVREI VOLUTO...

di Carmen Pistoia

Passa spesso nella mente di ognuno di noi quel pensiero malinconico dell'avrei voluto.
Ti isoli un momento e pensi:
Avrei voluto che qualcuno mi avesse concesso più tempo, ma aveva tempo per tutto, fuorché per me.
Avrei voluto che mi fosse stato concesso più cuore, ma spesso, chi mi ha fatto del male, un cuore non lo possedeva.
Avrei voluto che qualcuno mi avesse concesso più spazio nella sua vita, ma mi sono ritrovata ad occupare la nicchia più piccola della vita di quel qualcuno e ho patito il gelo dell'anima chiusa nella lingua ostica del silenzio. 
Avrei voluto che mi fosse stato concesso più ascolto, ma spesso mi son trovata d'innanzi chi era sordo per scelta. 
Da tutti questi avrei voluto ho imparato che: nulla mi era dovuto, che ho atteso, sperato e desiderato, ma nella vita non è detto che ti debba esser dato, a volte, vieni chiamato solo per donare.
E così, anche se ho tolto attimi importanti a me stessa per donarli a chi ritenevo che meritasse quel dono, non resto delusa da quei avrei voluto mai avuti, ma vado fiera per aver dato tanto e di cuore.



martedì 25 novembre 2014

CARILLON

di Carmen Pistoia

Parte
una melodia dolce
e girano su se stessi
ricordi.
Flashback
gioiosi.
Giornate
di sole nel cuore
e nell'animo.
Tutto
smerlettato
da un amore profondo.
Albe e tramonti
viste
con occhi sognanti.
Spiagge d'inverno
calpestate
a piedi nudi
senza patire il freddo.
Crepitii di ceppi accesi
che ardono lentamente
nel camino
e generano un unico sogno
che non svanisce
neppure svegliandosi.
La musica si ferma
e una lacrima
solca il volto.

OSSERVANDO CON GLI OCCHI DELL'ANIMA...

di Carmen Pistoia

Nel cammino dei miei giorni sino a qui, ho incontrato tanta gente, alcune persone importanti, altre meno.
Per ogni persona che è passata nella mia vita, è rimasta una traccia impressa nell'album del mio cuore. Alcune persone erano e restano importanti, altre, sebbene abbiano avuto un breve passaggio, hanno comunque lasciato un fragore nei ricordi.
Vivendo, non ho mai smesso di osservare con gli occhi dell'anima coloro i quali son passati nella mia vita.
Ho visto e osservato tanti occhi e tanti sguardi, tutti diversi tra loro.
Ho visto occhi celare le lacrime e altri celare un sorriso.
Ho visto lacrime che mi hanno lasciato uno squarcio nel cuore.
Ho visto sorrisi bellissimi, velati da una patina di dolore trattenuto per pudore, eppure, in quei sorrisi soffusi, ho letto una forza indescrivibile e una capacità encomiabile di andare sempre avanti.
Tutto questo mi ha trasmesso l'essenza della vita, dell'amore, della forza, dei valori.
E così, nei momenti di grande sconforto, quando tutto mi sembra scivolarmi via tra le dita, ripenso a quei tanti occhi incrociati sul mio cammino, alle tante vite, al dolore,alla gioia, e in me, rinasce forza nuova.
Sollevo l'umorale quasi arreso e riprendo il cammino, certa più che mai, che ho ancora mille cose da comprendere e tanti sguardi da incrociare per capire nel profondo il grande senso della vita.



lunedì 24 novembre 2014

Le pagine della vita...


OSTENTARE...

di Carmen Pistoia

C'è chi ostenta una laurea facendo sentire l'interlocutore un inetto, ma poi non è in grado di formulare una frase di senso compiuto. C'è chi non possiede titoli, ma umilmente, riesce a formulare correttamente pensieri di senso compiuto utilizzando le basi essenziali della lingua italiana. C'è chi millanta saccenza infinita, ma di fatto, ignora persino le regole elementari della grammatica. Un pizzico di umiltà non guasta mai. Una laurea non è sinonimo di saccenza assoluta, il più delle volte, mi capita di leggere cose scritte da laureati che mi lasciano basita. Conclusione? Personalmente, vado fiera della mia licenza media inferiore e degli errori grammaticali che commetto, meglio ammettere che si ha tanto da imparare piuttosto che ostentare un titolo e non saper neppure formulare una frase di senso compiuto.


domenica 23 novembre 2014

QUELLA RAGIONE IN PIU'

di Carmen Pistoia

La luce
che ti manca,
la speranza
che hai smarrito,
i sogni
che più non fai.
Vorrei essere per te
quella ragione in più
che ti faccia abbracciar
la vita con fiducia nuova.


Stringere le tue mani
trasmetterti calore
insegnarti
a guardar lontano
riallineando
anima e cuore.
Lascia che io sia
quella ragione in più
che t'illumini la via.
Liberati
dalle paure
e annusa ancora
il profumo della vita
che pulsa dentro
e intorno a te.

