lunedì 30 giugno 2014

RIALZARSI

di Carmen Pistoia

Scendere dal treno disfattista,
di un destino avverso,
sorridere quasi beffardi
e dire convinti:
mi rialzerò nonostante tutto e tutti.
Afferrare l'ultimo dei sogni
crederci fino in fondo
e camminare,
seppur con le ossa rotte
e il cuore affranto.
Trovare sempre,
quel fil di forza
o quella ragione in più,
per rialzarsi ogni giorno,
guardare in direzione del sole
e dire:
io mi rialzerò.
E dietro te
vedrai volare alto il tuo animo,
si rialzerà
e avrà ali più forti di prima.




LA MENZOGNA FA PIU' MALE DI UNA PUGNALATA IN PIENO PETTO

di Carmen Pistoia

Perché la gente mente e si cela dietro false verità per giustificare le proprie menzogne? Ebbene, nonostante io mi sforzi non riesco proprio a venirne a capo. Eppure, chi mente, sa bene che in quella determinata menzogna c'è di fondo l'incapacità ad essere sinceri, allora mi domando: Non farebbe meglio a rimanere in silenzio piuttosto che sconvolgere chi ha di fronte? A mio avviso, nessun attenuante può giustificare un comportamento tanto vile quanto meschino. Nella vita, è meglio dire una brutta verità piuttosto che celarsi dietro una menzogna che finirà per lacerare l'animo di colui/ei che ne è vittima. Ci sono diversi tipi di menzogne, ma indubbiamente la più devastante è quella che ti viene detta da coloro i quali decantavano affetto infinito nei tuoi confronti. E' inaccettabile che qualcuno possa asserire di volerti bene e al contempo renderti vittima della più crudele delle menzogne. Di qualunque natura sia, non importa se detta a fin di bene o più semplicemente per codardaggine, resta il fatto che è di una bassezza unica. Se si ha fiducia nell'altro bisogna avere il coraggio di dirsi tutto. Una brutta verità la si può accettare, anche se ci fa soffrire, ma la menzogna no, poiché innesca una serie di reazioni che dapprima fanno vacillare il rapporto in essere e poi lo disintegrano irrimediabilmente. Conclusione: nulla, ma proprio nulla, giustifica la menzogna. Diffidate da coloro che si giustificano per la mancata verità asserendo d'aver agito unicamente per il vostro bene, quelle, sono le persone più meschine che abbiate mai avuto il dispiacere d'incontrare.



domenica 29 giugno 2014

GUARDO FUORI E MI CHIUDO DENTRO...

di Carmen Pistoia

Guardo fuori, attorno a me, e ovunque arrivi il mio sguardo, nella maggior parte dei casi, vedo gente che s'avvelena la vita per cose puerili, prive d'ogni importanza, eppure, cosciente di quel che fa, piuttosto affoga in cose vuote che non portano a nulla, che concentrare le proprie energie su come dare un senso profondo alla propria esistenza. Guardo fuori e inorridisco davanti alla pochezza di talune persone, che vogliono far passare per universale il loro pensiero, depauperando completamente quello altrui. 
Guardo fuori e vedo gente sguazzare nell'indifferenza assoluta, magari davanti ad una situazione che non lascerebbe neppure indifferente un barbone che, di suo non possiede nulla, ma darebbe la vita per salvarne un'altra. 
Guardo fuori e mi chiudo dentro, poiché quel che vedo non mi piace, ma mentre chiudo il mondo fuori con tutti i suoi casini, penso e agisco per cambiare quel poco che è in mio potere e, laddove è ancora terreno fertile, riuscire a donare quel che riesco a donare con la speranza nel cuore che a qualcuno servirà per cambiare.



sabato 28 giugno 2014

ACCADE E TI CONVINCI CHE...

di Carmen Pistoia

Accade e ti convinci che gli incontri d'anime avvengono in pieno giorno, in piena luce e ti lasciano nel cuore una carezza indelebile che ti aiuta a rimanere in piedi nei giorni di tempesta. 
Accade che l'abbraccio più dolce giunga da chi non te lo aspetti e ti rende quel calore di cui sei stato derubato. 
Accade che, senza che tu chieda nulla, qualcuno ti doni l'immenso e rimani incredulo nell'apprendere che esistono persone che donano unicamente per pura nobiltà d'animo. Accade che, nel momento più buio della tua vita, qualcuno spontaneamente protegga per te con le sue stesse mani la luce flebile di una candela affinché mai si spenga e ti riporti a veder luce dinanzi a te. 
Accade che, nonostante tu chiuda ogni fonte di luce pur di rimanere chiusa nel tuo dolore, da qualche parte fluisca lo stesso e ti stupisci quando vedi nuovamente sorgere quel sole che mai più avresti pensato potesse sorgere. 
Accade che riprendi a credere in Dio, nella vita, nel valore dell'amicizia solo dopo aver incrociato un animo puro che durante i tuoi giorni plumbei e saturi di nebbia non ha mai smesso di dirti: non arrenderti, vai avanti tornerai ad incontrare il sole. 
Accade e ti convinci che le persone speciali camminano sui viali del tuo cuore solo per ricordarti quanto tu stessa sia speciale. 
Accade e ti convinci che, gli angeli non sempre abitano in cielo poiché il più delle volte sono accanto a te, ma non li riconosci. 
Uno di quegli angeli sei proprio tu che stai leggendo, ed è accaduto proprio a me, il privilegio unico d'incrociarti nel mio cielo.



venerdì 27 giugno 2014

BATTE ANCORA




IN DUE




SE LA VITA TI FA UN DONO,TIENILO STRETTO AL CUORE...

di Carmen Pistoia

A prescindere dal tipo di dono, che sia un amore, un'amicizia, o qualunque altro dono, tienilo stretto al cuore poiché sarà la cosa che più ti darà forza nei momenti di maggior sconforto. L'amicizia vera e pura, così come l'amore, restano i doni più preziosi che la vita possa farci. Spesso si tende a svilire o sporcare di superfluo quel che invece ha un valore profondo e unico. Lo si fa per diverse ragioni, magari per noia, o per mancata coscienza di quello che siamo e quello che vogliamo dalla vita. Accade che, per superficialità, perdiamo il dono più bello che la vita ci ha fatto, ma lo comprendiamo solo dopo averlo perso. Probabilmente è una componente di ognuno di noi quella di passare nel dolore di aver perso, per comprendere il senso della vita e dell'amore. Tuttavia, dopo esserci passati ed esserci resi conto di quanto male possa fare perdere quel dono infinito che la vita aveva ci riservato, cerchiamo perlomeno di trarne insegnamento e di rapportarci in maniera più cosciente e sentita, nei rapporti che seguiranno. Si sa, nella vita tutti sbagliamo, ma da ogni errore se ne deve sempre trarre insegnamento e farne tesoro. Conclusione? Impariamo a dare il giusto valore a quello che la vita ci dona, non aspettiamo di piangere lacrime amare per capire quanto era meraviglioso quel dono che già avevamo tra le mani.




giovedì 26 giugno 2014

BATTITI D'AMORE

di Carmen Pistoia

Due battiti
echeggiano
nella notte
come rintocchi
d'un pendolo.
Morbidi respiri
divengono
vapore.
S'incrociano
sguardi.
S'intrecciano
pensieri.
S'eleva
un sussulto
e rompe
il silenzio.
Battiti d'amore
musicano
le ore.

