sabato 31 maggio 2014

L'ESERCITO DEI SALICI PIANGENTI...

di Carmen Pistoia

Quanti esemplari di specie nel proscenio generale di salici piangenti,
ovviamente, la mia è una metafora sottile 
per descrivere tutti coloro che si piangono addosso ad oltranza. 
Chi non ha mai subito un grande dolore? Chi la perdita di un amore? 
Chi del lavoro? E via via per ogni settore emozionale. 
La vita è questa, girandola che mai si ferma su un unico vento. 
Li sfiora tutti e si fa trasportare da tutti, ma non resta mai ferma,
essa vira verso il vento che ne sospinge le sue eliche. 
Allora perché tanta gente rimane arenata nelle lacrime 
e continua ad elemosinare commiserazione perpetua? 
Semplicemente per puro egoismo. 
Cazzo tutti subiamo l'altalenare del bello e cattivo tempo emozionale, 
ma se dovessimo fermarci alla stazione del dolore, nessuno sorriderebbe più.
Indubbiamente ci sono eventi che segnano, indelebilmente, la nostra esistenza, 
ma non devono essere ragioni da tenerci in fase di stallo perenne. 
Tutto ha un limite, non ci si può piangere addosso per sempre e, 
cosa molto più importante, non si può impregnare di lacrime 
la spalla di coloro che ce la offrono. 
Arriva il momento in cui devi farti carico del tuo dolore,
tenerlo nel cuore come bagaglio di vita, 
e poi proseguire il cammino con un pizzico di coraggio in più. 
Non annegare nel fiume dirompente delle tue lacrime, 
aggrappati al primo ceppo che incontri nel trascinio delle correnti, e risali verso riva. 
Se non sei tu a voler riemergere, 
resterai per sempre arenato nelle sabbie mobili 
del tuo arrendevole disfattismo interiore.


venerdì 30 maggio 2014

LE APPENDICI DELL'AMORE...

di Carmen Pistoia 

Storie nate in sordina che diventano talmente forti da spappolare l'anima. 
Storie nascoste, vissute nell'ombra, 
poichè entrambe le parti, già impegnati e con tanto di prole a seguito. 
 
Ma l'amore non dovrebbe vincere sempre? 
Allora perchè tante persone si barricano 
tra le mura della clandestinitá di un amore proibito? 
 
    Ebbene, capita che si incontra la persona giusta 
    nel momento più sbagliato della nostra vita. 
    Eppure ci attrae da impazzire, 
    il nostro pensiero batte e ribatte su quella persona. 
    Così, nascono relazioni clandestine 
    che gettano le due persone nel più folle e travolgente dei sentimenti. 
    Passano mesi e le cose crescono a dismisura, 
    la voglia di stare assieme diviene sempre più una vera esigenza. 
    Tant'è che i due amanti arrivano a pensare 
    di rompere le loro unioni per poter stare assieme liberamente. 
    Ed è in quel preciso momento che tutto si ferma. 
 
                L'ostacolo dello scatafascio famigliare 
                riporta di colpo la ragione in senno. 
                Gli amanti, pur amandosi, cominciano ad indietreggiare. 
                Poco per volta rinunciano al loro sogno 
                e s'adagiano nell'apatica rassegnazione. 
                Continuano le loro esistenze accanto a donne/uomini che non amano, 
                pur di non deflagare la serenità dei figli, mogli ecc. 
                Ed è cosi che vedi girare una massa di zoombie 
                che son morti dentro per una scelta di facciata.


mercoledì 28 maggio 2014

KISS...