L'AMICO O L'AMICA GIUSTA?

di Carmen Pistoia

L'amicizia è un amore bianco, simile in ogni aspetto all'amore di coppia, pertanto, l'amico o l'amica giusta dovrebbe in primis amarci e rispettarci. L'amico/a giusta non ti giudica, non pretende, non ti assilla con egoistiche richieste di come devi o non devi comportarti affinché il vostro rapporto sia soddisfacente. L'amicizia è un valore aggiunto alla nostra vita e andrebbe preso come dono prezioso e non come tutta una serie di diritti e doveri da espletare in virtù di chissà quali assurde pretese. Se vuoi bene ad un'amico non gli chiedi di cambiare e modellare i suoi comportamenti a seconda di come tu vedi la vita. Amicizia è viversi in assoluta libertà donandosi la gioia di condividere un pezzo di strada assieme. Nel momento in cui, in amicizia, cominciano richieste, rimproveri, pretese di dimostrazione del rapporto in essere con chissà quali grandi prove, non è più amicizia ma un egoistico atto di pretesa di esser circuiti avvalendosi della propria prepotenza di volere le cose secondo la propria visione delle cose. Amicizia è libertà di sorridere in due, ma senza mai incanalare il sorriso nei rigagnoli del proprio egoismo.



sabato 22 novembre 2014

MA COLORO CHE CI SUGGERISCONO DI CAMBIARE HANNO RAGIONE?

di Carmen Pistoia

Parto dal principio che nella vita non si smette mai di imparare, ma diffido di coloro che dispensano "sani consigli disinteressati" atti a snaturare la nostra essenza. Un buon consiglio è da ascoltare quando è davvero tale e non stona con la nostra natura, se invece ci viene imposto come diktat, allora è da far cadere nel vuoto. Nessuno può dirci come o non come è giusto essere, ognuno di noi ha la sua natura e finché questa non lede quella altrui, non vedo perché dovremmo farci condizionare da consigli sterili dati da chi è convinto d'essere sempre il top dei top. Si impara da tutto e da tutti, ma mai dalle imposizioni di pensiero. In amore, in amicizia e in qualunque altro rapporto umano, nel momento in cui colui con cui ci rapportiamo comincia a darci vere e proprie direttive per cambiare la nostra natura modellandola sulle sue personalissime convinzioni, occorre subito prenderne le distanze, poiché non ci sta consigliando un qualcosa, ma imponendo il suo volere.


venerdì 21 novembre 2014

MALINCONICI ATTIMI

di Carmen Pistoia

Gorgheggio
in gola
parole mai dette.
Così,
nel silenzio,
ne odo il suono.

Vedo,
l'anima mia
calpestare,
tutto ciò che prima chiedeva.
Fuggo,
non l'affronto,
soffoco le mie grida.
Incatenata
al dolore
rifiuto la vita.
L'ultimo raggio di sole
si tuffa nel mare
e scompare.
Cala la sera
e m'investe
la malinconia,
i ricordi
mi assalgono
e le lacrime sgorgano.

LA GENTE HA...

di Carmen Pistoia

La gente che non ha nulla di meglio di cui occuparsi, si offre volontaria ad occuparsi dei fatti tuoi. La vedi affannarsi a giudicare ogni tuo gesto imputandogli la sua personalissima interpretazione, ovviamente, tu non ne sei a conoscenza. Sorprendente poi, è la dovizia di particolari che utilizza nel parlare di te con le persone alla loro stregua. Incredibile l'impegno che mettono nel costruire verità di cui tu non conosci l'esistenza. E poi, accade che magari una di quelle verità costruite ad arte sulla tua persona, ovviamente per "benevolo" atto di "beneficenza" arrivi al tuo orecchio per un caso fortuito, sorridi e pensi: cavolo che fantasia però!



giovedì 20 novembre 2014

L'ACCOGLIENZA...

di Carmen Pistoia
In ogni contesto nuovo in cui entriamo, l'accoglienza è l'elemento fondante che determinerà la nostra permanenza all'interno di un determinato contesto. Parlo ad ampio spettro, una nuova famiglia, una nuova amicizia, una nuova comitiva, un'associazione di volontariato, insomma, contesti vari in cui entriamo a far parte e realtà che ci accolgono o ci respingono. La componente più frequente all'interno di un nuovo contesto con il quale ci rapportiamo, molto spesso è l'ostilità indotta da diverse paure. Ad esempio, se entriamo a far parte di un'associazione di volontariato, come ultimi arrivati veniamo messi sotto esame da ogni membro che costituisce quella determinata associazione. Accade che veniamo visti come eventuali antagonisti, ossia, possibili contendenti nella carica che ricoprono. Stessa cosa accade in ogni contesto, a partire da un nuovo posto di lavoro, a una nuova famiglia, comitiva ecc. Eppure, l'errore di fondo che commettono coloro che ci guardano come eventuali antagonisti, è proprio nel modo in cui ci accolgono. Se si dimostrano ostili ne ottengono due cose fondamentalmente, la prima è far scattare nell'ultimo arrivato la voglia di dimostrare il valore che possiede, ed eventualmente, scavalcare colui che lo ha accolto con ostilità. La seconda è l'esatto contrario, ossia, l'ultimo arrivato vedendosi accolto con ostilità si gira e se ne va.
Conclusione?
Accogliere il nuovo arrivato in un qualunque nuovo contesto, eliminando le proprie paure e insicurezze, sarà di certo un buon modo per cominciare un buon rapporto.



mercoledì 19 novembre 2014

PETALI DI GHIACCIO

di Carmen Pistoia

Petali di ghiaccio
scivolano sulla pelle
e pungono
come spine.
Nell'animo dormiente
alberga silente
solitudine mestiosa.
Nuvole di sabbia
graffiano gli occhi

che non s'aprono più.
Il gelo

avvolge
paralizza.
I respiri
faticano ad uscire.
Petali di ghiaccio
piovono dal cielo
fioccano
come pugnali
conficcandosi nel cuore.
E mentre fuori
comincia la primavera
dentro me
è sempre inverno.