ESSENZA




BELVE FEROCI

di Carmen Pistoia

Non tutte le belve feroci vivono nelle gabbie all'interno degli Zoo, a volte circolano tra la gente sotto sembianze umane, ma nessuno le nota.

Nel primo caso, ossia le belve rinchiuse in gabbia negli Zoo, la ferocia è solo apparente, nel secondo, ovvero le belve a libero spasso tra la folla, è impercettibile, ma uccide.
Vi basti pensare alle tante insegnanti che massacrano di botte poveri bimbi innocenti negli asili nidi, oppure operatori OS che maltrattano gli anziani, e la lista è interminabile. Nessun gradino sociale ne è escluso. In ogni ambito, si annidano belve, ma girano sotto sembianze umane e difficilmente gli si riconosce la ferocia.


mercoledì 25 giugno 2014

AI CANCELLI DEL CIELO

di Carmen Pistoia

Nelle ore
più mute
della notte
la mia essenza
s'eleva
e sfiora i cancelli del cielo.
Fluttua
così in alto
che varca
ogni confine.
Giunge fino a te
t'abbraccia
carpisce il tuo amore
e ritorna indietro.
E quando spunta il sole
ho più forza nel cuore.
Il mio passo
diviene sicuro
poiché a guidarlo
ci sei tu.
Ho qualcosa in meno
accanto a me,
ma l'universo intero
dentro l'anima.
Ed ogni giorno
attendo con gioia
l'ora in cui
c'incontreremo
d'innazi
ai cancelli del cielo
per riempirmi di te.

E POI SI VOLTA PAGINA...

di Carmen Pistoia



Ogni esperienza, bella o brutta che sia, forma il nostro cammino. Ci sono avvenimenti e persone che ci fanno crescere e maturare, altre che ci recano dolore e dispiacere, altre ancora che col loro agire ci spezzano le gambe, tuttavia,da ogni cosa si trae sempre un insegnamento. Voltando pagina, ci rendiamo conto di chi o cosa non vorremmo mai essere, capiamo che se siamo stati feriti noi, cerchiamo di non ferire gli altri. E infine, si mette tutto nella valigia del tempo che scorre e, a seconda del peso di essa, sappiamo quantificare il peso del nostro cammino già fatto.
Poi, valigia in spalla, si prosegue il viaggio, con qualche anno in più, tante esperienze, e tanta strada ancora da percorrere.

martedì 24 giugno 2014

IL SENSO DI INFERIORITÀ...

di Carmen Pistoia

Componente caratteriale che affligge in molti. Ma è sempre colpa del nostro interlocutore sentire quel gran senso di inferiorità che ci inchioda il morale a terra o a volte parte da una nostra forma di insicurezza di base? Esiste l'uno e l'altro caso. 
A volte si ha a che fare con esseri spregevoli ed arroganti che si vestono di grandezza dettata dalla loro posizione sociale o semplicemente da un modo di fare atto a demolire l'amor proprio altrui. In questi c'e solo da schernirli e lasciarli in balia delle proprie convinzioni. Ci sono montagne, quella dell'arroganza in primis, che per quanto tu ti sforzi di arrampicarti in cima, scivoli sempre più in basso di prima. In questo specifico caso, unitamente all'arroganza, vi è una viltà e cattiveria di fondo che difficilmente si possono arginare. Esistono poi coloro che, pur involontariamente, fanno sentire il senso di inferiorità ai loro interlocutori. Qui però non vi è alcuna premeditazione o meschina cattiveria, ma semplicemente un'involontaria resa al senso di inferiorità da parte di chi ci sta di fronte. Ma perché accade allora se non c'è volontà di sminuire, ledere o ferire? Ebbene, ci sono persone talmente insicure che riescono a vedere muri invalicabili in chiunque. Sono tendenzialmente introversi e vedono tutti superiori a se stessi. Poi ci sono coloro che, per mancanza di autostima assoluta, tendono a demonizzare l'agire altrui ascrivendogli ogni genere di difetto pur di uscirne da vittime. Occorre però, fare una netta distinzione tra coloro che arrecano volontariamente quel senso di inferiorità e lo fanno per riempirsi di boria e coloro che l'unica colpa che hanno è essere persone sicure di sé pur mantenendo umiltà e semplicità. Conclusione? Nel primo caso evitateli. Nel secondo caso spogliatevi dai pregiudizi dettati dalle vostre insicurezze e provate a guardare chi avete di fronte con occhi diversi.


lunedì 23 giugno 2014

C'ERA UNA VOLTA...

di Carmen Pistoia 

C'era una volta un umile contadinella che viveva di sogni. Si svegliava all'alba e, mentre coltivava l'orto, sognava di volare molto in alto, ma le mancava un'ala e rimaneva inchiodata a terra. Di notte, quando tutti dormivano, lei si alzava di nascosto e sgattaiolava fuori. Rimaneva ore ad ammirar la luna silente alta nel cielo. Amava tessere fili d'infinito intersecandoli con i candidi raggi della luna per poi lanciarli lontano nell'orizzonte che tanto ricamava all'interno dei suoi sogni. Neve il suo nome. Occhi verdi come i prati in primavera, pelle diafana, capelli pregiati come seta e raccolti in una lunga treccia castana. Nessuno credeva in Neve, spesso veniva schernita per il suo modo di vivere a tre metri sopra le nuvole, ma lei non desisteva e mai smetteva di credere nei suoi sogni. Un giorno, mentre sedeva accanto ad un ruscello a rinvigorire con fresca acqua di fonte i suoi sogni, passò di lì un cavaliere, la notò e si fermò. Scese da cavallo, le sedette accanto e le chiese: cosa fai qui da sola delicato fiore di campo? Neve sollevò lo sguardo e rispose: attendo fiduciosa che mi raggiunga l'altra mia ala per poter spiccare il mio volo sulle ali dei miei sogni cavaliere. Lui le prese la mano, l'avvicinò al suo petto e la piccola Neve si sentì subito avvolta da un'aura di calore indescrivibile. Uno dopo l'altro, vide librarsi in volo tutti i suoi sogni e girare intorno a lei in una dolcissimo mulinello fatto di una miriade di farfalle colorate. Poco dopo, avverti sulla schiena un dolore lieve, le stava spuntando l'ala mancante... Neve e il cavaliere divennero una cosa sola e si librarono entrambi in volo alimentati dallo stesso sogno...



