mercoledì 24 luglio 2013

Per Sempre....

di Carmen Pistoia


Nulla e nessuno si dimentica,
tutto viene archiviato 
nei cassetti della nostra memoria 
e rimane li silente 
fino a quando tu 
non gli darai nuovamente voce.
 
Tutto quel che vivi,
che hai vissuto 
e che vivrai 
farà parte di te per sempre 
e sarà INCANCELLABILE.



Aforisma n°56



domenica 14 luglio 2013

FRIVOLEZZA...

di Carmen Pistoia

Avvilente e mostruosa realtà che si può incontrare in ogni ambito, ceto sociale e cultura.
 
Trovo aberrante ascoltare involontariamente discorsi fatti 
da un gruppetto di gente intenta a sorseggiare un caffè al bar, 
o in spiaggia sotto l'ombrellone, 
o in fila in banca, 
insomma tutto è teatro d'ascolto se sei in grado di ascoltare e percepire.
Devo dire che è poco edificante ascoltare discorsi vuoti,
fatti solo per sfoggiare magari il proprio benessere economico,
sminuendo il povero cristo, che lavora sodo 
facendo i lavori più umili pur di portare avanti la baracca.
 
A mio avviso, la vera miseria, la trovo proprio nelle parole 
e la scuola di pensieri di taluni individui, 
che sfoggiando con boria il materialismo che possiedono,
mi fanno pena perché non si rendono conto del deserto interiore che hanno.
 Animi aridi, frivoli, che basano la propria esistenza sul capo o l'auto all'ultimo grido 
e la corsa frenetica di chi riesce ad aggiudicarsela per primo 
e dimostrare agli altri la propria onnipotenza economica.
 
Che cosa squallida, rabbrividisco al sol pensiero 
che esseri così vuoti popolano le vie della vita.


sabato 13 luglio 2013

CHI E' VERAMENTE LIBERO?

di Carmen Pistoia

   Colui che non si cura del domani poichè vive l'oggi.

 
   Colui che in barba alle dicerie malate della gente 

   stolta va avanti per la sua strada incurante delle malelingue.
 
   Colui che sa godere anche della semplice carezza del vento,
   poichè pur non avendola chiesta,
   gli giunge comunque sulla pelle.
 
   Libero è colui che non si lascia ingabbiare 
   negli stereotipi comuni e ne diviene parte.
 
   Liberò è quello che definiscono folle,
   ma che nella sua follia, vive appieno la libertà immensa 
   di essere sempre e comunque se stesso.


venerdì 12 luglio 2013

MAGARI...

di Carmen Pistoia


Magari, nella convinzione di fare la cosa giusta, 
trascorri buona parte della tua vita agendo e camminando in un determinato modo,
poi, in un attimo capisci che forse non era così che dovevi agire,
non era così che doveva andare.

Magari invece tutto quello che hai sempre escluso a prescindere 
era proprio quel che dovevi fare.

O magari tutto è andato come doveva andare, 
chissà, non lo puoi sapere 
poichè al momento in cui consegui la patente della vita 
e ti mettono tra le mani quel volante 
che ti guiderà in tutto quello che sarà il tuo cammino,
nessuno ti fornisce il libretto d'istruzioni su come devi guidare...

Ognuno di noi comincia a guidare per istinto e impara viaggiando.


lunedì 8 luglio 2013

IL MONDO OLTRE LA PORTA


di Carmen Pistoia







C’era una volta un ragazzo ferito mortalmente dalla vita. In principio, era un ragazzo pieno di vita, di sogni, di progetti e trascinava dentro la sua gioia chiunque incrociasse il suo cammino. Era quel genere di ragazzo che credeva nell'amore eterno e nella costruzione di un qualcosa formato su misura per due cuori affini che s’incrociano all'improvviso nel proscenio dell’universo e cominciano assieme il cammino della vita. Poi, la crudeltà di una donna, gli strappò via dal petto il cuore radendo al suolo tutti i suoi sogni, e da allora cambiò, si chiuse in se stesso e cominciò un cammino introspettivo che lo portò lontano da tutto e da tutti.


Disilluso e col deserto nell’anima, il ragazzo decise di vagabondare per il mondo sperando di ritrovarsi. Scelse di andar via quasi a mani vuote, non portò molto con se, ad eccezione di uno zaino, la sua inseparabile chitarra ed un sacco a pelo. 

Di giorno camminava senza sosta, di notte, cercava un giaciglio isolato in cui appartarsi in compagnia della luna. Era solito accendere il fuoco, scaldare qualcosa da mangiare in un pentolino che portava nello zaino, e trascorrere buona parte della notte a suonare la sua amata chitarra, accarezzato dal soffio del vento e coccolato dalla luce candida della luna.