INDOSSA LA VITA...

di Carmen Pistoia

La vita va indossata con tutti i suoi continui mutamenti. Occorre cambiare abito all'occorrenza, senza mai smettere di sentirla scorrere nelle vene e fin dentro alle più profonde pieghe dell'anima.
Occorre andare avanti sempre a testa alta, anche quando la vita ci punisce amaramente e ci costringe ad ingoiare fiele. Occorre occuparsi di noi stessi, perché se non lo facciamo noi, nessuno lo farà per noi.
La vita occorre indossarla in tutte le sue mille sfumature e ricordarsi spesso che tutto si può se siamo noi a decidere come indossare la vita.
Conclusione?
Nel bene e nel male vivi sempre le emozioni indossandole, non limitarti ad osservare l'effetto che fa la vita quando gliela vedi indossare agli altri.



martedì 18 novembre 2014

FRAMMENTI DI VITA

di Carmen Pistoia

Sussurrati riverberi
s'odono
non lontano da me.
Accordi musicali
saturi
di sussulti d'anima

riecheggiano.
Frammenti di vita
sullo spartito
del tempo.
Soffiata solitudine
volteggia
tra le pieghe
di giornate piane
e prive di sole.
Mandrie di pensieri
migrano lenti
verso primavere
distanti.
E questa vita,
colma
di trame infinite,
simile a vigne intrecciate
lega la mente
al palo dei ricordi
e la annienta.

CI SONO COSE CHE...

di Carmen Pistoia

Ci sono cose che per quanto una voglia trovare una spiegazione razionale, non ci riesce neppure se trascorre notti intere sui più antichi domi per trovare indicazioni utili per dissipare la voragine di dubbi che si allinea nella mente e toglie il sonno. 
Tante le cose che accadono e che lasciano tracce indelebili dentro di noi e alle quali ripensiamo con emozione.
Ci sono attimi che durano un'eternità. Ci sono emozioni incancellabili. Ci sono silenzi assordanti. Ci sono frasi o semplici parole di cui siamo stati beneficiari e che non torneranno più, eppure restano scolpite nella memoria. Ci sono scelte che ti cambiano la vita irrevocabilmente, nel bene o nel male, tracciano un solco nel tuo vissuto e modellano la tua essenza in base alla scelta effettuata, eppure, non ti basterà una vita intera per capire se hai fatto la scelta giusta.
In ogni caso, sebbene ci siano tante cose a cui vorresti dar collocazione precisa o capirne il reale motivo per cui sono accadute, ti volti indietro e pensi: a me basta sapere che ogni cosa l'ho vissuta e pazienza se alcune di esse non sono riuscita a capirle, di certo non rinnego nulla e tengo tutto nel cuore cosciente d'aver preso e affrontato ogni cosa così come è venuta.



lunedì 17 novembre 2014

CENTO PASSI

di Carmen Pistoia

Cento passi

mossi a tentoni
separano
la gioia
dal dolore.

Cammini piano
nell'incertezza
di raggiungere la meta
senza smarrir
la via.
Tortuosi sentieri
s'intrecciano
dinanzi a te.
E fa paura
proseguire
quando ad orientarti
c'è solo buio.
La luce è lontana
non desistir
ancora novantanove passi
e vedrai il sole
apparir.

LA VITA È QUESTIONE DI ATTIMI...

di Carmen Pistoia

C'è chi pensa di avere dalla sua parte tutta una vita per fare, disfare, organizzare, programmare, amare e gioire, invece sbaglia perché la vita è una questione di attimi. Ognuno di noi non dovrebbe far altro che collezionare attimi come fossero rari diamanti e conservali nella cassaforte dell'anima poiché non torneranno. Dovremmo dare a ogni attimo un posto unico in quella grande biblioteca che è la nostra vita e trarre insegnamento da ogni pagina dei libri che scriviamo col nostro vissuto. Spesso si tende a sminuire quel che viviamo asserendo che non si è vissuti affatto. Quando sentite di non aver avuto abbastanza o che la vita sia stata a dir poco ingenerosa con voi, sedete d'innanzi la libreria dell'anima, quella che avete scritto nel tempo con gocce sottili o untuose del vostro vissuto e cominciate a sfogliare le pagine della vostra vita. La vita è una questione di attimi collezionati con cura e conservati come tesori dal valore inestimabile.



domenica 16 novembre 2014

L'AMICO O L'AMICA GIUSTA?

di Carmen Pistoia

L'amicizia è un amore bianco, simile in ogni aspetto all'amore di coppia, pertanto, l'amico o l'amica giusta dovrebbe in primis amarci e rispettarci.
L'amico/a giusta non ti giudica, non pretende, non ti assilla con egoistiche richieste di come devi o non devi comportarti affinché il vostro rapporto sia soddisfacente. L'amicizia è un valore aggiunto alla nostra vita e andrebbe preso come dono prezioso e non come tutta una serie di diritti e doveri da espletare in virtù di chissà quali assurde pretese. Se vuoi bene ad un'amico non gli chiedi di cambiare e modellare i suoi comportamenti a seconda di come tu vedi la vita. Amicizia è viversi in assoluta libertà donandosi la gioia di condividere un pezzo di strada assieme. Nel momento in cui, in amicizia, cominciano richieste, rimproveri, pretese di dimostrazione del rapporto in essere con chissà quali grandi prove, non è più amicizia ma un egoistico atto di pretesa di esser circuiti avvalendosi della propria prepotenza di volere le cose secondo la propria visione delle cose.
Amicizia è libertà di sorridere in due, ma senza mai incanalare il sorriso nei rigagnoli del proprio egoismo.


sabato 15 novembre 2014

ROSELINE DEI BOSCHI...