domenica 22 giugno 2014

LA FORZA DI VOLONTÀ È DONNA?

di Carmen Pistoia

Assolutamente no, la forza di volontà è donna quanto uomo. Esistono donne che ne hanno da vendere, ma al contempo, gli uomini non son da meno. Certo la donna ha più responsabilità, è mamma, moglie, figlia, sorella, amica, amante, insomma, riesce a destreggiarsi nei molteplici ruoli che deve vestire, con molta forza e determinazione. Tuttavia, esistono donne fragili che di forza non ne acquisiscono mai e, per quelle donne, lo fanno gli uomini. Meno frequente come cosa, ma ammirevole quanto la donna, sono quegli uomini che riescono a vestire il ruolo di mariti, padri, amici, figli ecc. e lo fanno con una devozione che commuove. Ho visto uomini cambiare incerate sotto le mamme con i corpi saturi di piaghe in un letto d'ospedale. Li ho visti piangere, asciugare le lacrime e rimboccarsi le maniche poiché unici perni per muovere il motore della famiglia. Ho visto uomini prendersi cura dei figli meglio delle donne. Ho visto uomini saper essere grandi nella loro essenza. Ho visto uomini forti e li ho ammirati commossa. Ho visto donne forti e le ho ammirate commossa. Conclusione? La forza non è né donna né uomo, la forza è tutto quello che un individuo, a prescindere dal sesso, riesce a sprigionare e trasmettere affrontando la vita e le difficoltà di petto.



sabato 21 giugno 2014

MOMENTI UNICI

di Carmen Pistoia

Gocce di poesia
negli occhi tuoi.
Frammenti angelici
nello sguardo.
Placido
il cuore
s'infila nel tuo
e trova pace.
Ogni respiro
nasce e muore
tra le tue ciglia.
Sei vita che scocca
in me.
Cade una foglia
sul lago delle emozioni
ne smuove le acque
e lascia
un solco nell'anima.


TENERSI




L'OMERTÀ...

di Carmen Pistoia

Piaga sociale dalle dimensioni inimmaginabili. Ci si nasconde dietro a tutto pur di non alzare un dito a difesa del prossimo. Accadono cose sotto i tuoi occhi che ti fanno rabbrividire. Vedi gente assistere alle peggiori delle ingiustizie, ma fingono di non aver visto. Da un capo all'altro della moralità, nessun settore escluso, vedi un popolo di omertosi tacere pur avendo assistito con i propri occhi. Vi basti pensare a quelle donne che vengono violentate in branco, ma poi, nessuno ha visto e sentito nulla. Per non parlare delle molestie sui posti di lavoro, colleghe che assistono silenti agli atti di molestia, ma che nel momento in cui gli si chiede di testimoniare, gli senti dire: mi spiace non posso espormi, ho bisogno di lavorare. Gente che assiste al pestaggio ad un posto di blocco, le forze dell'ordine massacrano di botte un ragazzo fino a ridurlo in fin di vita, senza giustificati motivi, e poi, coloro che hanno assistito al fatto, scappano. Gente che si trova sul luogo di incidente al momento in cui un pazzo trancia la vita di un innocente, ma scappa per paura di dover testimoniare. Ma perché siamo così maledettamente vili? Cosa spinge un individuo a chiudersi nell'omertà? Ebbene, la ragione di fondo è solo una, l'egoismo! Ognuno pensa, tanto non è successo a me, me ne sto in silenzio chi me lo fa fare ad espormi per difendere i diritti di uno sconosciuto? E sull'onda malata di un popolo omertoso, si consumano crimini, ingiustizie e soprusi d'ogni genere e a pagarne lo scotto è solo la vittima.



venerdì 20 giugno 2014

CHIUDIMI DENTRO TE

di Carmen Pistoia

Chiudimi
dentro te
e preserva
la mia essenza
nel tempo.
Chiudi
il mio amore
nel tuo cuore
e accarezzalo
come seta

quando sei solo.
Custodisci

ogni attimo
come dono
prezioso.
Fa
che tutto resti
incontaminato
così come
noi
l'abbiam vissuto.
Ricorda
la ragione per cui
ci siam amati
e chiudila
per sempre
dentro te.


SUBLIMAZIONE



MA DIETRO AL " O FAMO STRANO" C'È PERVERSIONE O È SOLO UN DESIDERIO IMMENSO DI PASSIONE PURA?

di Carmen Pistoia

Secondo me, se la cosa nasce tra coloro che si amano e che comunque fanno coppia, non vi è alcuna perversione, ma un puro desiderio di provare emozioni forti cimentandosi in giochini erotici dal contenuto fortemente passionale. Molto spesso, per pudore, all'interno della coppia si tende a non dire quello che ci appassiona a livello erotico, eppure credo sia la cosa più naturale che esista in un rapporto che funziona. Le perversioni sono altra cosa, nulla hanno a che vedere col desiderio di sperimentare col proprio partner un determinato luogo in cui fare l'amore. Ma sapete perché molto spesso un marito, compagno o fidanzato si rivolge al sesso a pagamento? Per paura di esternare quello che è un semplice desiderio, sogno erotico o come lo si voglia chiamare. La donna, spesso tende a demonizzare, quelle che ritiene perversioni del proprio compagno. Eppure, non deve essere così, il dialogo dovrebbe esserci anche in questo senso tra due persone. E così, con la stessa naturalezza con cui si parla del cibo che ci piace, o del gusto musicale ecc. allo stesso modo dovrebbe venire spontaneo dire alla propria compagna: "sai amore ho un sogno, fare l'amore con te alle cinque del mattino sul prato del giardino mentre gli irrigatori dell'acqua si aprono per innaffiare, sarebbe stupendo e sensuale da morire poter sentire ogni goccia scivolare sui nostri corpi nudi". Insomma, ci trovate della perversione in questo esempio del " o famo strano"? Personalmente no. Trovo fondamentale che in ogni singola cosa che forma il rapporto di coppia, ci voglia dialogo e da esso se ne tragga completezza. Conclusione? Non abbiate paura di essere presi per pervertiti, sappiate coinvolgere la vostra compagna/o in un dialogo naturale e costruttivo anche sotto questo punto di vista.


giovedì 19 giugno 2014

L'INIZIO D'OGNI GIORNO

di Carmen Pistoia

Nel mezzo
del rincorrersi delle ore
s'adagia nella mente
il pensiero di te.
Morbidi respiri
nascono dal petto
cantano l'amore
che pulsa nel cuore.
Guardarti mentre dormi
e vedere sul tuo viso
i miei tratti.
E quando apri gli occhi
sorge il sole
dentro me.
E mentre mi baci
prende forma
quella splendida magia
che ogni bacio
sia il primo.
Con te
ogni giorno
è l'inizio
di tutto.
Ti amo.