Un giorno, mentre attraversava un viale in un bosco, udì un sospettoso crepitio di foglie provenire dalle sue spalle. Sussultò un attimo poiché pensò si trattasse di un cinghiale selvatico intento a volerlo attaccare, così, si avvicinò lentamente per vedere cosa fosse. Spostò la fitta vegetazione e rimase letteralmente incantato da qualcosa, anzi, da qualcuno. Oltre quelle foglie, scorse due occhi verdi simili a smeraldi puri che erano meravigliosamente incorniciati da volto candido di bellissima fanciulla. Quell’essere dal volto così poetico era li, raccoglieva fragoline di bosco e non si accorse della presenza del ragazzo. 

Lui rimase in silenzio, quasi come se non volesse rompere quella specie di incantesimo che i suoi occhi stavano ammirando. Sentiva il corpo impietrito, i respiri fermi nel petto, rimase inchiodato a quel cespuglio, fino a quando la fanciulla non si allontanò pian piano tra gli innumerevoli alberi e cespugli.

Qualcosa tuonò nell’animo del ragazzo. Ripensava a quello sguardo e non riusciva a toglierselo dalla mente. Nei giorni successivi, tornò più e più volte in quel medesimo punto del bosco, pur di avere la gioia d’incrociare ancora quel viso, quegli occhi, ma l’incontro non avvenne ed il ragazzo s’incupì. Pensò addirittura che forse l’aveva solo immaginata, che a furia di viaggiare dal solo aveva finito per soffrire di allucinazioni, e così, con un velo di malinconia che gli ammantava il cuore, rimise lo zaino in spalla, riprese chitarra e sacco a pelo e continuò il suo viaggio verso il nulla.

Da quando era partito, aveva imparato a nutrirsi di quel che trovava, pesce, frutta selvatica e a dissetarsi con acqua di ruscello. Camminava da ore in cerca di un ruscello dove riempire l’ormai vuota borraccia d’acqua, ma in quel bosco non era riuscito a trovare neppure una piccola fonte d’acqua. Decise quindi di provarne a chiederne un po’ alla prima casa che avesse incontrato, ma anche questa ricerca divenne quasi utopia, infatti girovagava da ore ma di abitazioni all’orizzonte, neppure l’ombra. Stanco e assetato, arrestò il passo e sedette su un vecchio tronco per riprendere fiato. All’improvviso, oltre le fronde degli alberi, scorse un comignolo fumante. D’istinto seguì quel fumo e giunse davanti ad un’abitazione davvero curiosa. Era una di quelle casette in legno, proprio come quelle di cui da bambino aveva sempre letto nei libri di favole. Si avvicinò e, con qualche esitazione, bussò delicatamente sulla porta. Una voce dall’interno della casa sussurrò che la porta era aperta e che poteva accomodarsi. Il ragazzo entrò e si trovò davanti nuovamente quegli occhi verdi così incantevoli che aveva incrociato qualche giorno prima nel bosco. 

Avvertì una frustata al cuore, come se di colpo, qualcosa gli fosse esploso in pieno petto. Smarrito, impacciato e con un fil di voce domandò alla fanciulla se poteva donarle un po’ d’acqua. Lei prese dalle mani del ragazzo la borraccia e la riempì fino all’orlo, e la rese con una grazia indescrivibile.

Il ragazzo continuava a guardare la fanciulla incantato e, allo stesso modo, osservava l’interno di quella casa. Stranamente, non c’erano muri, né porte, né mobili, insomma, non c’era nulla, eppure, lui ci vedeva un luogo fatato.

Timoroso, domandò alla fanciulla: “ mi perdoni, ma potrebbe dirmi dove mi trovo esattamente?”


Lei sorrise e gli rispose: “ questo è il mio mondo gentile viandante, ma non tutti riescono a vederlo, anzi, vivo qui dall'inizio dei miei giorni, e tu, sei il primo che ne varca la soglia”.

Ci furono interminabili ed eterni minuti, dove a parlare, erano solo gli occhi e gli animi di entrambi. 

Si scrutarono, si penetrarono l’anima a vicenda, senza proferire alcuna parola, eppure fu musica tra loro.

Il ragazzo non riusciva più ad andar via da quella casa, guardava la fanciulla, e sentiva d’aver trovato la sua meta, ossia, il suo posto nel mondo. 

E fu così che smise di vagabondare verso il nulla, posò il suo zaino ormai carico di sogni nuovi, tirò fuori la sua chitarra e suonò per la fanciulla dai meravigliosi occhi verdi che tanto l’aveva stregato.

Lei ascoltò commossa, gli andò in contro, gli prese le mani e gli disse: “ benvenuto nel mio mondo viandante, ora che ci sei entrato, non riuscirai mai più a ritrovare l’uscita e resterai qui con me per sempre”.