di Carmen Pistoia
C'era una volta una bambina rimasta orfana a soli tre anni, i suoi genitori erano rimasti uccisi durante un terribile nubifragio. Roseline rimase miracolosamente illesa protetta dai rami maestosi di una vecchia quercia. Quando la ritrovarono nei boschi addormentata tra i rami della quercia la ribattezzarono Roseline dei boschi. Era una bambina piuttosto taciturna. A seguito della morte dei genitori, assieme ai pochi bambini sopravvissuti al nubifragio, fu affidata a una casa famiglia in attesa di trovare genitori adottivi che se ne prendessero cura. Roseline si allontanava ogni notte da quella casa e con in mano una lampada a olio raggiungeva i boschi in cui aveva trovato salvezza. Si sedeva ai piedi della quercia e si addormentava. Nessuno capiva perché si recava ogni notte lì, era addirittura stata oggetto di studio da parte degli psicologi della casa famiglia. Una notte, uno di quegli psicologi, volle rendersi conto di cosa spingesse la piccola Roseline ad addentrarsi nei boschi sfidando persino il pericolo di essere azzannata dai lupi. Aron, lo psicologo che l'aveva presa molto a cuore, la seguì in silenzio stando ben attento a non farsi scoprire. Vide giungere la piccola Roseline dei boschi ai piedi della quercia secolare, poggiare la lampada ad olio in terra e apparecchiare una tavola con su tre posti. Sistemati biscotti e the caldo che si portava dietro in un thermos, la vide sorridere e parlare con qualcuno. Ad Aron vennero i brividi, ma rimase ad osservare la scena. Ad un tratto, i rami della quercia si abbassarono fino a rasentare il corpicino di Roseline, e poco dopo, vide due commensali seduti sulla tavola imbandita che aveva preparato Roseline. Incredulo rimase a guardare in silenzio e capì che si trattava dei genitori di Roseline. Erano li, l'accarezzavano e banchettavano con la piccola. Roseline sorrideva e si lasciava coccolare avvolta dall'amore oltremisura dei suoi genitori. Ad un tratto, nell'ora più prossima al giorno, i rami della quercia scesero ancora sino a terra ad avvolgere Roseline e i suoi genitori. Poco dopo si ritirarono e in terra rimase solo la piccola addormentata sulla tovaglia che lei stesso aveva sistemato. Aron, commosso da tanto amore, si avvicino a Roseline dei boschi, la prese in braccio e la riportò a casa. Tempo dopo fu lui ad adottare la piccola e nel tempo che venne, ogni notte accompagnava Roseline nei boschi e sedeva accanto a lei in attesa che la quercia le donasse l'abbraccio dei suoi compianti genitori.



venerdì 14 novembre 2014

MI STRUGGO PENSOSA

di Carmen Pistoia

Ricordo l'istante
che ci incrociammo.
Due fanciulli
nel sole
e tanta voglia di vivere.

Pochi passi
e varcammo insieme
i giardini dell'amore.
Ho mangiato con te,
dormito, gioito, sognato.

Il tuo corpo
è divenuto mio.
Il mio corpo
è divenuto tuo.
Pendevo dai tuoi occhi.
Giacevo nel tuo cuore.
Come edera
mi arrampicavo
nei tuoi giorni.
Oggi
devo attendere paziente
che torneremo ad incontrarci,
e quando avverrà
giammai
ti lascerò andare.
E nella comunione
dell'anima
che è eterna
mai più soli saremo.

DI CHI DOVREMMO INNAMORARCI?

di Carmen Pistoia

Il buonsenso e il credere nell'amore risponderebbero così.
Non di chiunque, ma dell'unico in grado di farti sentire il centro del mondo. Innamorarsi di chi ha il coraggio di guardarti negli occhi sempre con la stessa intensità della prima volta. Innamorarsi di chi ti fa sentire una bomba sexy anche quando sei in pigiama, senza trucco e con i capelli scompigliati. Innamorarsi di chi riesce a tenere nel tempo la magia di ogni istante rendendolo unico. Innamorarsi di chi parla con tono dolce e mai arrabbiato, poiché ritiene che il sol alzare la voce possa essere lesivo nei tuoi riguardi. Innamorarsi di chi sa musicare i tuoi silenzi. Innamorarsi di chi riesce a farti sorridere con gli occhi e con l'anima. Innamorarsi di chi ha il coraggio di dirti e dimostrarti nel tempo che tu sei la cosa più bella che gli sia capitata nella vita.
Impossibile?
No, tutto e possibile se si ha animo per toccare le corde più profonde di in altro animo e farlo volare in alto sospinto dal sentimento che si prova.



giovedì 13 novembre 2014

DOMANI SARÀ UN GIORNO SPECIALE...

di Carmen Pistoia



Per non perdere mai le coordinate della speranza, occorre entrare nella prospettiva che domani sarà un giorno speciale, o forse dopodomani, o più in la nel tempo, ma di certo quel giorno speciale riservato ad ognuno di noi, esiste! 
Non guardare alla mestizia del tuo giorno peggiore, piuttosto allarga la tua visione del domani e prova a immaginarlo migliore di oggi. Tutto ha un tempo di decorso. Esistono i giorni tristi, quelli colmi di sorprese, e poi esistono quelli speciali, ma di quelli ce ne vengono concessi davvero pochissimi e solo coloro che avranno creduto nell'impossibile riusciranno a viverli.


mercoledì 12 novembre 2014

LA FELICITÀ È QUANDO SORRIDI E NON TE NE ACCORGI...

di Carmen Pistoia

Molto spesso inseguiamo il concetto di felicità imputandole chissà quale grande forma di maestosa rappresentazione tangibile. Eppure, la vera felicità e racchiusa nelle cose che non cerchi, ma ti accadono lasciandoti la meraviglia nel cuore. Felicità è sorridere senza accorgertene. Felicità e sentire forte il sapore di un bacio inaspettato che ti regala il gusto pieno di quel che mai hai provato. Felicità è alzarsi all'alba e andare a vedere il sorgere del sole, nulla è scontato, nemmeno godere dei primi raggi del sole. Felicità è saper apprezzare il dono della vita anche quando tutto ti è contro. Felicità è avere tutto e niente. Tutto quel che desideri e niente che ti faccia soffrire. 
Vivi di più e pensa di meno, felicità è anche riuscire a cogliere l'attimo fuggente positivo d'ogni cosa che ci accade nella vita.



martedì 11 novembre 2014

LA NOTTE

di Carmen Pistoia

Nelle ovattate
ore notturne
s'acutizza
il dolore.