SENTIRSI IN TRAPPOLA...

di Carmen Pistoia

Vi è mai capitato di sentirvi intrappolati in una situazione e non avere la forza di uscirne? Capita in ogni ambito, amore, lavoro, amicizia, ecc. Succede che per una serie di circostanze avverse, ti ritrovi spalle al muro e non vedi nessuna via d'uscita. Fino a un attimo prima tutto fluiva in maniera favorevole, poi, qualcosa si rompe e con essa l'intero equilibrio d'ogni cosa. Sono momenti, ore, giorni drammatici. Vorresti urlare, scappare, spaccare tutto, ma non puoi, quella determinata situazione ti inchioda e non ti permettere di muoverti in nessuna direzione. Piangi, picchi i pugni contro il muro, ma nulla si muove. Fuori la vita va avanti e tu sei costretto a rimanere indietro, chi per obbligo, chi per dovere, chi per forza di cose, si resta paralizzati e non si riesce a far neppure un passo. Ti senti morire e, per certi versi, preghi che accada davvero. Non puoi muoverti, sei prigioniero, allora meglio morire. Eppure, è proprio in quel momento che devi lottare come un leone. Uscirne ti sembrerà un qualcosa di assolutamente impossibile, ma tutto è possibile se siamo in grado di renderlo tale. Conclusione? Di qualunque natura sia la prigionia di cui sei finito in gabbia, non mollare e trova il modo per uscirne!




mercoledì 18 giugno 2014

AMORE


IL DIO DENARO RENDE BELLO ANCHE UN CESSO...

di Carmen Pistoia

È avvilente vedere la falsità di certe donne quando affermano che in un uomo conta solo l'animo. Poi ne esiste una larga fetta, a mio avviso la più bieca e stomachevole, che davanti ai soldi svende la propria moralità e accetta l'agio. Eppure, sono le prime che dicono che il denaro non conta. CAZZATE! Quelle sono le prime che inseguono forsennatamente proprio il pollo di turno da spennare. Ma cosa accade nella mente di una donna quando sceglie solo il denaro? Semplice, esistono donne che preferiscono puntare la loro vita sull'essere parassiti. Donne che valgono meno di zero, che pur di non fare un cazzo nella vita, ma vivere di agi, optano per la strada più facile, il farsi campare. E poco importa se chi scelgono gli faccia venire il volta stomaco, a loro basta avere le cose materiali. Ho visto donne asserire cose da farmi accapponare la pelle. "Chi se ne frega che è un cesso o non abbia un briciolo di cuore, basta che mi da tutto quello che mi serve." E tu rimani quasi interdetta d'innanzi a cotanta spietata freddezza calcolatrice. La cosa che più mi lascia perplessa è che ci si svende davvero in virtù di quella religione che il Dio denaro comanda. Si è sempre più attaccati al materiale e si disdegna l'essenza, la sostanza, non riesco a capacitarmi che si possa essere così maledettamente sterili a livello interiore. Tuttavia, anche questa è ordinaria amministrazione in una società che cresce sempre più a pane e apparenza. Tutto viene sostituiti ben volentieri, basta avere le tasche piene, le firme più ambite e chi più ne ha più ne metta. Conclusione? Se solo ci ricordassimo che siamo nati nudi e la ricchezza più grande che ci è stata donata è la vita stessa, forse riusciremmo a dare più peso all'essenza d'ogni cosa e prenderemmo le distanze dal materialismo generale sul quale, ormai i più, fondano le proprie scelte di vita.


martedì 17 giugno 2014

ANIMA NERA

LA DISPERAZIONE SUPERA OGNI LIMITE

di Carmen Pistoia
E' cronaca di questi giorni e non solo la morte per suicidio di diverse persone arrivati al tragico gesto dopo aver perso il posto di lavoro.
Devo dire che c'è da rabbrividire d'innanzi a tanta disperazione. Può la perdita del posto di lavoro portare ad un gesto così estremo? E' indubbio, che data la crisi che sta attraversando il nostro paese, il posto di lavoro è di fondamentale importanza per sopravvivere. Provo a mettermi nei panni di un padre di famiglia che si vede venire a mancare di botto quell'unico introito economico che fino al giorno precedente serviva a sfamare la propria prole, ne concludo che sia davvero tragico. Al contempo, mi domando, dove sia finita la forza di volontà. E' vero anche che non tutti la possiedono, pertanto, si lasciano atterrare dalle avversità giungendo a gesti di natura così estrema. La disperazione ha raggiunto soglie davvero preoccupanti nell'ultimo decennio. Dall'adolescente che si suicida per il cattivo voto a scuola, al padre di famiglia che si toglie la vita per la perdita del posto di lavoro, fino ad arrivare al fidanzato che la fa finita perché è stato mollato. Insomma, è possibile che situazioni di comune quotidianità in determinate persone inneschino una disperazione tale da indurli al suicidio? Personalmente non condivido questo genere di reazione, anche se, da un punto di vista umano lo comprendo benissimo. In prima persona ho subito traumi di dimensioni enormi non facili da affrontare e quel pensiero ha sfiorato anche la mia di mente... Conclusione: parlo per esperienza vissuta, è vero la disperazione in alcuni momenti avvicina moltissimo a gesti estremi, ma è in quel preciso momento che occorre tirare fuori anche la più piccola fonte di forza e mutarla in speranza di guardare ancora al domani. Una sola cosa dovete pensare nel momento in cui volete farla finita, quello che lasciate nel cuore di chi amate, UNA CONDANNA! 
Da cuore che da sempre lotta a cuore che inizia a lottare oggi dico: abbiate coraggio, fatelo per coloro che amate, se vi arrendete, loro moriranno dentro subito dopo di voi.



lunedì 16 giugno 2014

LE NOTE DEL CUORE

di Carmen Pistoia

Sinfonia il la minore
suonata,
da cuore a cuore.
Note dolci
s'elevano nel silenzio
e arrivano fino al cielo.
Si fermano le ore.
Tace il vento.
Nell'aria
solo musica
diretta,
a chi sa ascoltare
le note del cuore.
Plana una piuma
sulle mie dita
accarezza i pensieri
e vola via.
Canta un pettirosso
alla mia finestra,
annuncia vita nuova,
densa,
di luce buona.
Mulinelli di aghi di Pino
disegnano un sorriso.
L'animo si distende.
Intravedo il sereno,
spengo la luce
e m'addormento
col ricordo di te
nell'anima.