di Carmen Pistoia

Danza sensuale tra sensi che si sfiorano, si gustano, 
si fondono per poi esplodere in una travolgente passione 
che azzera i contatori del cervello 
e disintegra qualunque freno inibitore. 
In un bacio c'è la vera essenza del nettare del piacere. 
Quell'orgasmo senza fine 
che comincia dal primo tocco di lingua 
e continua per tutto il tempo che le labbra 
si congiungono in una fusione eterea. 
Molti attribuiscono un piacere secondario al bacio. 
Erroneamente, sono persuasi dall'idea 
che l'apice del piacere sia racchiuso nell'orgasmo fisico. 
Invece no, tutto quello che nasce nel bacio 
è di una sensualità prorompente, inarrestabile,
talmente travolgente che per quanto tu voglia capirci qualcosa,
nel preciso istante in cui stai baciando,
i tuoi sensi vengono catapultati nell'universo della passione 
e danzano sospesi in un limbo di piacere magnetico 
dal quale staccarsi è quasi impossibile. 
Questo è un bacio, 
tutto il resto è abitudine ad un gesto antico quanto il mondo,
ma che in pochi sanno assaporare appieno.



martedì 27 maggio 2014

QUELLI CHE NON VIVONO...

di Carmen Pistoia

   Nella moltitudine di gente che popola città, 
   paesi e mondo in genere, 
   vi é una larga fetta che respira ma non vive. 
 
   Chi sono? 
   Sono quelli che trascinano il peso di scelte fatte in passato 
   sulla base di un impeto, ma che oggi mal tollerano quelle scelte. 
   Restano prigionieri di tutto. 
   Nella coppia, non fanno l'amore, ma sesso per abitudine. 
   Così in ogni cosa, tutto per maledettissima inerzia, eppure, 
   sebbene vivano nell'apatia più limacciosa che possa esistere, 
   ci restano per facciata. 
   Magari, segretamente, vivono amplessi nascosti, fugaci, 
   ma non nella realtà, bensì nelle loro menti stanche. 
   Alcuni di essi vivono la classica doppia vita, 
   cercano di placare desideri reconditi, 
   soffocati tra le mura di casa, 
   ed espressi alla grande con qualcun altro. 
   Poi, nelle loro giacche gessate, 
   tornano a casa nel piattume di una vita di cui sono prigionieri, 
   ma dalla quale non sanno uscire o mettere la parola fine. 
 
   Perché accade? 
   Perché in molti, si ostinano a vivere per facciata 
   e non per come avrebbero desiderato vivere. 
   Sanno di aver sbagliato vita e persona, 
   ma il coraggio di cambiare tutto diviene pesante. 
   Magari perché intrappolati in rapporti 
   con figli e mogli da cui separarsi diventerebbe una battaglia, 
   ecco quindi che scelgono di morire dentro alcuni, 
   e di vivere vite parallele altri. 
   Tutto questo nella più nera insoddisfazione di quello che sono.



venerdì 23 maggio 2014

DICONO CHE...

di Carmen Pistoia

   Chi si accontenta gode, 
   ma non sono d'accordo, soprattutto in amore. 
   Non voglio accontentarmi, 
   voglio ubriacarmi della persona che amo, 
   perdermi tra le sue braccia e rinascere sulle sue labbra. 
   Voglio indossare la sua pelle, 
   sentirlo addosso e dentro l'anima. 
   Voglio svegliarmi al mattino con una voglia irrefrenabile di coccole. 
   Voglio giocare nel letto e ridere fino allo sfinimento. 
   Voglio mordergli ed essere morsa l'anima. 
   Voglio sentire l'urlo che emette il suo cuore quando facciamo l'amore. 
   Voglio assaporare ogni goccia del gusto pieno della vita 
   e voglio farlo con tutta me stessa, 
   cuore, mente,corpo e anima, senza risparmiare in nulla. 
   Questo é vivere, 
   accontentarsi, é per coloro che si rassegnano all'idea che,
   nella vita, basta farsi compagnia.