Cala come manto
quella mestizia
opprimente
che soffoca
ogni respiro.

Truccioli d'anima
dispersi nel buio
vagano in affanno
in cerca di fissa dimora.
Smarrite
due lacrime
cadono giù.
Umidi pensieri
bagnano
il ricordo.
E quando giunge l'alba
s'assopisce il magone
fino
alla prossima notte.

SIATE FIERI DI ESSERE FUORI TEMPO...

di Carmen Pistoia

Occorre andar fieri di essere fuori tempo dai luoghi comuni, le frasi fatte e il gregge che ci rende tutti maledettamente cloni degli altri. Siate fieri di essere fuori moda e vestirvi solo con quel che più vi piace, la personalità si evince anche dal non farsi ghettizzare in mode sterili seguite in massa solo per risultare tutti trendy. Siate fieri di dire la cosa sbagliata al momento giusto, nessuno è perfetto ed è bello anche sapersi distinguere per come si espongono le nostre idee o pensieri, a costo di risultare impopolari e fuori luogo. Siate fieri di pensarla diversamente dalla massa, non importa se vi additeranno come "diversi", abbiate il coraggio di restare voi stessi. Siate fieri di inquadrare i sentimenti secondo la vostra personale visione e se risulterà essere utopica per chi avrete di fronte, non importa, non sarà di certo il modo di vivere altrui a convincervi di essere sbagliati. Siate fuori tempo, ma col tempismo perfetto che il vostro cuore vi canta nell'inanellare la vostra essenza nel turbinio di venti avversi provenienti dal pensiero di massa. Siate sempre fuori da ogni congettura, costruitevi un pensiero felice e vivetelo a scapito di coloro che vi ritengono fuori tempo, fuori moda, fuori da tutto.



lunedì 10 novembre 2014

L'ORA DELLE CAMELIE

di Carmen Pistoia

Mentre sorge il sole
e la luna
va a dormire
si schiudon le camelie
nel tepore del mattino.

S'abbracciano
due anime
e cantano
l'inno all'amore.

Nessun vede.
Nessun ode
eppure
musica soave
suona.
Un fil di luce
negli occhi appare,
dissolve il dolore
e genera calore.
Rigagnola
fresca rugiada
sui petali di camelie
e silente
una gemma di vita
nell'ombra sboccia.

CREDI IN TE, NON LASCIARE CHE TI SPENGANO I SOGNI...

di Carmen Pistoia

Ognuno di noi nasce con un potenziale, un disegno divino e la capacità di mettere la propria firma nel passaggio terreno. Tutti siamo unici e ognuno di noi è quel puntino nell'universo che contribuisce con la propria luce ad illuminare il cielo infinito.
Detto questo, vorrei trasmettervi un messaggio positivo. Capita spesso che in noi alberghi un sogno, un progetto, legato quasi sempre al nostro potenziale di fondo. Nella vita, dobbiamo cercare sempre di portare avanti quel potenziale, anche quando tutto e tutti ci sono contro. Nessuno può dirci cosa siamo o non siamo in grado di fare, solo la nostra capacità di riuscire fa da ago della bilancia nel riuscire. Accade che esponendo un progetto che per noi ha un ottimo potenziale, ci venga bocciato da più fronti, ma questo non deve esser ragione di resa. Ogni grande uomo o donna che hanno messo la loro firma nel mondo, di primo acchito, sono stati presi per folli, solo l'impegno e la capacità di credere nel proprio potenziale gli ha permesso di riuscire a discapito delle previsioni pessimistiche altrui.
Conclusione?
Se credi in qualcosa, non farti spegnere i sogni, lotta fino all'ultimo granello di forza che possiedi, provaci all'infinito e la tua costanza verrà premiata. Meglio dire d'averci provato che piangere col rimorso di non averlo mai fatto.



domenica 9 novembre 2014

AMBRA E IL POTERE DEL FUOCO...

di Carmen Pistoia

In una notte gelida di metà gennaio, dalla casa nel bosco del tagliaboschi, proveniva un urlo di dolore. Fatima stava dando alla luce la sua creatura. Aldo, il tagliaboschi, era intento a scaldare il pentolone d'acqua che sarebbe servito per il parto, quando, all'improvviso, dal fuoco s'eleva una fiammata anomala dalle sembianze umane. Aldo si allontana terrorizzato e rimane per qualche secondo a fissare quelle fiamme inquietanti. Poco dopo, tutto torna alla norma e dalla stanza accanto risuona il gridolino del nascituro. Emozionato, Aldo si precipita dalla moglie per accogliere il frutto del loro amore. È una bambina bellissima. Capelli neri come la pece, occhi color dell'oro, belli da far paura. Aldo e Fatima assegnano alla bimba il nome di Ambra. Sin dai primi anni di vita, Ambra ha qualcosa di inquietante nei suoi modi. Troppo spesso, i genitori la trovano d'innanzi al camino mentre incurante del pericolo che corre, parla con le fiamme avvicinando le mai fino a toccarle senza provocarsi alcuna ustione. Cresce e diviene un splendida fanciulla. Innumerevoli eventi le fanno prendere la nomea poco piacevole di piccola strega. Infinite volte, tra le lingue di fuoco che sfiorava come se non provocassero alcun calore, vedeva cose che nessuno vedeva. Dal dialogo con le fiamme ne nasceva qualcosa che poi si rivelava esser veritiero. Tanti gli eventi che aveva visto nelle fiamme e raccontato ai diretti interessati. Allibiti, gli stessi, quando vedevano che quanto da lei pronosticato avveniva per davvero. Tutto questo la portò ad essere schernita, demonizzata ed emarginata, e fu così che cominciò a non farsi più vedere da nessuno. Nelle notti di luna piena, si recava al lago e parlava col fuoco, il mattino seguente, lasciava un cero alla finestra di colui o colei che era oggetto di qualche pronostico e allegava un biglietto con quello che doveva accadere. Nel bene e nel male, Ambra lasciava traccia del suo dono ai diretti interessati, stava a loro riceverli come tali o maledirla per averglieli lasciati sulla soglia della loro vita. Tutto andò avanti fino alla notte di San Giuseppe, tradizionale giorno in cui in tutta la vallata venivano fatti enormi falò per salutare l'inverno. Quella notte accadde una cosa che lasciò tutti di sasso. Ambra era davanti al falò che lei stessa aveva allestito. D'un tratto, si alzarono le fiamme ad un'altezza inaudita e ne uscì una signora dal manto dorato, prese nel suo mantello Ambra e scomparve nel nulla. Il fuoco si spense e caddero ceneri dorate su tutto il villaggio circostante, eran fiocchi d'oro. Fu l'ultimo dono che la figlia del fuoco volle lasciare a chi l'aveva schernita e demonizzata per la sua intera esistenza.
Da quella notte, ogni giorno di San Giuseppe, durante il tradizionale falò, la gente del posto lasci accanto al fuoco piccole pergamene contenenti messaggi per la figlia del fuoco, chiedendo come preghiera che possa andar loro incontro come faceva da viva.