QUANTO CONTA NEL RAPPORTO DI COPPIA LA SESSUALITÀ?

di Carmen Pistoia

Molti sono convinti che ne rapporto di coppia la cosa essenziale è andare d'accordo a livello caratteriale. È vero in parte, si perché pur avendo caratteri che collimano, la sessualità ha comunque un'importanza non secondaria. Molte coppie trascurano questo dettaglio per loro di poco conto e finiscono per spegnere il fuoco di base che accende il cerchio della totalità di coppia. È sbagliato pensare che basta fare sesso, quasi come fosse un dovere di coppia. Fare l'amore è poesia, passione, sensualità. In ogni coppia, all'inizio pare esserci molto interesse, poi però, tende ad evaporare col tempo come rugiada al sole. Vi basti pensare che la completezza di un rapporto sessuale con la persona amata, dona quell'estasi mentale che aiuta ad affrontare tutto il resto delle cose con uno slancio più vitale, raggiante, sprezzante, carico di positività. Diversamente, un rapporto consumato nella sterilità dell'abitudine, magari nella fretta o frenesia quotidiana, perde di magia, di sapore, di calore. Ognuno di noi, uomo o donna, deve mantenere nel tempo la splendida capacità di essere sensuale, travolgente. Riuscire a rendere piccante ogni carezza, ogni bacio, ogni gesto, non è difficile, basta desiderarlo con tutta l'anima. Amare non è solo una questione di cuore, ma anche di corpi contorcenti che riescono a penetrarsi il punto più profondo della mente scatenando quello che poi è il vero piacere del rapporto di coppia. Siate in sintonia col vostro compagno, ma affinché tutto abbia forza, intensità e calore, non dimenticate che fare l'amore, ha lo stesso peso d'importanza dell'essere affini a livello caratteriale.


domenica 15 giugno 2014

HO IMPARATO A :

di Carmen Pistoia

Schivare le domande della gente frivola rispondendo con un evasivo: scusa sono di corsa non posso trattenermi.
A non dar peso alle chiacchiere fatte da chi non ha nulla di importante di cui parlare e inventa.
A mandare a quel paese chi giudica i miei passi senza sapere la fatica che mi costa macinare chilometri con tutto il peso d'ogni cosa sulle mie spalle.
A vivere alla giornata, così come viene, facendo tesoro delle piccole cose, conservando nel cuore il dolore e facendo bagaglio di vita ogni istante che vivo.
Ho imparato a mie spese che nulla è scontato, dovuto, sicuro, per sempre.
Allora, pian piano, ho buttato giù dalla barca della vita, quell'inutile zavorra del superfluo e ho tenuto solo l'essenza. 
Vivo di attimi, belli o brutti che siano, non ha importanza, ma vivo per come sono, infischiandomene di tutto quel contorno malato e invadente che limita la libertà di essere e ti inchioda i passi lasciandoti fermo ad una stazione dalla quale vedi partire tutti tranne te.





sabato 14 giugno 2014

MA L'AMORE VERO CHE COS'È...

di Carmen Pistoia


Un universo meraviglioso dove perdersi e ritrovarsi in ogni singolo respiro è un privilegio di pochi eletti. Amare non è da tutti, amare col cuore, la mente, il corpo e l'anima, è davvero cosa rarissima. Accade che, in una giornata qualunque, di una stagione qualsiasi, in un tempo non cercato, che due cuori si incontrano per un fortuito caso. Si scrutano, si annusano, si riconoscono, e in un attimo è come se fino a quel momento la vita già vissuta non sia mai esistita. Ecco, l'amore ci ha raggiunti, quel folle sentimento quasi imprendibile nel pieno della sua unicità, ha appena fatto varco nel nostro cuore e nulla è più come prima. L'amore entra nella nostra vita senza chiederci il permesso. Persino chi asserisce di aver chiuso tutte le porte del cuore, lascia sempre, sebbene in maniera inconscia, una fessura dalla quale far filtrare l'infuso dell'amore per riuscire a respirare vita nuova. Lo spazio perfetto che risiede dentro noi e dove avviene l'incontro d'anime, è il centro preciso del cuore. Quel punto da cui parte ogni pulsazione e ne determina l'intero battito. Nel momento in cui la tua anima incontra l'amore vero, ogni cosa assume la giusta forma nel tuo cuore e tutto si accomoda perfettamente sul comodo divano dell'anima dove si consumano attimi di eternità, passione e oltre. Questo perché quando l'amore vero ti entra nella vita, si impossessa di tutto e ti dona quella meravigliosa sensazione di piena salute. Questo è amore vero, tutto il resto sono solo surrogati dell'amore propinati a larghe mani da coloro che tutto sanno fare fuorché amare.


venerdì 13 giugno 2014

CONCERTO

di Carmen Pistoia

Suona un pianoforte
al lume di candele.
Mani
che sfiorano i tasti
generando note
sature d'amore.
La tua voce
nel silenzio
canta per me
il canto dell'anima.
Petali di rose
sul pavimento,
sul letto
e su ogni tratto della stanza.
Aroma di vaniglia
fluisce dolce,
dona pace,
armonizza cuore e mente
proiettandomi
nell'infinito dei tuoi occhi.
E in un attimo,
tutto il mondo scompare,
diviene piccolissimo
d'innanzi alla grandezza
di un amore,
che rade al suolo ogni cosa
e lascia in piedi solo,
te,
me
e l'aura d'immenso
che ci avvolge.
Soffio sull'ultima candela
e nel buio
sboccia una rosa bianca.





FASCINO...