Il ragazzo, per nulla spaventato dalle parole della fanciulla, le cinse i fianchi, la strinse a se e le sussurrò: “non voglio andar via, tu non lo sai meravigliosa creatura, ma mi hai appena donato la vita, l’unica che val la pena esser vissuta. Ricorda, solo tu potrai chiudermi fuori dal tuo mondo se mi riterrai indegno di starti accanto, fino ad allora, rimarrò qui con te e ti donerò tutti i miei respiri”.


E da quel giorno, i due ragazzi, vissero chiusi nello stesso incantesimo fino alla fine dei loro respiri.

IL TEMPO...

di Carmen Pistoia

   Spettatore silente d'ogni battito di vita,
   incessante e instancabile,
   segna col suo ritmo il tuo vissuto. 
 
         Il tempo non parla, eppure, sentenzia. 
         Lui sa bene quanto metterai a maturare ogni cosa. 

   Il tempo è storia che si ripete e mai si ferma. 
   Girandola nel vento che si muove anche quando non soffia. 

         E, nascosti tra le mura del tempo, 
         ci son le spoglie di tutto quel che hai vissuto,
         che vivrai e che anche quando non ci sarai più,
         qualcuno, rivivrà attraverso la traccia di te 
         che avrai lasciato nel tempo.


domenica 7 luglio 2013

IL BELLO DELLA VITA...

di Carmen Pistoia

La meraviglia della vita è che nel bene o nel male 

ogni giorno che vivi è come se tutto avesse inizio. 
Guardi sorgere il sole e ne rimani affascinata 
perché in una cosa così ciclica e naturale
ci vedi comunque il miracolo giornaliero 
che non si ferma d'innanzi a nulla. 
Che tu pianga o che sorrida, il sole non smette mai di sorgere. 
Allora alzi lo sguardo al cielo e dici: 
grazie mio Dio per tutto quello che ogni giorno mi concedi di vivere. 
Ringrazi col cuore, anche per le cose tristi 
perché ti rendi conto che attraverso quelle 
impari a dare il giusto valore a tutto. 
Nulla è scontato nella vita 
ed ogni singolo istante che viviamo è un privilegio unico 
che ci vien concesso di vivere.


sabato 6 luglio 2013

VIVERE...

di Carmen Pistoia

   Ho imparato a vivere di attimi,
   perché accumulare tempo in attesa di viverlo,
   serve solo a perdersi il bello della vita.

         Ho imparato a sognare,
         perché solo sognando, hai quel qualcosa in più nel cuore 
         che ti occorre per non smettere mai di sperare.

                  Ho imparato a vivere,
                  perché dopo essere passata negli inferi del dolore,
                  impari a cogliere l'essenza di ogni cosa e a farne tesoro.

venerdì 5 luglio 2013

UN DONO...

di Carmen Pistoia


   Un dono in ogni istante, questa è la vita. 
No, non è utopia quanto affermo,
basterà guardare tutto da una giusta angolazione di luce.
Anche quel che ti può apparire crudele, inaccettabile, devastante,
racchiude comunque il suo senso,
magari quello di insegnarci a vivere e percepire le cose nell'essenza 

e guardando oltre ogni immaginabile realtà.
Pensa, tutto accade per una ragione precisa e mai per caso.


mercoledì 3 luglio 2013

PASSIONE

di Carmen Pistoia


     Gocce di passione
     rivolano sulla fronte,
     illuminate dalla luna.
     Notte eterna
     sul corpo tuo,
     nella bramosia
     d'istanti infuocati.
     Respiri bollenti.
     Bocche ansimanti.
     Mani che tremano.
     Scivola lento il desiderio
     si veste di te
     per poi divenire nudo.
     Cala la luna
     s'accende la voglia
     come non mai.
     Tu passione,
     amore,
     tu,
     tutto quel che desidero.
     Si toccano due animi
     s'amalgamano due corpi
     e tra passione e amore
     si leva il sole
     fuori
     e dentro l'anima.




martedì 2 luglio 2013

AMAMI

di Carmen Pistoia


      Amami,
     e nell'amarmi,
     ricordati di non intrappolarmi nel tuo egoismo.
     Amami,
     e nell'amarmi,
     gioisci con me quando la gioia abbonderà.
     Amami,
     e nell'amarmi,
     accetta i miei umori senza temerli.
     Amami,
     e nell'amarmi,
     tieniti saldo al mio cuore
     afferra le redini della mia anima
     e navigando nei mari della vita
     vira sempre verso il sole.
     Amami,
     e nell'amarmi,
     trova le ragioni per consolidare il noi
     e fa che lo rendano eterno.
     Amami,
     come ti amo io
     e mai
     ci perderemo.