sabato 8 novembre 2014

DONANDOCI RESPIRI

di Carmen Pistoia

Se guardo
infondo ai tuoi occhi
vedo la forma
dei nostri sogni.
Nasce e muore
ogni giorno
in noi
il desiderio
di condividere
tutto
persino i respiri.

Partire
in due
inseguendo un sogno
e trovarsi
di colpo
in una realtà inattesa,
ma desiderata.
Racchiudere
nell'ultimo pensiero
della sera
intensità
amore
passione.
Svegliarsi al mattino
col sole nell'anima
e la voglia di vivere
certi
d'esserci donati
un pezzo
di eternità.

CHISSA'...




IL PIOMBO PESANTE DELLE RESPONSABILITÀ...

di Carmen Pistoia

Arrivano giorni amari in cui tutto pende sulla tua testa e, solo tu, sei chiamato a trascinare il peso di ogni responsabilità. Ti senti perso, ti manca il fiato, senti maledettamente franare il terreno sotto ai piedi. La sensazione prevalente è quella di essere ingoiato dalle sabbie mobili senza trovare nulla a cui aggrapparti per risalire. Vedi spegnersi ogni luce, diradarsi tutte le possibilità di riuscire a superare la tormenta. Vedi le vele della tua nave perdere il controllo del vento a favore. Un turbinio di venti impazziti si abbattono sulla tua vita e ti scaraventano nel peggiore dei tornado. È terribile! Eppure, sai che non puoi permetterti la resa, tutto dipende da te, chi ti circonda conta sul tuo amore, sulla tua forza, sul tuo coraggio. Piangi. Sai bene che anche tu avresti tanto bisogno d'aiuto, ma taci, a furia di sentire dolore hai imparato a soffrire evitando di disturbare il dolore di chi ti circonda.
Allora cosa fare quando sei nel mezzo della disperazione?
Alzarsi e lottare, poiché se ti arrendi, la fine prima di tutto avviene per coloro che di te vivono. Per superare i più gravi momenti di difficoltà, basta pensare al bene che facciamo a coloro che amiamo nel riuscire a farli sentire protetti in quell'inespugnabile fortezza che ha come mura incrollabili, il nostro amore per loro e la volontà incoercibile di proteggerli sopra ogni cosa.



venerdì 7 novembre 2014

L'AMORE SOPRAVVIVE A NOI

di Carmen Pistoia

Promesse mai infrante.
Legami indissolubili.
L'amore che vince la morte.

Oltre il tangibile.
Tra cielo e sogno
noi.

Mondi paralleli
uniti nel mezzo
dal ponte dell'amore
che supera tutto
e non muore.

Planano leggere le tue piume
si posano sul cuore
e ravvivano l'amore.

Eterno sentimento.
Tu
io
e il cielo tra di noi.

L'amor che sopravvive
si nutre del ricordo
e genera il divenire.

MARYANN E LA PROFEZIA DELLE LACRIME...