LIBERTÀ DI ESSERE...

di Carmen Pistoia

Qualunque individuo dovrebbe sempre preservare la propria libertà di essere se stesso a prescindere da tutto e tutti. Tuttavia, accade quasi sempre che si finisce per recingere il proprio io e ghettizzarlo nell'angolo più nascosto del vivere quotidiano. Si è se stessi solo nei sogni, poiché è l'unica cosa che nessuno ci può dirigere, manipolare o ammaestrare a propria immagine e somiglianza. Tutto questo, però, porta le persone ad essere scissi in due, tra quello che di fatto sono e quello che devono essere in virtù di coloro con cui scelgono di rapportarsi. Vi è mai capitato di conoscere qualcuno che all'inizio di un rapporto è a dir poco estasiato dal vostro modo di essere e invece, col tempo avanza la pretesa di modellarvi? Perché accade? Si sa nessuno è perfetto, ma questo non significa che dobbiamo avere l'assurda pretesa di poter modificare il modo di essere altrui solo perché non è come noi vorremmo. L'egoismo, spesso logora qualunque rapporto e finisce per dargli tutto l'aspetto di un ergastolo e non di un sentimento vissuto nel pieno della libertà di essere. Ognuno di noi ha il proprio animo, cuore, idee, sogni, desideri e nessuna persona che villanta di amarci dovrebbe mai annoverarsi l'arbitrario diritto di cambiarci. Se si ama, si ama perché due anime si sono sfiorate fino a penetrarsi e fondersi, non di certo per modellarsi a vicenda. Libertà è poter cantare col proprio timbro di voce e mai gorgheggiando falsetti fuori portata che stridono maledettamente col nostro tono di base. Conclusione? Ama come se stessi ricevendo uno dono, non cadere nella trappola di quello che una volta che ha scartato il più bel regalo mai ricevuto nella vita, comincia a trovare tutti i difetti possibili pur di dimostrare che forse non era proprio quello che desiderava avere. Dona libertà a chi ami, non inchiodargli mai le ali, finirai per uccidere in lui la capacità di saper volare.



giovedì 12 giugno 2014

SINUOSO

di Carmen Pistoia

Sinuoso
è
il tuo accarezzarmi
piano la pelle.
Sinuose
le tue labbra
che toccano le mie.
Sinuosi
i nostri volti
mentre si sfiorano
si cercano.
Sinuose
le mani
che fremono
sui fianchi
imprigionando
calore.
Sinuosi
noi
e la danza
dei nostri cuori
che risuona
nel silenzio
di un amore
fatto di note
calde.

L'AVARIZIA...

di Carmen Pistoia

Esistono persone che si credono i padroni del mondo,del tempo e di tutto quel che li circondano. Vivono calpestando il prossimo e incuranti della scia desolante che semina il loro agire. Ma forse non sanno che nulla ci appartiene, neppure l'involucro che madre natura ci concede in uso nel momento in cui veniamo al mondo. Tutto ci viene concesso in usufrutto gratuito per un dato periodo e, giunti alla scadenza, dobbiamo riconsegnare tutto. La gente vive accumulando beni materiali, ma tanto non potrà portarseli nella tomba, eppure l'avarizia di talune persone è sconcertante. Li vedi trascorrere una vita intera a mettere da parte un patrimonio senza spendere un centesimo né per se stessi, né tantomeno per aiutare il prossimo. Mi domando come si possa vivere in questo modo. Lavorano, fanno orari assurdi, non si concedono mai nulla, l'unico obiettivo che per loro conta è accumulare quanto più possibile. La cosa patetica che si nota osservando questi individui è che non hanno anima. 
I loro occhi sono privi di orizzonti. La curva del giorno che nasce, loro non la vedono. Non possiedono la capacità di lasciarsi andare all'amore, al pianto, al desiderio o ad un semplice sorriso. Hanno rocce di marmo al posto del cuore. Quelle rare volte in cui uno di questi individui si concede il lusso di farsi una famiglia, non lo fa di certo per amore, ma per avere al suo seguito schiavetti da manovrare. E poi, un giorno giunge al capolinea. 
La morte bussa alla sua porta e se lo porta via. Dall'alto, mentre lascia questo mondo, osserva quel che accade. Nessuno piange per lui e dentro la sua casa scoppia il saccheggio caotico da parte di chi resta e che lui ha condannato a vivere come umili schiavi. Avvilito, da quel che lui stesso ha seminato, si volta e dice alla morte di andar via il più velocemente possibile pur di non vedere quello che è stato. 
Conclusione? Nulla ci appartiene e mentre vivi ricordati che non serve accumulare ricchezze per il solo gusto di farlo, condividere appieno ogni singolo tozzo di pane con chi ti circonda, sicuramente arricchisce molto di più di quanto possano fare i beni materiali freddi e inanimati.



mercoledì 11 giugno 2014

TU DELIRIO MIO

di Carmen Pistoia

Guardarti
e vedere la gioia
sgorgare
sul tuo viso.
Baciarti
e sentire
accendersi
i sensi.
Scivolare
sul tuo corpo
in un contorcente
desiderio.
Averti
e non desiderar
più nulla
persino l'aria
diviene
superflua.
Tu
delirio mio
unico
e solo
a farmi perdere
la ragione.

COME È DURA LA VITA...

di Carmen Pistoia

Nulla fluisce mai come vorremmo. Si parte dal principio di voler costruire e si viaggia su queste frequenze per tutto il tempo della nostra crescita di vita e spirituale. 
Poi però, di traverso sul nostro cammino ad arrestare il passo, ci si mettono le difficoltà. Mentre crescerai, la vita ti colpirà talmente forte che imparerai a resistere. Ti mentiranno in maniera così meschina che imparerai a vivere lottando per la verità ad ogni costo. Ti capiterà di perdere la persona che mai avresti voluto perdere e da li imparerai a sopportare il dolore. Imparerai a rendere concrete le parole, a dare forma ai pensieri e ad agire con determinazione. Alle volte ti sembrerà che il destino ci si accanisca contro e ci voglia veder morire di stenti, ma il destino c'entra relativamente in tutto quel che facciamo. Dall'amore al lavoro e tutto un susseguirsi di scelte, a volte giuste, altre sbagliate. Tuttavia, ogni goccia riempie quel mare che chiamano vita. Nessuno ci fornisce un libretto di istruzioni al momento che veniamo al mondo, ci donano la vita e ci dicono: ecco ora sei vivo, buon viaggio passeggero dei tuoi giorni. Ed è così che inizia a compiersi il nostro cammino. Ci faranno male, ci faranno sorridere, e noi stessi faremo male e faremo sorridere. E passo dopo passo, errore dopo errore, ognuno di noi troverà la sua vera dimensione, tutti ne abbiamo una. Buon viaggio a voi tutti e affrontatelo di petto. E ricordate, un buon guerriero non è mai colui che vince ogni battaglia, ma colui che nonostante perda ogni guerra, torna sempre a combattere con grinta.



martedì 10 giugno 2014

NUDO

di Carmen Pistoia


Nudo
il cuore
nelle tue mani.
Vergini
le emozioni
che fremono
per esser vissute.
Nuda l'anima
in viaggio
verso te.
Nudo il desiderio
che si nutre
cresce
e divampa
giorno dopo giorno.
Nude le voglie
appoggiate
sulle tue labbra.
Nudo l'amore
che fluisce nelle vene.
Nudo
e a nudo
dinanzi a te
aspettando
che tu
vesta d'immenso
questo sentimento.