CI SI LAMENTA DI TUTTO, MA...

di Carmen Pistoia

La vita é un continuo brusio di lamentele, non ci va mai bene nulla. 
Abbiamo tutto e vorremmo il contrario di quel tutto. 
Non abbiamo nulla e vorremmo tutto.
Eppure, basterebbe guardare alla grandezza delle piccole cose 
per comprendere che, alla fine, se ci vien concesso di viverle, 
siamo comunque dei privilegiati. 
Conclusione?
Non arrivare ad apprezzare la preziosità d'ogni cosa, 
solo dopo averla persa, 
impara a veder valore anche in un banale fondo di bottiglia. 
Tutto racchiude un valore inestimabile 
se hai occhi per ammirare la vera luce d'ogni cosa.



giovedì 22 maggio 2014

HAI MAI PENSATO A CHE RUMORE FANNO I PENSIERI NON DETTI?

di Carmen Pistoia

        Ebbene, a mio avviso, STRIDONO.
        Perché proprio stridere?
        Perché, tutto il taciuto, stride sul vetro del silenzio dell'anima. 
        Gli stridii non detti si arrampicano e scivolano, ma non riescono ad uscire e,
        inesorabilmente, scivolano di nuovo giù e lo stridio é assordante. 
 
              Eppure, sebbene producano un suono fastidiosissimo, 
              restano inascoltati, poiché mai detti. 
              Allora che fare affinché non possano più stridere?
              Basta frantumare in mille pezzi il muro di cemento 
              fatto di mutismo dell'anima e lasciar defluire 
              anche quello che può far male a chi lo ascolta. 

        Se vivi imprigionato nei tuoi silenzi, finirai per divenire sordo, 
        stordito dallo stridio del non detto.



mercoledì 21 maggio 2014

Risalire...


LA COMPLICITÀ...

di Carmen Pistoia


Nulla é più appagante della complicità con un'altra persona. 
É raro quasi quanto l'incontro tra due stelle cadenti, ma esiste. 
Quel dualismo d'animo che non ha eguali. 
La curva del due, ossia, l'uno che inizia a tracciare il segno del due su un foglio 
e l'altro che lo completa. 
Quella splendida sintonia che non cerchi, ma che te la ritrovi tra le mai per caso. 
Come le corde di una chitarra, che, a guardarle non danno emozioni, 
ma sfiorandoli generano una melodia perfetta piena di magia. 
Quella sincronia di colori allineata fantasticamente nell'arcobaleno dell'anima. 
Insomma, il ricciolo del due che si completa e quando accade, resta, 
poiché é irripetibile in qualunque altra possibile forma.


domenica 18 maggio 2014

Orizzonti

Da qui,
osservo il cielo grigio.
Contemplo sprazzi di luce
che serpeggiano lente.
Cerco un profilo tra le nuvole,
il tuo.
IL calore delle candele
sale lungo la schiena.
Carezza invisibile.
Gocciolano giù
lacrime di pioggia.
Saltellano nei pensieri
ricordi.
Sfarfalla la mente.
Vola lontano
ai giorni che furono.
Rivola una lacrima.
E sulle note d'un pianoforte
si fa sera.
Rimbocco le coperte al cuore
e richiudo la finestra dei ricordi.
Si gela.
M'allontano in silenzio
soffocando il pianto.



sabato 17 maggio 2014

Libertà...


Natura Ribelle...

di Carmen Pistoia

Tuoni sovrastano il silenzio.
Lampi squarciano il cielo.

 Vengon giù gocce grandi
picchiano sulle imposte
e l'acqua scroscia via
rapidamente.
Si chiude la fronda degli alberi.
Si rintana la luna
dietro le nuvole.
 
Ancora un lampo,
cade su una casupola di paglia
e la incendia.
 
E intanto,
inarrestabile,
la pioggia si fa sempre più forte.
Scompare ogni sagoma
e s'ode solo la voce ribelle
del cielo arrabbiato.

Vivi...


L'essenziale


Già t'amavo

di Carmen Pistoia


Mi vibrò nel cuore
un brivido.
Incrociai
i tuoi occhi.

Battiti anomali
impazzavano.
Tremanti le mani
trattenevano
un impeto.

Raggio di sole
nel mezzo d'una tempesta.
E non capivo
che già t'amavo.

Timida
stordita da tanto bagliore
mi voltai per andar via
e la mano tua m'afferò.
E non andai più via
quella era casa mia.
Come una rondine che torna al suo nido
così io
trovai dimora.
Dentro l'anima tua.