di Carmen Pistoia


C'era una volta Maryann, una ragazza qualunque che viveva la sua adolescenza come tutte le altre ragazze. Un giorno, le accadde qualcosa che le cambiò per sempre la vita. Era nel cortile con gli amici a giocare a nascondino. Aveva una spiccata fantasia nella scelta dei posti in cui nascondersi. Quella volta, scelse il tronco di un ulivo secolare che aveva nel mezzo un'insenatura a mo di porta. Maryann era piuttosto esile e passare col suo fisichino minuto in quell'insenatura, per lei, era un gioco da ragazzi. Cominciò la conta e si affrettò a raggiungere il maestoso albero d'ulivo che aveva adocchiato poco prima. Rimase nascosta in silenzio e sogghignava tra i denti. Ad un tratto i suoi occhi si colmarono di gelide lacrime, senza una ragione. Udì un pianto straziante che proveniva dal retro dell'albero in cui si era nascosta. Uscì per capire chi piangesse di dolore e vide suo nonno col volto coperto di sangue che le chiedeva di liberarlo da una trappola per orsi messa lì da qualche cacciatore. Maryann rimase attonita e cercò subito di liberare il nonno. Poco dopo, si ritrovò nuovamente nell'insenatura dell'ulivo. Uscì di corsa e raggiunse i suoi amici, chiese loro se avevano udito le urla, ma nessuno di loro li aveva uditi e Maryann pensò che lo avesse solo immaginato. Pochi giorni dopo, suo nonno venne a mancare. Morì mentre era in giro a cercare funghi in compagnia di un gruppo di amici. Durante il tragitto nel bosco, si era imbattuto in una rovinosa caduta finendo di faccia su una roccia. Trauma cranico e morte improvvisa per arresto cardiaco. Aveva tutto il volto lacerato dagli arbusti che, scivolando verso valle, avevano impattato violentemente col suo viso. Maryann, fu presa dall'angoscia quando apprese della disgrazia e quando vide il volto del nonno deturpato allo stesso modo in cui lo aveva visto nella sua visione, le si raggelò l'anima. Da quel primo evento, ogni volta che Maryann versava gelide lacrime, una profezia si avverava. Detestava gli eventi che accadevano, si rifiutata di sentirli e vederli, ma non c'era verso, tutto accadeva come da profezia delle lacrime. Arrivò a pensare di essere una creatura del demonio che agiva pilotata dal suo oscuro volere. Si dannava l'anima per sfuggire al suo sentire e vedere. Un giorno, mentre era nel bosco accanto al fiume a pescare rane, le si avvicinò un signore che non aveva mai visto. Era alto, robusto e col capo canuto. Le posò una mano sulla spalla e le disse: Maryann non rinnegare quello che possiedi, tu hai il dono del terzo occhio, impara a conviverci e non avrai più paura di essere quello che sei. Maryann si sentì tranquillizzata dalle parole dello sconosciuto viandante, ma da quell'incontro casuale, nacque in lei la consapevolezza e non ebbe più paura di quello che vedeva e sentiva. Visse facendo del bene col suo dono e provando a mettere al servizio di chi credeva alle sue parole, quel che vedeva e sentiva. E fu così che, ogni volta che i suoi occhi versano lacrime ghiacciate e immotivate, attorno a lei qualcosa accadeva proprio come lo aveva visto e sentito attraverso il suo dono.




giovedì 6 novembre 2014

DESIDERIO

di Carmen Pistoia

S'accende
nella mente
voglia di te.
Tremano
le mani.
Fremono
le labbra.
Sinuose
le braccia
si cercano.
Giacciono
due corpi
sul tappeto
del desiderio
stremati
dall'oblio.

LE COORDINATE DEL DIVENIRE...

di Carmen Pistoia
In ogni cosa che viviamo sono racchiusi segni tangibili di quel che sarà quel determinato rapporto. Spesso siamo sordi e ciechi ai segnali subliminali che ci giungono per orientarci nel cammino da intraprendere, eppure, basterebbe avere occhi attenti per osservare le coordinate che il destino ci offre per interpretare il nostro divenire. Voglio farvi un esempio pratico. Vi è mai capitato di entrare in una stanza, che sia aula scolastica, tribunale, o qualunque luogo da condividere con altra gente e andarvi a sedere speditamente vicino a qualcuno?
Ecco, credo sia accaduto a tutti, quella altro non è che un'indicazione precisa di quel che sarà. Quando incrociamo chi, in qualche modo ci accompagnerà in un pezzo di strada da compiere, il destino ce lo indica, ma spesso lo sminuiamo imputandogli come senso la casualità. Invece no, nel bene o nel male, il nostro terzo occhio vede, percepisce e sente. Siamo noi che mettiamo a tacere i segni tangibili del divenire per timore di chissà cosa.
Conclusione?
Osserva, percepisci e senti, in ogni singolo evento, dettaglio o persona, è racchiusa un'indicazione precisa, impara a coglierla.


mercoledì 5 novembre 2014

RIVOLI AMARI



ELY PENSIERI E PAROLE...

di Carmen Pistoia


C'era una volta una bimbetta bionda con due grandi occhioni verdi e un viso rotondo da scroccare baci. Sin da piccolissima, l'affascinavano i libri e la magia che sprigionavano quando sfiorava le pagine. Come regalo di compleanno, a soli sette anni, chiese una risma di fogli bianchi, una penna e un calamaio. Ely trascorreva ore a contemplare quei fogli bianchi, poi, un giorno comincio a intingere la penna nel calamaio e scrivere le prime parole. Sentì da subito la magia della penna che frusciava sul foglio creando mondi e personaggi fantastici. E fu così, che poco per volta, consumò tutta la risma di fogli bianchi creando il suo primo racconto. Erano favole, strutturate nel dettaglio dalla fervida fantasia del genio creativo di una bimbetta di sette anni. Gli anni volarono e nella sua stanza, pile di fogli intinti d'inchiostro e mutati in storie. Ely e i suoi pensieri. Ely e le sue storie. Purtroppo, il suo estro veniva visto come una perdita di tempo prezioso. La sua mamma, donna di poche parole e dal carattere ferreo, ripetute volte, invitava Ely a smettere di vivere tra le parole e cominciare a pianificare qualcosa di concreto. Ely non l'ascoltava, credeva nella magia delle parole che prendendo forma sul un foglio bianco divenivano vita, emozioni, profumi, mondi. All'età di 13 anni, la mamma, stanca di vederla trascorrere tempo su quei fogli, e dopo averla minacciata ripetute volte, maturò una decisione orribile. Mentre Ely era a scuola, prese tutti i suoi manoscritti e ne fece un falò. Al ritorno da scuola, Ely rimase attonita. Passava le mani tra le ceneri dei suoi manoscritti e versava lacrime silenziose. Da quel giorno smise di parlare e a nulla servirono i tentativi di chiunque di farle proferir parola. Lei rimase muta nel suo silenzio per sempre. E fu così che quella bimba crebbe, si fece donna e poi vecchia. Dopo la sua morte, qualcuno trovò nella soffitta della sua casa, diversi bauli saturi di racconti. Ely, nonostante non avesse più proferito parola con nessuno, aveva continuato a parlare con fogli bianchi e calamaio intrappolando su pile di pagine storie e pensieri che poi divennero libri.





martedì 4 novembre 2014

LIBERO VIAGGIO

di Carmen Pistoia

Ombre sfuocate.
Luce che piove
sui tetti.
Sui bianchi e bruni frontoni.
Seguo il ritirarsi
della marea
che lascia scoperti
alghe e detriti.
Onde che si urtano rapide.
S'infrangono le creste
alzando bianca spuma.
La linea dell'orizzonte
tagliata
dal volo dei gabbiani.
L'aria aperta
fluisce libera.
Salpa l'anima
per il viaggio
conclusivo
che porta
alla dimora eterna.