LA MUSICA CHE DONI...

di Carmen Pistoia

Siamo tutti musica per qualcuno.
Noi, maestri d'orchestra di una melodia unica che componiamo con infinito amore e doniamo a coloro che ci circondano.
Hai mai pensato cosa sarebbe la vita di chi ti ama se tu smettessi di comporre musica per loro?
Li condanneresti a lunghe giornate prive d'ogni suono, momenti interminabili di silenzi amari, attimi di assoluto mutismo.
Pertanto, per quanto la vita ti costringa a smettere di comporre musica, ricorda sempre, che c'è chi, dalla tua melodia di vita, ne trae ragion per continuare a udire suoni e magia in ogni cosa. 
Non chiudere mai lo spartito della vita sul quale annoti con amore le note che allietano le ore di coloro che ami, ne morirebbero.
Scrivi e suona per loro, affinché possano udire sempre nell'aria quelle note dolci e calde del pianoforte della vita.



lunedì 9 giugno 2014

SUBLIMAZIONE

di Carmen Pistoia 


Sciogliermi
sulle tue labbra.
Rinascere
sul tuo petto.
Noi
siam due gocce d'acqua
nell'oceano
in cerca
del proprio mare.
Tu
io
e il fondersi d'anime
fluttuar
tra le onde.

ANIMO NOBILE



ONORE E RISPETTO...

di Carmen Pistoia

Due parole da sfiorare con i guanti di velluto della coscienza. 

Ma cosa si intende per rispetto? E cosa per onore? 
Rispetto non è una parola da pronunciare, ma una regola di vita da dimostrare. Avere rispetto significa non ledere mai nessuno, poiché ognuno di noi ha cuore e animo da rispettare. Rispetto è essere leali, avere coerenza, onestà intellettuale. Quando stai per compiere un atto, qualunque esso sia, fermati un istante e pensa a come staresti tu se quel determinato atto fosse fatto a te. In sintesi, non fare agli altri quel che è stato fatto a te. Se sai cosa significa soffrire, poiché la tua pelle ha dovuto sopportare talmente tante bruciature profonde da lasciarti cicatrici inguaribili, fa che nessun altro di tua conoscenza, possa subire quel che hai subito tu. Se sai che sapore ha il tradimento subito, evita di tradire. Se sai cosa si prova ad essere abbandonati, non abbandonare. Insomma, se hai cuore abbi rispetto per chi ti circonda, inoltre ricama il tutto con l'onore, ossia quella splendida capacità che ognuno di noi possiede che fa si che rispetto e onore nelle proprie azioni, divenga un connubio inscindibile.



domenica 8 giugno 2014

TRACCE DI TE

di Carmen Pistoia

Tracce di te
sulle labbra.
Sapore, il tuo,
che rimane in bocca
e accompagna i miei momenti
col gusto dolce della vita.

Tracce di te
tatuate nei pensieri.
Voglia di restare
sempre tra le braccia tue
imprigionare il tuo calore
e sentirlo perennemente addosso.

Tracce di te
sulla pelle ancora calda.
Intenso profumo
impresso nei sensi
essenza che non svanisce
neanche lavandola.

Tracce di te nel mio sorriso.
Solare,solo quando,
a farlo nascere ci sei tu.
Luminoso più che mai
se a ridere siamo in due.

Tracce di te
sulle pareti del cuore.
Sei chiave che apre
le porte dell'anima mia.
Sei scrigno d'ogni mio respiro
sei amore,immenso amore,
e nulla è più grande di te.


FALSI D'AUTORE...

di Carmen Pistoia

Colui che mente sapendo di mentire è subdolo, 
ma duole ammetterlo, la falsità è la componente imperante di tantissima gente. 
Ma perchè si mente sapendo di farlo? 
Ebbene, esistono diverse categorie di bugiardi. 
Quello occasionale, quello incallito, 
colui che si macchia delle cosiddette bugie buone, 
ma ne esiste una tipologia che batte tutte le altre, il falso d'autore. 
Vi direte, ovvero? 
Vi svelo subito il prototipo di soggetto. 
Il falso d'autore è di una meschinità indescrivibile, 
gira e rigira ogni cosa modellandola su un suo personalissimo disegno diabolico. 
Mente in una maniera miserabile e tu che lo ascolti 
rimani inorridito da cotanta meschinità. 
È rivoltante veder giurare sui propri defunti verità, 
che tali non sono, pur di farsi credere. 
Ho visto gente giurare su bambini morti, 
la cosa indignante è che erano figli loro. 
Sconcertante poi, le lacrime copiose, il vittimismo, 
quel modo di fare talmente inconfutabile, a cui chiunque crederebbe. 
In pochi riescono a smascherare questi individui così rivoltanti. 
Tuttavia, avviene e quando il beneficiario delle falsitá lo apprende, 
nè rimane pietrificato. 
In ogni caso, tali individui, si possono facilmente smascherare 
se si pone attenzione sul loro agire, ardire e quant'altro. 
Sapete, il falso d'autore è comunque un falso, 
pertanto, alla lunga, la sua finta essenza evapora 
e viene fuori il suo tipico puzzo di marcio. 
Conclusione? 
Sarà pur vero che il falso d'autore è un ottimo attore, 
ma noi spettatori non siamo da meno, 
col tempo alleniamo gli occhi ad osservare la scena 
e ci rendiamo conto di atti ripetuti in due ciack differenti. 
A buon intenditor poche parole.



sabato 7 giugno 2014

AMPLESSO

di Carmen Pistoia

S'abbraccian

due amanti
al lume d'un camino.
Fioccano sussulti
nel silenzio
della stanza.
Serpeggia focoso
il desiderio.
Scivola cioccolato
su labbra bagnate
e s'addensa
nei sensi.


L'UNICO ABITO CHE DOVREMMO INDOSSARE È, L'ESSENZIALE...

di Carmen Pistoia

In una società sempre più distratta, 
si tende a vivere per facciata, apparenza, 
falsi miti e inutili orpelli che appesantiscono animo e vita. 
Non serve essere attori per recitare una parte, 
oggi, lo fanno un po' tutti. 
Ci si crea profili falsi, immagini non corrispondenti a quello che siamo. 
Ci si veste di importanza, di cinismo, di falsità, di superfluo. 
Tutto questo per chi? Per cosa? 
Ebbene, io credo che sia solo un palliativo 
che ci imponiamo per sembrare quel che non siamo. 
Pur di piacere ci facciamo piacere cose che magari abbiam sempre disdegnato. 
Pur di fare gruppo ci copriamo di veli, 
atti a celare il nostro animo e far emergere quel qualcosa di innaturale 
che non ci appartiene, ma che finiamo per interpretare pur di non esser soli. 
Quale scempio immondo compiamo verso noi stessi!
Siamo così presi dall'apparire che finiamo per divenire 
prigionieri di quel "così fan tutti" e lo facciamo anche noi. 
Giriamo con l'animo nudo e il corpo ricoperto di strati di apparenze. 
Poi, però, quando siamo soli con noi stessi, fatichiamo a riconoscerci. 
Rifiutiamo di specchiarci per paura di veder riflesso una lontana brutta copia di noi.
Allora mi domando: a che serve violentarsi dentro per apparire quello che non siamo?
A nulla!
Quindi, a prescindere da chi ci cammina accanto, 
impariamo ad indossare quell'abito pregiatissimo 
fatto di tessuto essenziale, l'autenticità. 
Possiamo piacere o non piacere, ma meglio restar se stessi 
che divenire tutti cloni e girare attorno alla ruota del mulino 
spinti in un unica direzione, la prigionia dell'apatia conseguenziale 
al vestire abiti che non ci appartengono.
Ognuno di noi é uno e unico, restiamo tali.




venerdì 6 giugno 2014

PERDERSI IN TE

di Carmen Pistoia 

Ti guardo
sorridi
e mi streghi.
Ti sfioro
tremi
e mi travolgi.
T'abbraccio
e tutto s'accende.
Schiava
d'un emozione
mi perdo nell'oblio.
E son crema
che si scioglie
nelle tue mani
scaldata d'amore.
Passione trepidante
esplode.



SON LE COSE DELLA VITA...

di Carmen Pistoia

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui tutto ci sfugge dalle mani. 
Accade qualcosa che ci lancia nel vuoto senza paracadute. 
Quello che fino a poco prima era tutto stabile sotto i tuoi piedi,
di colpo, un terremoto devastante lo demolisce in un solo colpo. 
Senti il peso del mondo sulle tue spalle e non sai in che modo arrestare 
questa folle corsa che il destino ha riservato per te. 
Di primo acchito ti si gela il sangue nelle vene. 
Non riesci più neppure a sentire l'aria che ti entra nei polmoni. 
Sei pietrificato dal dolore, 
hai appena perso la persona più importante della tua vita. 
La morte ti si è presentata d'innanzi in tutta la sua gelida galera del terrore. 
Nessuno è mai preparato a perdere le persone che ama,
ma accade e quando avviene vieni catapultato in un mondo terribile. 
Si spegne il sole. 
Non credi più in Dio, nei sogni, nel domani. 
Non vuoi vedere nessuno, vorresti congelare le parole di chiunque, 
far tacere ogni suono, ogni rumore. 
Tutto intorno a te muore. 
Tutto dentro te muore. 
Piangi. 
Ti senti chiuso in una centrifuga di dolore 
che stritola in miliardi di pezzi il tuo cuore. 
Eppure, sai che devi reagire 
poiché la persona che hai perso vorrebbe questo da te. 
Allora col cuore grondante di veleno, 
sollevi il capo e tendi la mano a chi ti sta intorno. 
Ora tocca a te, devi essere punto di forza per tanti. 
Tu per primo avresti bisogno di aiuto, 
ma non ti è concesso, devi dar forza agli altri. 
Queste sono quelle cose della vita, 
che mai nessuno vorrebbe provare,
ma che tutti siamo destinati a dover affrontare. 
Non e mai semplice, ma davvero dopo la notte più lunga 
torna sempre a nascere il sole. 
Magari non lo guarderemo più con gli stessi occhi, 
ma potremo comunque guardarlo. 
La vita è questo: gioia e dolore più o meno nella stessa misura. 
Per riuscire ad affrontare questi terribili momenti 
occorre avere grande forza, 
ma col tempo si riesce a convivere col dolore. 
Non si dimentica, non si supera, ma si impara a convivere 
con quest'alieno nel cuore allo stesso modo in cui si convive col resto delle emozioni.



giovedì 5 giugno 2014

E COME L'UBRIACO BEVE PER DIMENTICARE, COSI CHI VIENE LASCIATO SI GETTA ALLA CIECA NEL PRIMO CHE TROVA PER LA STESSA RAGIONE.

di Carmen Pistoia

Alla base del luogo comune che l'ubriaco beve per dimenticare c'è una verità applicabile anche in amore. Accade che chi viene lasciato si butta a capofitto in una nuova storia pur di estirpare dal cuore ricordi e dolore. Non c'è nulla di più sbagliato. 
Non è di certo sostituendo in tutta fretta una persona che possiamo dimenticare quel che abbiamo vissuto. Ogni cosa resta, proprio perché l'abbiamo vissuta, sentita, desiderata. 
È vero, essere lasciati, traditi e sostituiti, crea in chi lo vive, tutta una serie di sentimenti negativi. Rabbia, dolore, sete di vendetta. Tuttavia, se seguiamo l'istinto di vendetta, andremo solo ad amplificare il dolore di fondo. 
Dopo la fine di un amore occorre raccogliere quel che resta di noi e ricondurre cuore, mente e anima verso l'epicentro dell'equilibrio. È sempre un errore aver fretta di sostituire, porta solo a sbagliare ancor peggio di prima. La frenesia di voler dimenticare tutto e subito, induce il lasciato lungo il marciapiede della scelta d'impulso pur di dimenticare. Invece, non si dimentica, ma si può superare, però per superarlo occorre fare un grande lavoro di ricerca su se stessi. Capire se nella fine dell'amore vi sia la responsabilità di pecche imputabili a noi. Spesso si tende a ricoprire solo l'altro di tale peso, invece, prima di accusare di alto tradimento, proviamo a capire in cosa abbiamo mancato. 
Nessuno è perfetto, ma se si ha la maturità di mettersi sotto esame e capire che in qualcosa abbiam mancato, forse la sete di vendetta sbollirà e lascerà spazio alla crescita personale. 
Impariamo dalle sconfitte e facciamo bagaglio di vita di ogni cosa che ci accade vivendo.