L'INSPIEGABILE...

di Carmen Pistoia

Tante le cose che ci accadono nella vita alle quali non sappiamo dare una spiegazione. Accade, ad esempio, che in un giorno qualunque, apostrofato tra un sorriso e la freneticità quotidiana, si incontra qualcuno che ci cambia la vita. Magari non uno sconosciuto, ma la persona della porta accanto. Lo abbiamo intravisto distrattamente ogni giorno della nostra vita, eppure, mai lo abbiamo davvero notato. Un buongiorno di cortesia, la porta trattenuta per educazione, gesti consueti privi di significato. Poi, qualcosa muta e, in quel buongiorno di cortesia, appare di colpo un tono differente dagli altri giorni. Alziamo lo sguardo, e osserviamo con gli occhi dell'anima chi abbiamo di fronte e tutto muta.
Notiamo che nella persona della porta accanto c'è qualcosa di talmente famigliare che ci stupiamo di non averlo mai notato. Nei giorni successivi, il buongiorno cambia e diviene sentito e non solo un suono emesso dalla bocca.
Morale?
Tendiamo a rincorrere, ricercare o inseguire in maniera compulsiva chissà chi o chissà cosa e non ci rendiamo conto che il meglio lo avevamo davanti agli occhi da sempre.
Conclusione?
Non limitarti a guardare, impara ad osservare e sentire tutto quello che ti circonda.



lunedì 3 novembre 2014

PIOVE

di Carmen Pistoia

Piove.
Odi,
gocce insistenti,
grondare sui vetri.
Nell'anima
silenzio.
Tutt'intorno
freddo.
Tagli col palmo
la fitta pioggia.
Vorresti arrestar
l'inesorabile deriva
d'ogni goccia.
Il sereno
tarda a tornare.
Ma tu,
fiduciosa,
l'attendi sull'uscio.

VIAGGIO A RITROSO...

di Carmen Pistoia

Avviene che, per una ragione qualunque, un adulto schiacciato dalle responsabilità e dagli oneri quotidiani, comincia a viaggiare a ritroso. Torna indietro ai tempi in cui, poco più che bambino, credeva nella forza dei sogni che racchiudevano il potere di cambiare il mondo. Torna alle sue origini, riparte, ineluttabilmente, proprio da dove è partito prima che la sua vita assumesse toni che gli sono sfuggiti di mano.
Perché accade?
Semplicemente perché, quando tutto ti frana sotto ai piedi e perdi il senso della vita, torni indietro nel tempo per ricordare chi eri e come sognavi di diventare. Nel momento in cui ricongiungi il passato col presente, raggiungi la consapevolezza di te, ed è da lì che riparti per risalire da quel luogo indefinito che ti ha fatto perdere le coordinate della vita.
Conclusione?
Crescendo, non smarrire la tua essenza e ricorda sempre l'origine d'ogni cosa. Tutti nasciamo nudi, e crescendo ce lo dimentichiamo. Qualunque cosa ti porti a divenire nella vita, ricorda la nudezza d'animo che possedevi all'inizio di tutto e qualche volta, svestiti degli orpelli di cui ti sei vestito crescendo e torna a indossare unicamente l'anima.


domenica 2 novembre 2014

UN BACIO E' POESIA

di Carmen Pistoia

Sfiorarsi le labbra
come piume.
Cercarsi
delicatamente
fino a trovarsi.
Fondersi
pian piano.

Sentire
il tuo sapore
mescolarsi
col mio.

Amalgamarci
come crema.
Lasciarti
in estasi
facendoti
dimenticare
che esisti.
Volare
su paesaggi
sconfinati
perdendosi
l'uno
sulle labbra
dell'altro.
E non avere
più voglia
di lasciarti
andare.

VIOLENZA PSICOLOGICA...

di Carmen Pistoia

Esiste un genere di violenza che va ben oltre quella fisica e, credo sia più lesiva, ed è la violenza psicologica. Chi plagia le menti altrui, manipolandone volontariamente la sensibilità, è da considerarsi un individuo violento alla stregua di chi picchia. Violentare con le parole fa un male sordo che difficilmente si rimargina. Accade che qualcuno violi il nostro animo, lacerandolo peggio della più atroce delle pugnalate. La cosa orribile è che colui che lede a livello psicologico e cosciente del male che fa e se ne infischia, poiché non ha cuore e vive per dar libero sfogo alla sua egocentrica volontà di possedere e plagiare la mente altrui. Dominare i più deboli gli da forza e innalza al massimo il suo alter ego.
Conclusione?
Spesso, la violenza psicologica, è più distruttiva di quella fisica.


sabato 1 novembre 2014

DOLCE NOVEMBRE

di Carmen Pistoia

Poggioli imbionditi
decoran le vie
sfiorate
da un dolce silenzio.
Odor di boschi umidi
e muschio selvatico
aleggian nell'aria.
S'attarda il contadino
a stipar il vino nuovo.

S'affretta il boscaiolo
a riempir
la legnaia.
Rallenta il ruscello
rispettoso
della natur che dorme.
Si ritiran le rane
l'una accanto all'altra.
Canta una civetta
al calar della sera.
Dolce Novembre
che acquieta
ogni cuor
dona profumi
colori
carichi di sogni.